TIM, come disattivare le promozioni non richieste?

La stragrande maggioranza dei consumatori ha almeno due linee telefoniche attivate (una per la telefonia mobile e l’altra per la telefonia fissa/internet), quindi è fondamentale conoscere i diritti dei consumatori prima delle compagnie telefoniche, per evitare disguidi futuri.

A livello contrattuale, molte sono le casistiche nelle quali i clienti di telefonia mobile vanno ad imbattersi, e queste situazioni possono presentarsi anche con operatori telefonici storici come Tim, Vodafone o Wind. E molti blog su internet cercano di informare i propri lettori fornendo le migliori soluzioni a tutela dei loro diritti.

Anche chetariffa.it, a seguito di varie segnalazioni di utenti, si è interrogato su come disattivare Tim Prime, su cosa sia e su una sua eventuale convenienza: con i suoi 0.49 centesimi di spesa settimanale Tim Prime offre diversi servizi e vantaggi esclusivi.

È logico che, se il servizio non è stato richiesto, il cliente abbia tutto il diritto di rescinderlo annullando la spesa settimanale, sia pur essa minima.

Che tariffa sul proprio sito spiega proprio questo.

Ma veniamo al consumatore: cari lettori, vogliamo nelle prossime righe fornirvi qualche informazione generica sui suoi diritti, sganciandoci per un momento dalla specificità dell’operatore, in modo da potervi muovere con più disinvoltura nella vasta selva di promozioni, offerte o piani tariffari.

Problemi di telefonia: portabilità e passaggi ad altro operatore

È sempre più comune per un consumatore passare da un operatore telefonico all’altro tramite contratti telefonici. In tal caso, il consumatore ha il diritto di chiedere all’azienda di inviargli per iscritto le condizioni dell’offerta. Molte aziende fanno riferimento al loro sito Web, quindi è essenziale salvare queste informazioni per garantire che il servizio corrisponda realmente alle informazioni pubblicizzate.

Quando una compagnia telefonica contatta il consumatore per fare un’offerta commerciale, si deve tenere presente che il contratto sarà valido solo se il consumatore riceve le informazioni per iscritto. Tuttavia, se è il consumatore a chiamare l’azienda, non sarà obbligato ad ottenere conferma per iscritto.

In ogni caso, il consumatore può recedere dal contratto entro i 14 giorni successivi alla sottoscrizione di esso. Se l’azienda non ha informato il consumatore di questo diritto, il termine è esteso a 12 mesi. Inoltre, l’azienda è obbligata a inviare il contratto per iscritto se il consumatore lo richiede.

Inoltre consigliamo a tutti i consumatori di conservare gli opuscoli o gli annunci su Internet relativi alle condizioni della loro tariffa, poiché secondo la legislazione la pubblicità fa parte del contratto ed è obbligatoria per le aziende.

Come eliminare una linea telefonica

L’annullamento di una linea telefonica non ha alcun costo a meno che non sia stata stipulata una tariffa speciale o non sia stato firmato un impegno di permanenza. La cancellazione deve essere comunicata almeno due giorni prima della data in cui il consumatore desidera che diventi effettiva.

Se nel contratto è prevista una clausola di permanenza, il titolare del contratto dovrà corrispondere la quota proporzionale al periodo rimanente per la fine del periodo di permanenza.

Oltre a cancellare la linea telefonica, puoi anche cambiare compagnia telefonica, mantenendo il tuo numero di telefono. Questa è nota come ‘portabilità’ e per farlo è solo necessario richiedere alla nuova società di avviare le procedure di portabilità, che la vecchia società deve accettare anche se ci sono fatture non pagate.

Il termine legale per effettuare una portabilità è di 1 giorno lavorativo. Tale periodo è esteso a 6 giorni nel caso in cui si cambi contemporaneamente compagnia di telefonia fissa e banda larga.

Come presentare reclamo a una compagnia telefonica

Quando si verifica un problema con una compagnia telefonica, il consumatore ha diversi modi per tutelare i propri diritti:

Presentare reclamo scritto al Servizio Clienti della compagnia telefonica, preferibilmente inviandolo tramite posta certificata con ricevuta di ritorno o tramite fax/telegramma. La compagnia telefonica ha un mese per rispondere alla nostra richiesta. Se non lo fa dopo tale termine, o se la risposta non è soddisfacente, passeremo ai seguenti punti.

Reclamo dinanzi all’Ufficio servizi di telecomunicazione. È un ente pubblico la cui funzione è quella di risolvere i conflitti tra operatori di telecomunicazioni e utenti.

Reclamo dinanzi al Collegio arbitrale dei consumatori. Se la compagnia telefonica sottostà alla Direzione Tutela dei Consumatori, che prevede una procedura extragiudiziale di risoluzione delle controversie tra aziende e consumatori, le cui risoluzioni sono vincolanti per le parti, può essere richiesta una consulenza specifica a tale associazione.

Se il problema non è stato risolto con questi mezzi, il consumatore può ricorrere alla giustizia ordinaria. In caso di importi inferiori a 2.000 euro, non è necessario avere un avvocato o un procuratore legale.