I 5 segreti di un ottimo hamburger (anche se mangiato in un fast food)

Chi non ama gli hamburger? Disponibili oggi in praticamente ogni angolo delle nostre strade, dai fast food delle grandi catene alle cucine gourmet, questo panino americano, anzi questo simbolo dell’America oggi è declinato in molti modi, incontrando sempre – più o meno – il favore dei buongustai.

Ma quali sono i 5 segreti che rendono un hamburger unico, anche magari quando viene realizzato in serie e venduto in milioni di “copie” ai quattro angoli del mondo?

Scopriamo insieme quali sono i segreti che hanno reso questo panino con polpetta uno dei simboli internazionali del pasto che soddisfa.

Pane: in mille modi, ma quello classico rimane il migliore

La psicosi contro le farine bianche e raffinate – passateci il termine, se ne sta facendo una questione molto più grande di quello che effettivamente è – ha portato all’utilizzo di farine integrali o ricavate da cultivar particolari e brevettate.

Non siamo contro un buon hamburger, anche se fatto di un panino integrale. Ci sentiamo però di dare a Cesare quel che è di Cesare e di riconoscere nell’hamburger realizzato con il classico panino di farina raffinata il non plus ultra di questo panino.

Con delle variazioni che possono essere sicuramente sfiziose – e magari talvolta più salutari – ma che non hanno nulla a che vedere con l’originale.

Carne: sempre di qualità

Un hamburger vale quanto la carne di cui è fatto. Certo, si può giocare con gli aromi e con le salse. Ma quando la carne è di scarsa qualità, non c’è hamburger che tenga.

Per questo anche le grandi catene si rivolgono sempre e comunque ad allevamenti certificati e spesso locali, anche quando i loro punti vendita sono diffusi ai quattro angoli del mondo.

Partire da una buona carne è il segreto fondamentale per fare un buon hamburger, anche quando dovessimo prepararlo in casa.

Salse: de gustibus

Ad ognuno piace la sua salsa. C’è chi va pazzo per il ketchup, c’è chi non riesce a mangiarlo senza maionese, c’è chi preferisce salse ranch o ancora salse brevettate e segrete dei migliori marchi.

De gustibus, in questo caso: perché non si può discutere della particolare combinazione di salse che, secondo ciascuno, renderebbero l’hamburger un’esperienza unica.

Non vogliamo dire la nostra, anche se la famosa salsa ocra di un noto marchio…

Senza dimenticare la senape, riscoperta finalmente anche in Italia – forse un gusto acquisito, ma quintessenziale per l’hamburger di chi ama sapori forti e decisi.

Cipolla sì, cipolla no – occhio a non coprire il gusto della carne

Un buon hamburger è – per quanto strano possa sembrare – anche una questione di equilibrio. Occhio dunque a non esagerare con le salse e neanche con la cipolla. Il rischio è di creare un enorme panino che però non ha gusti bilanciati e che veda un elemento così deciso prevalere su tutti gli altri.

Quando ci si avventura con questo tipo di ingredienti, meglio andarci con i proverbiali piedi di piombo.

Doppia polpetta: per un doppio gusto

L’hamburger è anche e soprattutto un gioco di consistenze e posizionare due polpette in due punti diversi del panino può contribuire a creare una texture unica.

Qui quello che può fare la differenza è la sperimentazione: anche in casa, anche ripetendo la stessa ricetta centinaia di volte. Fino a quando dalle nostre cucine e dalle nostre mani non nascerà l’hamburger secondo noi perfetto.