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La chitarra: uno strumento non solo per uomini

Nei gruppi musicali i chitarristi ricevono spesso molto successo e diventano delle vere e proprie star grazie alle loro qualità nel suonare la chitarra. All’interno di una band il chitarrista può essere solista (è l’unico a suonare la chitarra), oppure possono esserci più chitarristi se necessario. Molti dei grandi chitarristi sono diventati celebri per la loro bravura con la chitarra oltre che per la celebrità del gruppo cui appartengono e sono acclamati come star in tutto il mondo. Spesso i chitarristi famosi hanno anche più di una chitarra e, a seconda della situazione, decidono quale utilizzare per i live. Le chitarre sono le loro fedeli compagne di vita e nell’immaginario comune sono considerate un vero e proprio oggetto di culto.

Chitarriste famose

Suonare la chitarra non è però una prerogativa maschile, anche molte donne si sono distinte per le loro abilità nel mondo della musica. Ecco alcune delle chitarriste più famose:

  • Joni Mitchell è stata una cantautrice olandese e nel 2003 è stata inserita nella classifica dei chitarristi più famosi di tutto i tempi. In quell’anno, Joni Mitchell, era la donna più alta in classifica tra le chitarriste.
  • Un’altra famosa chitarrista di origine statunitense era Bonne Raitt, riconosciuta in tutti il mondo come una delle migliori chitarriste ed anche lei presente nella classifica di Rolling Stone.
  • Annie Clark, conosciuta con lo pseudonimo di St. Vincent, è una cantautrice, compositrice e polistrumentista statunitense. Il figlio di Frank Zappa l’ha paragonata al padre in quanto bravura con la chitarra.
  • Kaki King è una chitarrista e compositrice statunitense, ed è stata l’unica donna ad essere inserita nella lista dei New Guitar Gods di Rolling Stone nel 2006.

Come conferma della bravura delle donne nel suonare la chitarra almeno al livello degli uomini, la lista delle chitarriste famose potrebbe proseguire ancora con nomi come Lita Ford, Orianthi, Susan Tedeschi, Ana Popovic, Muriel Anderson, Memphis Minnie.

Chitarristi famosi e le loro chitarre

Oltre alle chitarriste famose, ecco alcuni dei chitarristi più famosi:

  • Ace Frehley è il chitarrista dei Kiss, entrò a far parte del gruppo alla fine del 1972 rispondendo ad un annuncio su un giornale. Fu subito accettato, non solo per la sua bravura, ma anche per la sua stravaganza. Nacquero così i Kiss, band famosissima che entrò a far parte della storia.Il primo album omonimo dei Kiss venne realizzato nel 1974, e sulla copertina dell’album comparivano i Kiss truccati durante le loro esibizioni. I Kiss entrarono nella storia del rock grazie ai loro dischi, come Alive, sempre molto apprezzati anche dalla critica.
  • Angus Young è il chitarrista solista degli AC/DC. Famoso per la sua bravura con la chitarra, è passato alla storia con la sua uniforme da scuola indossata sul palco per ricordare gli anni di liceo. Nel 2011 si è classificato al 24° posto nella classifica di Rolling Stone tra i 100 migliori chitarristi di tutti i tempi. È anche stato riconosciuto come migliori chitarrista australiano di sempre.
  • BB King è lo pseudonimo di Riley B. King è stati uno dei più importanti musicisti blues di tutti i tempi. Durante la sua carriera lunghissima si è distinto per le sue capacità con la chitarra che ha chiamato “Lucille”. Era una chitarra Gibson E3-335 e, grazie a lui, è diventata una vera e propria icona di questo genere musica dagli anni Cinquanta in poi. BB King ha vinto ben 14 volte il Grammy ed è stato riconosciuto come uno dei chitarristi più famosi dalla rivista Rolling Stone.
  • Billie Joe Armstrong è stato il chitarrista della band statunitense Green Day, di cui è il principale autore. I Green Day sono stati una band famosissima tra i giovanissimi tra gli anni ’90 e il primo decennio del 2000.
  • Bo Diddley è il nome d’arte del cantautore, chitarrista e compositore Ellas Otha Bates McDaniel. È stato un famoso chitarrista blues tra il 1950 e il 2008 quando la sua carriera si è interrotta a causa della sua morte.
  • Brian May è il famoso chitarrista dei Queen, fondati da lui insieme a Roger Taylor e Freddie Mercury. May compare al 26° posto nella classifica dei migliori chitarristi di tutti i tempi.Oltre ad essere un ottimo chitarrista, May è stato anche l’autore di alcuni dei brani più celebri dei Queen come “Tie Your Mother Down, We Will Rock You, Flash, Hammer to Fall, The Show Must Go On ed altri.

Oltre ai chitarristi elencati, ce ne sono tantissimi altri che vale la pena menzionare come George Harrison (The Beatles), James Hetfield (Metallica), Jimi Hendrix, Jimmy Page, Joe Satriani, John Lennon e molti altri.

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YouTube cover: le 10 più cliccate online

Le YouTube cover sono i video girati e pubblicati su YouTube da persone che amano la musica ma non possono definirsi musicisti professionisti, in quanto si guadagnano da vivere facendo altro. Esistono però alcune cover musicali che hanno avuto un enorme successo, riuscendo a lanciare la carriera di persone diventate in poco tempo molto amate dal pubblico. Basti pensare, ad esempio, al duo italiano Benji e Fede, nato su YouTube ed esploso di lì a poco live sui più importanti palcoscenici del Paese.

La classifica delle 10 YouTube cover più viste a livello mondiale

Il portale Mashable ha raccolto in una speciale classifica le 10 YouTube cover più ascoltate sulla piattaforma video di Google: ecco la lista dalla numero 1 alla numero 10.

  1. The Morning Pages – Telephone, di Lady Gaga
  2. Freddie25 – Medley di 32 brani in 8 minuti
  3. Randy George – Crazy di Gnarls Barkley
  4. Ukulele Orchestra della Gran Bretagna: Shaft di Isaac Hayes
  5. The Baseballs – Umbrella, di Rihanna
  6. Kurt Schneider e Sam Tsui – Medley di Michael Jackson
  7. Some Really Short Guy – Hey Jude dei Beatles
  8. Mark Smart e Steve Ward – Let’s Go with Tesla di The Cars
  9. JawKneeYeah – Crank di Soulja Boy Tell ‘Em
  10. Aston – Telephone di Lady Gaga

La cover del brano Telephone di Lady Gaga due volte in classifica

Il celebre brano musicale Telephone, interpretato dalla regina pop statunitense Lady Gaga, è riuscito a entrare nella classifica delle YouTube cover più ascoltate dagli utenti online per ben due volte, aprendo e chiudendo di fatto la lista elaborata dal portale Mashable. Un autentico record, che aiuta a comprendere anche quanto Lady Gaga sia amata (e copiata) a livello universale. In prima posizione la cover di Telephone cantata dai The Morning Pages e reinterpretata in chiave country-rock. Decimo posto invece per la cover della band Aston. A differenza dei primi, il gruppo Aston si limita a cantare Telephone restando fedele alla traccia originale, concedendosi unicamente l’aggiunta di alcune classi strumentali.

Il medley di 32 canzoni in 8 minuti dello youtuber Freddie25

Entra di diritto nel podio delle migliori YouTube cover della classifica di Mashable la performance di Freddie25. Lo youtuber, aspirante cantante, riesce a mettere in fila in soli 8 minuti qualcosa come 32 brani. Freddie25 può essere sicuramente annoverato tra gli interpreti di cover più talentuosi a livello internazionale. Stupisce la sua elevata preparazione dal punto di vista della tecnica della voce, riuscendo a passare da un brano all’altro con estrema facilità (qualità questa che poche volte si riscontra tra gli utenti di YouTube che si improvvisano autori di cover).

Terzo posto per Randy George con il singolo Crazy

Sul gradino più basso del podio si piazza Randy George, che insieme a Co on the Theremin riesce a strappare applausi a scena aperta al pubblico in ascolto della YouTube cover della canzone Crazy (singolo di successo firmato da Gnarls Barkley). Piccola nota a margine: nella lista dei brani presenti nella classifica di Mashable non c’è alcun singolo italiano (né artisti né canzoni).

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Band famose che avevano un nome differente: quali sono

Il panorama musicale è sicuramente pieno di moltissime band che hanno fatto la storia, specialmente nel rock o nel metal.
Tuttavia, è interessante notare come i gruppi che hanno, nel bene o nel male, segnato intere epoche e generazioni musicali, in principio avessero altri nomi.

I nomi per una band, difatti, sono praticamente fondamentali: se è vero che la prima impressione conta moltissimo, è anche vero che attraverso il nome di un gruppo passano molteplici sensazioni che potrebbero instillare in una persona il seme della curiosità.

Le band che hanno cambiato nome nel corso degli anni, prima di adoperare quello per cui sono divenuti famosi, sono tante, ed alcune delle quali anche inaspettate.

Dunque, al fine di fornire tutte le informazioni necessarie per quanto riguarda le band che nel corso degli anni hanno cambiato nome, può rivelarsi un’idea interessante stilare un piccolo elenco, così da sfatare eventuali miti che circolano intorno alcuni gruppi musicali.

I gruppi che hanno cambiato nome: quali sono

Per cominciare la lista è interessante notare come i Nirvana, storico gruppo Grunge nato a Seattle (che fu una fucina di altri gruppi dello stesso genere musicale, come ad esempio i SoundGarden o gli Alice in Chains), inizialmente si chiamassero Skid Row.

Un nome decisamente meno introspettivo quello scelto dal buon Kurt Cobain, che sembra essere quasi il nome di una garage band.
Sicuramente è pacifico affermare che la metamorfosi in Nirvana abbia sicuramente portato con sé dei risultati positivi.

Un’altra band dal nome completamente diverso, è quella dei Radiohead: il celebre gruppo musicale britannico, famoso per aver composto negli anni capolavori come ad esempio Everything in its right place, inizialmente aveva optato “On a Rain” come nome; sicuramente, allo stato attuale, il nome Radiohead sembra essere maggiormente adatto alla band, riuscendo ad evocare delle immagini uniche già solo attraverso il nome.

Altre band che hanno cambiato nome, alcuni perché nacquero nell’ambito di un processo adolescenziale, altri per vari motivi inerenti alle dinamiche interiori della band, sono ad esempio: gli U2 che inizialmente scelsero come nome quello di Feedback, mentre i Led Zeppelin, prima di dedicarsi alla composizione di capolavori del calibro di stairway to heaven, si chiamavano i the new yardbirds.

Sarà la forza dell’abitudine, o semplicemente un discorso di sonorità e di significato del nome, ma è interessante notare come ciascuno dei nomi adoperati successivamente dai membri della band fossero sostanzialmente quelli più giusti ed adatti per il tipo di musica.

Altri gruppi che cambiarono nome

Il panorama musicale, come detto, era pieno di band che avevano qualcosa da raccontare, e che lo facevano anche attraverso il nome del proprio gruppo musicale.

I Queen di Freddy Mercury, ad esempio, inizialmente si chiamano Smile: nome che non conciliava in maniera consona il modo di essere eccentrico di Freddy Mercury.

Se in alcuni casi il cambio del nome non è stato dei migliori, è anche vero che quasi nella totalità dei casi le band che cambiarono nome lo fecero per sceglierne uno migliore, che si è posto quale marchio indelebile della musica che hanno suonato e rappresentato negli anni.
Nel nome di una band c’è una storia che pulsa, ed è importante dunque scegliere un nome che riassuma nella maniera più forte e sintetica possibile il messaggio che si desidera trasmettere.

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Dora Carofiglio: uno sguardo sulla voce simbolo dei ”Novecento”

Il panorama italiano è da sempre pieno di nomi importanti, molti dei quali si pongono quali cardini essenziali del panorama musicale italiano.
Tuttavia, come spesso accade, ci sono una serie di gruppi musicali più di nicchia, che nonostante la poca fama di cui godono riescono sempre e comunque a consegnare al mercato musicale delle piccole perle destinate a restare per sempre nella memoria degli amanti della musica.
Per quanto riguarda la musica italiana, è doveroso citare il gruppo musicale Novecento, che ebbe un successo notevole nella metà degli anni ottanta con il brano ”movin on”.

Dopo anni di silenzio, il gruppo riuscì a tornare alla ribalta nel 2008 con un brano che ancora oggi lascia uno stupore misto ad una malinconia non indifferente, grazie alle sue tonalità melodiche che ricordano tanto i gruppi new wave britannici.

Tuttavia, Novecento è la sintesi di un orgoglio tutto italiano, che a suo tempo riuscì a tornare alla ribalta con un brano che ha fatto la storia della musica degli anni duemila.

Chi sono i Novecento?

Come purtroppo accade spesso, molti gruppi dalla bravura indiscutibile e dalla preparazione non indifferente, cadono ingiustamente nell’oblio, portando con sé anni di musica non compresa.

Novecento fu fondato nel 1979 dai fratelli Pino, Nino e Rossana Nicolosi, che negli anni ottanta riuscirono a sfornare una serie di brani che si sarebbero configurati come dei cardini della musica di quegli anni.

In particolar modo, i loro brani di maggior successo furono One Shot 80, Excessive Love e The Only One, che ebbero un riscontro di una certa importanza da parte del pubblico.

La loro maturazione artistica fu lenta, ma tuttavia quasi predestinata: agli inizi degli anni duemila, infatti, il gruppo ebbe l’occasione di pubblicare l’album chiamato ”Novecento Featuring”, dove furono accompagnati da grandi nomi del panorama jazz.

Dora Carofiglio: cenni sull’artista

Come detto, la formazione dei Novecento è tutt’oggi composta dai fratelli Nicolosi, che da sempre collaborano insieme per ogni progetto artistico.

Tuttavia, è assolutamente indispensabile citare quelle che sono le indiscutibili doti canore di Dora Carofiglio, la vocalist che dal 1984 (ossia dai tempi di Movin On) collabora con passione e dedizione al progetto di Novecento.

Dora Carofiglio, che successivamente diventerà la moglie di Lino, uno dei fondatori della band, da sempre riesce a dare una sua anima ad ogni canzone, grazie in particolar modo a quelle che sono le sue eccellenti doti canore che sembrano essere assolutamente irrinunciabili per ogni genere di composizione.

La sua voce, difatti, fu al centro del progetto avviato da Pino Nicolosi, dal titolo ”Valerie Dore”: in alcuni brani, infatti, è proprio la Carofiglio a dare il suo tocco inconfondibile, che ha da sempre caratterizzato ogni tipo di lavoro.

Allo stato attuale, i Novecento continuano la loro composizione dedicandosi in particolar modo al Jazz, dando così vita ad un connubio particolare di suoni e di tecniche musicali che vedono la partecipazione di artisti del calibro di Billy Cobham, Brian Auger e Bob Mintzer.

In definitiva, sebbene i Novecento non vengano forse ricordati come tanti altri nomi del panorama musicale, è anche vero che i loro lavori sono da sempre al centro di una riqualificazione artistica non indifferente, così da riconoscere il tanto impegno che tale formazione artistica ha profuso in quasi quarant’anni di carriera, senza mai piegarsi alle logiche del mercato.

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Eventi Jazz in Italia e in Europa: quali sono i più famosi?

Il jazz ha una storia unica e un sound che difficilmente si può ritrovare in un altro stile di musica. Sei un appassionato di Jazz? In macchina ascolti playlist di John Coltrane e Louis Armstrong? Allora non sei solo!

Al mondo e in particolare in Italia ci sono moltissimi eventi jazz dedicati a questo sound, eventi in cui puoi condividere la tua passione con altri interessati come te e goderti dei concerti irripetibili.

Scegli il periodo, la tua meta e poi…non ti resta che partire.

“La vita somiglia molto al jazz… è meglio quando si improvvisa.” Cit. George Gershwin.

Jazz festivals: cos’è il jazz?

“Se hai bisogno di chiedere cos’è il jazz, non lo saprai mai.”

Queste sono le parole di uno tra i musicisti jazz più famosi, il trombettista Louis Daniel Armstrong.

Il Jazz è ritmo e improvvisazione, è sintesi di più culture musicali europee. Il ritmo delle percussioni africane e le work songs degli schiavi arrivati in America hanno avuto un grande ruolo nella nascita del jazz.

Il jazz non ha certo una lunga storia come la musica classica, ma negli ultimi cent’anni ha visto molte svolte: ha cominciato a diffondersi effettivamente negli anni ‘20 soprattutto nei night club (grazie alla sua ballabilità) e ha poi avuto molte fasi e correnti (jazz modale, soul jazz, free jazz).

Nei jazz festivals, seppur innovativi nella forma, non vengono mai dimenticate le tradizioni e sono rappresentati tutti gli stadi attraverso cui è passato questo stile di musica.

Concerti jazz: gli eventi più famosi

“Il jazz durerà fintanto che le persone lo ascolteranno attraverso i loro piedi invece che col loro cervello.”

Ancora oggi ci sono moltissimi ritrovi per gli amanti di questo stile: concerti jazz, festival, manifestazioni.

Quali sono questi eventi imperdibili?

Festival jazz italiani

La musica jazz ha avuto origine in America, ma con il tempo si è diffusa in tutto il mondo e al giorno d’oggi i più appassionati possono godersi degli eventi dedicati anche senza uscire dallo stato.

Esistono infatti moltissimi festival jazz italiani: grandi città pianificano eventi con ospiti internazionali e i piccoli paesi spesso si organizzano a intrattenere i propri abitanti con concerti dedicati a questo filone musicale.

Basta cercare il ritrovo più vicino alla propria residenza!

Südtirol Jazzfestival Alto Adige

La volontà di animare la scena culturale altoatesina da parte di Nicola Ciardi è ciò cha ha portato alla fondazione dell’associazione Jazz Music Promotion Südtirol Alto Adige; la passione per la musica ha fatto il resto.

Il Südtirol Jazzfestival è un evento annuale dedicato alla musica jazz che si svolge in Alto Adige.

Questo festival non è solo votato a ospitare musicisti di un certo calibro, ma si impegna a dare spazio a nuovi progetti, visioni innovative e artisti sconosciuti.

Umbria jazz

Ogni anno dal 1973, nel mese di luglio, Perugia ospita uno tra i più famosi festival di jazz in Italia (e non solo): l’Umbria Jazz.

Si tratta di una manifestazione gratuita e itinerante, alla portata di chiunque voglia godersi della pura musica jazz tra le location più belle di questa città, che si trasforma in un villaggio musicale.

Bergamo Jazz Festival

Grandi nomi del jazz e giovani talenti: questo è il Bergamo Jazz Festival, che ogni anno attira un sacco di appassionati. In questa occasione la città di Bergamo ospita nei suoi musei, teatri, strade e locali concerti dal puro sapore jazz.

La prima edizione si è svolta nel 1969 e da allora, nelle varie location, si sono esibiti grandi artisti, come Charlie Mingus, John Scofield e Cecil Taylor.

Pescara jazz

Un festival estivo dalla lunga storia, che ha avuto inizio nel 1969.

Nuovi talenti, insieme a grandi maestri ben conosciuti hanno calcato i palcoscenici della manifestazione.

Un evento che pur rinnovandosi di anno in anno non rinuncia alla tradizione. In questo contesto infatti vengono anche ricreate le storiche jam session notturne all’aperto.

Gaeta Jazz Festival

Il Gaeta Jazz Festival è un evento giovane, voluto e organizzato da professionisti e appassionati sempre alla ricerca di nuovi modi per valorizzare il territorio e esprimersi tramite l’arte del Jazz.

In questa occasione Gaeta e tutte le location prescelte per la manifestazione si trasformano nel palcoscenico perfetto. L’ingresso gratuito rende l’evento aperto a tutti: i più appassionati ma anche i curiosi.

Festival musica jazz in Europa

In Europa ci sono moltissime altre tappe per gli amanti del Jazz, da quelle più vicine a quelle che necessitano un viaggio più organizzato:

  • Festival Jazz – San Sebastián,
  • Mostly Jazz – Birmingham,
  • North Sea Jazz Festival – Rotterdam,
  • Bray Jazz Festival – Bray,
  • Copenhagen Jazz Festival – Copenhagen,
  • Montreux Jazz Festival – Montreux,
  • Jazz Jamboree – Warsaw,
  • XJazz Festival – Berlino,
  • EDP Cool Jazz – Oeiras,
  • Bratislava Jazz Days – Bratislava,
  • Jazz Etno Funky Festival – Capodistria,
  • Glasgow Jazz Festival – Glasgow,
  • Jazz Fest Wien – Vienna,
  • Gent Jazz Festival – Gent.
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Gli anni duemila: uno sguardo sui successi musicali dell’ultimo ventennio

Nel bene o nel male, è pacifico affermare che gli anni duemila abbiano lasciato il segno sotto molteplici punti di vista. Dal punto di vista cinematografico, storico, musicale e culturale, questi primi vent’anni del duemila sono stati ricchi di eventi che hanno cambiato, in maniera più o meno forte, la storia del mondo, andando così a plasmare quella che è la nostra quotidianità.

Il panorama musicale ha raccontato molto: sono tanti, infatti, i tormentoni che ancora oggi risuonano nelle teste dei più nostalgici.
La musica degli anni duemila, però, non riguarda solo balli di gruppo et similia: al contrario i titoli che hanno caratterizzato quest’ultimo ventennio spaziano dai generi più diversi.

Sebbene sia un po’ difficile tenere a mente tutti quelli che sono i titoli degli ultimi anni, è comunque interessante stilare una classifica che tenga conto di tutti gli ultimi successi, così da delineare nella maniera più precisa la situazione.

I titoli dal 2000 ad oggi

I titoli degli ultimi vent’anni sono molti, ed appartengono a tanti generi differenti: basti pensare, ad esempio, a grandi band come ad esempio i Radiohead che proprio nel 2000 partirono un brano come ”everything in its right place”: un brano sicuramente atipico per la band inglese, che partorisce una canzone dai ritmi lenti, con un sottofondo di musica elettronica che rasenta la psichedelica.

E parlando di musica elettronica, è interessante notare come il famoso duo Daft Punk abbia consegnato al mercato musicale un brano che identifica pienamente la direzione musicale che il gruppo ha da sempre battuto, grazie al brano ”harder, better, faster, stronger” del 2001, la cui melodia travolgente ancora oggi può essere ascoltata in numerosi spot o nelle differenti stazioni radio che di tanto in tanto la ripropongono.

Gli anni 2000: un’epoca decisamente mista

Dire che gli anni 2000 sono sicuramente un’epoca mista non è sbagliato: è interessante osservare, infatti, come l’ultimo ventennio abbia dato occasione a molteplici artisti di esprimersi al meglio: basti pensare, infatti, che anche personaggi come Jay-Z ed Alicia Keys hanno avuto la possibilità di dire la propria opinione nell’ambito del panorama musicale, grazie al loro ”Empire State of Mind” che nel 2009 riuscì a dominare le classifiche e a piazzare degli ottimi numeri dal punto di vista delle vendite.

Il brano, estratto dall’album ”The Blueprint3”, si configura come un vero e proprio inno alla città natale dei due artisti, ossia New York, divenendo così uno dei tanti manifesti artistici e culturali degli ultimi anni.

Anche Rihanna, la celebre cantante Pop, riuscì a guadagnarsi una popolarità non indifferente, proponendo al panorama musicale la canzone ”Umbrella”, composta nel 2007 e divenuta un vero e proprio cult, tanto da guadagnarsi la diciassettesima posizione nella classifica.
Tuttavia, a guadagnarsi pienamente il podio per quanto riguarda i migliori titoli degli ultimi anni, è sicuramente ”Crazy in love” di Beyoncè, che ha conquistato i gusti più vari, configurandosi quindi come vero e proprio pezzo forte degli anni duemila.

In definitiva, quindi, questi ultimi anni hanno portato con sé una serie di novità non indifferenti dal punto di vista musicale, caratterizzando la musica degli anni 2000 come una musica destinata a perdurare nel tempo, e che ancora oggi viene ricordata e celebrata sia dai fan più accaniti che dai meno affezionati.

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I migliori deejay al mondo: considerazioni e dettagli

Da sempre il deejay è una figura di vitale importanza per quanto riguarda i tanti eventi musicali, che si tratti di serate in discoteca o di feste di compleanno con amici.

Questo professionista del settore musicale, grazie anche al supporto valido fornito dall’incedere della tecnologia, del web e dei social media, è riuscito a guadagnarsi un’importanza non indifferente, diventando un vero e proprio showman: sono tanti, infatti, i concerti dove i deejay sfoggiano le loro singole qualità sia tecniche che artistiche, riuscendo così a tenere in piedi un’intera serata.

Tuttavia, poste in essere siffatte premesse, diventa quasi obbligatorio stilare quella che può essere una vera e propria classifica dei deejay più famosi e pagati nel panorama musicale, così da riuscire a dare uno sguardo più approfondito e ravvicinato a questo mondo spesso sottovalutato ed ingiustamente ignorato.

E’ bene quindi elencare quali sono gli artisti più in voga al momento, e quelli che più vengono seguiti dal pubblico.

I deejay più pagati al mondo: uno sguardo più da vicino

La classifica dei deejay più pagati al mondo ha come scopo principale quello di ”racchiudere” in quella che potrebbe essere definita una sorta di sintesi, tutti quegli artisti che, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista artistico, attirano il pubblico, dando così luogo a dei veri e propri eventi dove partecipano migliaia e migliaia di persone.
Contrariamente a quanto si possa pensare, la lista dei deejay più pagati al mondo non è particolarmente lunga, e gode di una concorrenza relativamente bassa: sono circa quindici, infatti, i deejay che per vari motivi si ritrovano essere agli onori della cronaca.

Allo stato attuale, infatti, la prima posizione è occupata da ”The Chainsmokers”: il duo statunitense, infatti, è riuscito a guadagnarsi una fetta di popolarità non indifferente, grazie soprattutto agli ultimi lavori che hanno fatto sì che i due produttori e deejay riuscissero a superare senza troppi problemi i loro colleghi; allo stato attuale i due musicisti guadagnano un patrimonio annuale che ammonta a circa quarantacinque milioni di dollari, diventando a tutti gli effetti i deejay più pagati al mondo.

La continua lotta per il podio: gli altri nomi importanti

La gloria è sicuramente un’ambizione che accomuna tutti gli artisti: nonostante il podio sia, almeno allo stato attuale, saldamente nelle mani dei Chainsmokers, sono comunque moltissimi gli artisti che cercano di farsi strada in questo panorama musicale caratterizzato da una competitività non indifferente: nomi come Marshmello e Calvin Harris, infatti, continuano la loro lotta per cercare di guadagnarsi il podio, cercando di consegnare al mercato musicale dei prodotti che riescano ad interpretare al meglio i gusti dei fans più difficili da accontentare.
I due deejay, rispettivamente uno statunitense e l’altro britannico, continuano seguono a poca distanza il duo dei Chainsmokers, occupando il secondo ed il terzo posto.

Anche in questo caso, nonostante il primo posto ancora lontano, le cifre sono da capogiro: basti pensare, infatti, che Marshmello guadagna un utile di quaranta milioni di dollari, mentre Calvin Harris si accaparra il terzo posto con ben trentotto milioni e mezzo di dollari.

In definitiva, è praticamente impossibile non citare tra i migliori deejay al mondo artisti come ad esempio Martin Garrix o Diplo, che con la loro tecnica danno filo da torcere ai propri colleghi del panorama musicale.

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RDS, i conduttori: quando la musica si mette al servizio della natura

La musica ha la straordinaria capacità di trattare degli argomenti più disparati, ponendosi quale mezzo attraverso cui veicolare tanti messaggi differenti.

Uno degli argomenti su cui si preme maggiormente, negli ultimi tempi, è quello relativo alla tutela dell’ambiente: sono molti, infatti, i contesti in cui si predilige un approccio decisamente più ecosostenibile.

Basti pensare, per esempio, alle molteplici multinazionali che hanno abolito la plastica, prediligendo dei materiali biodegradabili e che non nuocciano eccessivamente all’ambiente.

In questo senso, dunque, la musica si configura quale strumento perfetto per cercare di promuovere uno stile di vita completamente diverso, cercando così di salvaguardare il nostro pianeta per le generazioni future.

Grazie anche all’impegno capillare di artisti di vario genere, la musica riesce a dare lo spunto necessario per cambiare le proprie abitudini, spesso negative ma che risultano essere ampiamente consolidate nel proprio quotidiano; è necessario, ad esempio, pensare a tutte quelle persone che non pongono in essere una raccolta differenziata, andando così a contribuire drammaticamente all’inquinamento nelle discariche.

La musica come strumento di denuncia

Uno degli obiettivi principali dei conduttori RDS, è stato quello di coniugare in solo colpo sia l’utile che il dilettevole, componendo così un brano reggaeton che parlasse delle problematiche connesse alla cattiva gestione dei rifiuti e dell’ambiente.

Marco Bazzoni, grazie ad un’idea di formidabile intuito e genialità, è riuscito ad essere anche provocatorio al limite, proponendo al panorama musicale una canzone dalle tonalità tipicamente estive e con delle tematiche spensierate e libere, con al suo interno però una serie di dietrologie di grande spessore, come ad esempio la necessità assoluta di cambiare le proprie abitudini.

Una canzone per aiutare la natura

Una canzone, se ben pensata e strutturata, si rivela essere una fonte inesauribile di idee: grazie all’iniziativa posta in essere da Marco Bazzoni, infatti, l’acquisto del brano ha un effetto benefico sul territorio, poiché si contribuisce in maniera concreta e fattuale all’agroforestazione, attraverso la piantumazione degli alberi.

Un progetto sicuramente ambizioso, che però riesce a funzionare in ogni suo dettaglio: grazie ad esso, infatti, si ha la sensazione di star contribuendo in maniera concreta alla tutela dell’ambiente, poiché in tal modo si fornisce un aiuto fondamentale per quanto riguarda la tutela dell’ambiente.

Un modo sincero e diretto attraverso cui è possibile fornire tutti gli strumenti necessari per dare un futuro al nostro pianeta.
Spesso, infatti, tutte le dinamiche che quotidianamente si configurano nel nostro pianeta, sembrano essere lontane dalla propria realtà: una maggiore consapevolezza, invece, risulta essere lo strumento necessario attraverso cui sensibilizzare le persone alla cura della terra, garantendo così un futuro per i propri figli.


La scelleratezza di pochi, difatti, potrebbe essere la causa di una distruzione di massa, distruzione da cui difficilmente si potrà scappare.
Se la musica, dunque, può rivelarsi un’idea vincente per cercare di arginare quanto più possibile il problema, allora è giusto che si investa in essa quanto più possibile.

In definitiva, grazie ai conduttori RDS il messaggio di un mondo più pulito ed ecosostenibile sembra finalmente possibile: attraverso le azioni concrete le persone sentono che i loro sacrifici non sono per niente vani, ma che al contrario sono praticamente indispensabili per fare in modo fornire un futuro alle generazioni che verranno.
Un progetto semplice e bello quello voluto da Marco Bazzoni, che ha visto la prima piantumazione di 2.000 alberi nella zona del Veneto.

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Metal Hammer: tutto sulla storica rivista musicale

La musica è un qualcosa che porta con sé una serie di sensazioni forti, ognuna delle quali correlata al proprio spirito con una sorta di legame ancestrale. Nel corso degli anni, difatti, sono molteplici i mezzi attraverso cui i tantissimi generi musicali hanno fatto sì che i fans fossero aggiornati e fossero al corrente delle band emergenti, dei nuovi album in pubblicazione e delle date dei concerti.

Tra i veicoli d’informazione più importanti ci sono, per esempio, le riviste: compagne fedeli di tantissimi appassionati che si sono poste quale strumento necessario per poter restare sempre aggiornati sulle news della propria band preferita.
Tuttavia, a causa dell’incedere irrefrenabile della tecnologia, le riviste sembrano essere destinate a sparire per sempre, proprio come sta accadendo a Metal Hammer, la guida imprescindibile per tutti gli amanti dell’heavy metal.

Metal Hammer: rivista che tratta di Heavy Metal

La celebre rivista che tratta di Heavy Metal a trecentosessanta gradi, fondata nel 1983 nel Regno Unito, sembra ormai essere destinata ad un ineluttabile destino, che fa piangere chi ne ha sfogliato le pagine ricche di dettagli e di storia: stando a quanto dice Team Rock, ossia l’editore che ne detiene il marchio, sono molteplici i dipendenti ad essere andati contro un triste licenziamento.

A causa del web, le cui moderne funzionalità permettono di fruire di tutti i contenuti desiderati in modo rapido e veloce, l’acquisto delle riviste risulta essere ormai obsoleto, diventando quindi solo uno spreco di denaro e di carta.

La logica del mercato, tuttavia, non guarda in faccia a nessuno: poco importa se saranno molte le persone a soffrire nel sapere che non ci sarà più la rivista mensile pronta a dare tutte le novità del caso; ciò che conta, purtroppo, è solo il mero profitto: a causa di una clientela scarsa, è praticamente impossibile continuare a finanziarne la pubblicazione.

Metal Hammer il sito

I motivi per cui Metal Hammer lascerà un vuoto incolmabile nel cuore degli appassionati è semplice: da sempre, infatti, si è impegnata per cercare di fornire ai suoi clienti degli articoli dettagliati, ricchi di dettagli e di contenuti, senza mai sacrificare la qualità in nome del guadagno.

E’ pacifico affermare, quindi, che i tanti fans si troveranno smarriti senza più una rivista di tale spessore a fornire tutte quelle che sono le informazioni necessarie per restare costantemente aggiornati sul panorama musicale.

Contrariamente a quanto si possa pensare, non bastano le tante schiere di appassionati che ancora oggi acquistano Metal Hammer: Team Rock, difatti, ha già avviato tutte quelle che sono le procedure necessarie per la bancarotta, asserendo che a causa degli introiti eccessivamente bassi tale procedura non può che essere irreversibile.

Metal Hammer: la rivista in Italia

In Italia la sorte di questa famosissima rivista ha già conosciuto un epilogo drammatico: già da qualche anno, infatti, non è possibile trovarla in formato cartaceo, a causa degli acquisti eccessivamente bassi.

Tuttavia, ancora oggi, è possibile reperirla online sull’apposito sito ufficiale, e continuare così a restare aggiornati sulle novità del mondo dell’heavy metal: il tutto, ovviamente, condito con un pizzico di nostalgia per i veterani della carta stampata e rilegata.

In definitiva, talvolta non basta la passione per fare in modo che qualcosa perduri nel tempo: a causa del progresso della tecnologia, sono molteplici le cose che cambiano e che sono destinate a scomparire.