Speciale Nirvana: “MTV Unplugged in New York” 17 anni dopo


Oggi 18 novembre 2010 TheRockBlog rende omaggio ai Nirvana che proprio 17 anni fa registrarono l’album Live “MTV Unplugged in New York“.

Come far rivivere i Nirvana ci siamo chiesti, come se non con la musica, con l’ascolto e il canto, con la visione e con la lettura di quel magico album che è rimasto nella storia di oggi e che risuonerà nella storia di domani.

A voi questo Speciale…

Nota: Clicca sul Titolo delle Canzoni
per visualizzarne/nascondere il Video Live in New York
seguito dalla Traduzione.

Di Seguito una Recensione proposta dal sito heartofglass.altervista.org:

Etichetta: Geffen Records
Prodotto da: Scott Litt, Nirvana
Registrato a: Sony Studio, N.Y.

Il 18 novembre 1993 negli studi di New York si registra il miglior Mtv Unplugged della storia dell’emittente. L’esibizione acustica dava la possibilità ai Nirvana di misurarsi in un campo delicato e continuare verso la strada intrapresa con il sound di In Utero. Ecco come racconta l’entourage la vigilia dell’unplugged: «Quando comunicai alla direzione di Mtv che avrebbero portato degli ospiti sul palco, vidi i loro volti illuminarsi. Si aspettavano di sentire i nomi giusti, Eddie Vedder, Tori Amos o chissà chi altro. Quando pronunciai il nome dei Meat Puppets la loro reazione fu: “Perfetto grandioso. Non faranno le hits e invitano ospiti che non faranno le hits. Grandioso”».

In effetti i Nirvana, con Pat Smear alla seconda chitarra (ex Germs, e già arruolato per il tour di In Utero) e Lori Goldston al violoncello; decidono di non includere le hit, prediligendo brani altrui. Tra le cover, oltre che alla meravigliosa Jesus doesn’t want me for a sunbeam (dei Vaselines), si può assaporare una deliziosa interpretazione di The man who sold the world di Bowie, e tre canzoni dei Meat Puppets con i fratelli Kirkwood alle chitarre.
Il live apre con About a girl (direttamente da Bleach) che perfettamente si allaccia ad una calda Come as you are. Man mano che l’unplugged avanza il gruppo prende forza e dimestichezza con la dimensione acustica e nel caso di Dumb e Pennyroyal Tea le interpretazioni sono migliori rispetto la versione originale.

Una suggestiva All Apologies conduce all’epilogo dello show, che termina definitivamente con la catarsi totale di Where did you sleep last night? di Leadbelly bluesman degli anni ‘40. Kurt presenta così il brano: «E’ una canzone scritta dal nostro musicista preferito» e poi prosegue «un rappresentante della famiglia Leadbelly voleva vendermi una sua chitarra per 500mila dollari…ho chiesto a David Geffen se gli interessava» accompagnato dalle risa di un pubblico divertito. Una performance indimenticabile nel quale la voce di Cobain si strozza con un lancinante acuto finale, che lascia i presenti ammutoliti.

Unplugged in NY è un album da intenditori. Caldo, poetico ed emozionante. Piacerà anche a chi non ama particolarmente il grunge. Per i fans invece è un cimelio di inestimabile valore: all’ascolto non si rimane indifferenti.

Imperdibile !

Se, invece, vuoi saperne di più sulla Morte di Kurt Cobain puoi Visualizzare un altro Articolo con Vari Approfondimenti sul Suicidio/Omicidio del cantante.

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