Lacuna Coil: parlano del loro ultimo lavoro, “Shallow Life”



lacunacoil_pic1Freschi dall’uscita di ”Shallow Life” (settimo studio album), i Lacuna Coil hanno deciso di spendere 2 parole in un’intervista: 

“questo è sicuramente il disco più aperto che abbiamo mai fatto. All’interno ci sono tipologie diverse di canzoni, da metal al rock, dalla sperimentazione elettronica a quella acustica. Sono direzioni diverse che possono piacere a più gente, perché noi nonostante l’aspetto da metallari, abbiamo degli ascolti molto più ampi. E’ stata un’evoluzione naturale, passiamo molto tempo in America, dove si ascolta direttamente quello che nasce lì e la musica che senti diventa parte della tua capacità compositiva. Forse così facendo si diventa anche più internazionali, con il rischio a volte di non piacere più del tutto al proprio pubblico. Vedremo cosa succederà, è una sfida anche per noi. Quando componiamo non ci diciamo ‘ no, questo per i Lacuna Coil non va bene, cambiamolo’. Facciamo quello che ci piace, forse è anche il momento in cui possiamo permetterci di farlo, dopo dieci anni in cui abbiamo dimostrato le nostre influenze metal, possiamo provare a distrarci un attimo. C’è un brano nel disco che ne è l’emblema ed è ‘I like it’: è un pezzo quasi dance, è una delle canzoni più estreme, più diverse, ma è proprio quello che volevamo ottenere. Pensiamo che sia normale quando abbiamo iniziato a scrivere le canzoni, dopo quattro dischi, ci siamo chiesti cosa potevamo esplorare di nuovo, verso quale direzione saremmo potuti andare. La risposta è stata ‘andiamo dove vogliamo. Don (il produttore) non ha influenzato molto sulla scrittura dei brani, ma lo fatto invece sulla fluidità delle canzoni, sulle strutture, sui tagli e sugli arrangiamenti. Le canzoni le abbiamo scritte a Milano sei mesi prima, poi l’abbiamo incontrato qui, siamo usciti a cena e ci siamo piaciuti subito. Abbiamo registrato a Los Angeles e per noi è stata la prima volta. Abbiamo esaudito uno dei nostri desideri, è stata un’esperienza che all’inizio poteva spaventare: eravamo un po’ curiosi di vedere gli studi e di lavorare con lui”.

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