E’ un Bono molto autocritico quello ricevuto da Brian Boyd…



immagine-31Ecco cos’ha detto Bono intervistato da Brian Boyd (giornalista del Daily Telegraph) riguardo l’ultimo studio album “No Line On The Orizon”: “Quando mi capita di sentire una canzone degli U2, faccio una smorfia. Dipende dal fatto che mi sembra sempre che ci sia una parte del testo che si poteva fare meglio, o anche dal fatto che magari c’è una mia parte vocale che non mi piace”. “Vuoi sapere qual è il mio momento più umiliante degli U2? E’ ‘Where the streets have no name’. Edge era venuto fuori con questa musica bellissima, io avevo solo qualche idea per il testo. In quel periodo dormivo in una tenda nel nord dell’Etiopia (1985) e buttai giù qualche pensiero del tipo: ‘I want to run, I want to hide, I want to tear down the walls that hold me inside’. Pensai che fossero abbozzi piuttosto sciocchi, ma in studio Eno e Lanois pensarono che fossero perfetti. Dissi solo che erano giusto degli abbozzi e che avrei potuto fare una cosa molto migliore. Ma Eno è sempre uno che vuole afferrare il momento, così quelle parole rimasero. E adesso devo cantarle per il resto della mia vita. E, come se non bastasse, dal vivo è pure la nostra canzone che più ha successo”.

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