Slipknot – All hope is gone


all_hope1Il 26 agosto 2008 esce “All hope is gone”, quinto studio album della band metal americana Slipknot. Il successore di “Vol. 3: the subliminal verses” non delude per niente le aspettative, anzi: album di grande qualità, ha permesso alla band di riconfermarsi tra le grandi, ottenere una nomination ai Grammy Awards ed essere “band evento” del gods of metal 2009. Dopo averlo ascoltato per bene, siamo pronti per la recensione!

 

 

 

 

1) Execute

Classica intro in stile Slipknot con la sensazione di un’ imminente esplosione del cd. Piccolo riscaldamento di Joey Jordison nella parte finale che apre degnamente l’album.

voto: s.v

2) Gematria (The Killing Name)

Bello l’inizio con le due chitarre che danno subito un buon ritmo accompagnate da una batteria sublime. Voce adrenalinica e molto forte in pieno stile “Corey Taylor”. L’assolo iniziato da James Root e continuato poi da Mick Thompson, si presenta di ottima qualità migliorato ulteriormente dalle urla di Corey. Parte finale con le percussioni che si fanno sentire per bene.

voto: 8

3) Sulfer

Parte iniziale lenta ma subito animata dai giri di tamburo di Joey. La canzone si ravviva subito con Corey, che cambia voce dal growl al limpido ed propone un ritornello “difficile” da dimenticare. L’assolo si presenta medio/veloce e viene  eseguito ottimamente da Mick Thompson. Parte finale che si riallaccia a quella iniziale.

voto: 8.5

4) Psycosocial

La migliore canzone dell’album! Si presenta da subito come secondo singolo estratto e arriva facilmente ad avere una nomination ai Grammy Awards come best metal performance (titolo che gli sfugge per un soffio). Inizio adrenalinico di chitarra raggiunto subito da una batteria stratosferica che, con potenti “bisate”, emana adrenalina da tutti i tamburi. Un urlo alla Alexi Laiho (Children of bodom) presenta Corey Taylor che si dimostra ancora leader nel ritornello, cantato ottimamente. Il duo di chitarre esegue un assolo stratosferico che passa il testimone alla parte più dura del brano: qui Joey e le percussioni si scatenano assieme alle urla di Corey, con basso e loop di batteria a ritmo. Finale con le ultime urla di Corey prima di mandare al cimitero le sue corde vocali.

voto: 9.5

5) Dead Memories

Canzone che ogni metallaro desidera al suo funerale. Primo singolo estratto, si dimostra da subito (vedi anche il titolo) un brano malinconico; ciò nonostante è una canzone simbolo dell’album: Joey che non si scatena più di tanto (tranne che in qualche parte) valorizza ancora di più la voce di Corey, sempre limipida per l’occasione. Assolo totalmente eseguito da Mick Thompson che non delude anche se corto. Post assolo lento cantato sottovoce da Corey che fa ponte all’immediato rianimo della canzone che si conclude con il ritornello finale.

voto: 9+

6) Vendetta

Inizio devastante di Joey Jordison che fa subito capire di che pasta è fatta la canzone. Ritornello con un bel coro di sottofondo che evidenzia le qualità della band e parte centrale molto adrenalinica, caratterizzata da strumenti più ritmici che lasciano spazio alla potente voce di Corey. Parte finale che richiama il ritornello.

voto: 8.5

7) Butcher’s Hook

Bello l’inizio dove si sente chiaramente il giradischi di Sid, con la batteria sempre presente ad alti livelli. Molto interessante il ritornello, nel quale si distingue anche la voce di Chris, uno dei percussionisti del gruppo. Entusiasmante l’assolo che propone un veloce riff eseguito da James Root con la parte finale simile al ritornello. Voto forse generoso, ma a noi è molto piaciuta. 

voto: 9

8 ) Gehenna

Canzone abbastanza lenta che a tratti viene rianimata dalle urla di Corey. Molto presente la voce di Chris che entusiasma all’ascolto e assolo che si presenta più lungo del normale, sempre eseguito ottimamente dal duo Thompson/Root.

voto: 8+

9) This cold black

“This cold black” si presenta come la canzone più ritmica dell’album: molto bello l’inizio con le percussioni protagoniste che mantengono poi il ritmo per tutto il brano, assieme alle chitarre e ad una sempre più perfetta batteria. Ritornello che inizialmente si discosta dal ritmo della canzone per tornare in seguito con lo stesso passo e assolo molto ben strutturato che ci fa fantasticare sulla sua esecuzione.

voto: 8.5

10) Wherein lies continue

Canzone che ispira molto headbugging! Inizio “spaccaorecchie” delle percussione e della batteria, con sottofondo melodico delle chitarre. Fantastico il ritornello nel quale la batteria si fa quasi da parte per lasciare spazio ad una versione “soft” di Corey, supportato bene dalla seconda voce. Unica pecca del brano è l’assenza di un assolo vero e proprio.

voto: 8.5

11) Snuff

Traccia al di fuori “dell’ordinario Slipknot”: per tutta la prima metà regna la chitarra priva di distorsioni (quasi a sembrare una chitarra acustica) mentre nella seconda metà subentra la batteria di Joey accompagnata da una delle due chitarre tornata elettrica. Brano malinconico (se Dead Memories la volete al vostro funerale, questa va bene alla veglia).

voto: 8.5

12) All hope is gone

La title track si aggiudica il premio di “best heavy song”: devastante già dall’inizio, si impone nel ritornello con Corey e soci che urlano quasi per farci ricordare il significato dell’album (all hope is gone = ogni speranza è andata). Degna di nota la presenza del giradischi, del loop di batteria e del basso.

voto: 9

Bonus

13) Child of burning time

Canzone molto ritmica che apre le bonus track del cd. Voce sempre limpida di Corey che a tratti sa emozionari con rari acuti. Strumenti molto ritmici e assolo finale che viaggia su buoni livelli.

voto: 8

14) Vermillion Pt. 2  (Bloodstone Mix)

Remake della canzone “Vermillion Pt.2″ dell’album”Vol.3: the subliminal verses”: voce distorta dalla precedente versione e chitarre più “morbide”. Se vi è piaciuta l’originale, apprezzerete anche questa.

voto: 8.5

15) ‘Til We Die

Brano poco entusiasmante che però conclude un album eccellente: facendo parte delle bonus track, chiudiamo un occhio per ‘Til We Die.

voto: s.v 

Commento: All hope is gone ha rilanciato gli Slipknot ai 100 km/h, lasciando di stucco chiunque non credesse in questa band. Gli Slipknot hanno visto quindi il loro lavoro proiettato nella classifica degli album più venduti del 2008, quasi raggiungendo il numero di copie vendute da Metallica (Death Magnetic) e Ac/Dc (Black Ice). Scontato è consigliarvi l’ascolto.

 

voto album: 9

Zerba/Deon

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