Recensione: Un-Reason – Un-Reason


Debutto interessantissimo quello dei nostrani Un-Reason, quintetto figlio della Patetico Recordings che proprio quest’anno ha dato alle stampe il primo e omonimo lavoro.
Undici tracce per un totale di oltre 50 minuti ci portano in un universo musicale davvero particolare, dove le influenze di band quali A Perfect Circle, Radiohead, Tool,.. (tante per citarne qualcuna) si amalgamano perfettamente con lo stile della band.
Il risultato che ne esce è un album di assoluto valore, ampiamente oscuro e con grandi punte dark, tanto da far ricredere che si tratti di solo Alternative Rock.
Il duo iniziale “A Place of Truth” / “Blinks” ne da subito la conferma grazie al suo stile magnetico, quasi volesse catturare l’ascoltatore a suon di suoni distorti e giri di basso posti in sottofondo.
Atmosfere ancora malinconiche le troviamo in “Twisted Metal”, “Our Special Way” e “Open”, tre pezzi di assoluto valore dove il lavoro di Jan Maio con il synth e, soprattutto, con la virtual orchestra impreziosisce il tutto, mentre decisamente più commerciale è “Under”, la quale pur puntando forte sull’easy listening si dimostra riuscitissima.
L’ottimo lavoro complessivo svolto dalla band trova il miglior risultato negli atti conclusivi di “Waves”: spettacolare è l’atmosfera che regna per tutta la durata così come la prova di Elio Isaia al microfono, davvero evocativo e a tratti onirico come il simbiotico duo guitar/bass.
Professionalità, passione e tanto cuore, gli Un-Reason esordiscono con un lavoro dotato di un’anima grandissima.

Voto: 7,5

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