Recensione: Turisas – Stand Up And Fight


Ma che sorpresa!
Ecco quello che ho esclamato dopo aver sentito per la prima volta “Stand Up And Fight”, nuovo e terzo album della carriera dei vichinghi Turisas.
Ad essere sincero non mi aspettavo un disco del genere, tanto ero abituato allo stile ‘made in Battle Metal’ che ero pronto ad un cd più in linea con il passato.
Invece no, mi son trovato al cospetto di un lavoro che con gli ascolti cresce e che riesce ad essere coinvolgente.
“The March Of The Varangian Guard” apre le danze proponendoci un brano che riprende tematiche trattate dal precedente album ‘The Varangian Way’: tra orchestrazioni e pezzi parlati la fine dell’epopea Variaga è giunta e Costantinopoli è finalmente caduta.
“Take The Day” si fa apprezzare per il ritornello azzeccato (che vede la presenza del growl) mentre “Hunting Pirates” trasmette una sorta di gioia mista ad allegria, fino ad arrivare agli squilli di tromba di “Venetoi! – Prasinoi!”: a differenza del bizzarro titolo questa canzone è una delle mie preferite.
La successiva title track fa ancora centro grazie al ritornello ispirato e precede “The Great Escape”, altro ottimo brano ben supportato dalle orchestrazioni.
Il finale dell’album viene lasciato ai 3 episodi più lunghi e complessi: “Fear The Fear” mostra una vena malinconica nel sound, “End Of An Empire” (che sembra venir fuori da un musical) raggiunge picchi qualitativi davvero alti e la conclusiva “The Bosphorus Freezes Over” ci culla con le sue dolci melodie.

Commento: c’è voluto coraggio per pubblicare questo disco, così diverso dal passato e con tanta meno ‘rabbia barbarica’ in corpo (cosa che farà storcere il naso a qualche fan).
Può piacere o non piacere, dipende dalle aspettative e dai gusti…
Io non posso far altro che consigliarvi l’ascolto, ritenendomi dalla parte dei soddisfatti.
Voto: 7,5

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