Recensione: Trivium – In Waves


“In Waves sarà il nostro miglior album!”.
Uscito il 9 agosto 2011 “In Waves” si presenta come il quinto disco in carriera dei Trivium, una delle metalband moderne di maggior successo.
Ne è passato di tempo dal debutto “Ember to Inferno” del 2003 e da li il quartetto di Orlando ha dimostrato di sapere mutare il proprio sound, arrivando perfino ad eliminare i tradizionali scream e growl che marchiavano le canzoni (basti ricordare un certo “The Crusade” che spaccò in due il giudizio dei fan).
Questo nuovo “In Waves” si può considerare come un ritorno alle origini seppur dimostri tutte le sfaccettature dello stile Trivium: l’aggressività domina l’intero sound ma spesso lascia spazio a momenti più melodici che, a mio avviso, rendono il tutto più interessante.
L’inizio è affidato all’intro “Capsizing The Sea”, bravissima a rendere l’atmosfera fremente ed a farsi succedere dal già noto singolo “In Waves”, brano di valore che fa del ritornello il suo punto di forza.
I ritmi aumentano ed ecco che di prepotenza si fa largo “Inception Of The End”, uno dei miei pezzi preferiti che purtroppo verso la fine si perde in inutili estremismi.

 

 

Il martellante refrain che i Trivium di oggi propongono lo ritroviamo anche in “Dusk Dismantled”, canzone prettamente in growl che si dimostra una grande mazzata e che precede l’azzeccato ritornello di “Watch The World Burn”.
“Black” si lascia ascoltare con piacere così come la ben più pesante “A Skyline’s Severance”, facendomi ormai arrivare a metà disco.
Qui mi accolgono i 122 sdolcinati secondi di “Ensnare The Sun”, piccolo pezzo ‘intro’ per la successiva terzina che (per me) rappresenta il meglio sentito fino a questo momento.
“Built To Fall”, “Caustic Are The Ties That Bind” e “Forsake Not The Dream” sono tre episodi da ascoltare tutti di un fiato che racchiudono tutte le sfumature dei Trivium, dai passi aggressivi fino ai momenti più melodici.
“Drowning In Slow Motion” è il primo passo falso incontrato e, già dalla bilanciata “A Grey So Dark”, si dimostra un caso isolato.
Sono ormai arrivato alla fine di tutto e anche qui la prepotenza (“Chaos Reigns”) si alterna alla melodia (“Of All These Yesterdays” e “Leaving This World Behind”) per scrivere la frase the end che, per chi acquistasse la special edition, si dimostra carichissima grazie alla cannonate di “Shattering The Skies Above” e “Slave New World” (cover dei Sepultura).

Commento: “In Waves” riporta i Trivium alle loro radici con l’aggiunta di una maturità appresa negli anni.
Un lavoro immediato ma allo stesso tempo impegnativo che dimostra cosa oggi sono i Trivium: cattiveria, aggressività e melodia.
A me è piaciuto, sentire per credere…

Voto: 8

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