Recensione: Them Crooked Vultures – Them Crooked Vultures



Them-Crooked-VulturesChickenfoot vs Them Crooked Vultures, che la battaglia abbia inizio! Le 2 band destinate a contendersi (per ora) il trono di migliore superband hanno finalmente calato le carte a disposizione: d’apprima Sammy Hagar e Co hanno piazzato un bel colpo riuscendo pure a vincere un disco d’oro con l’omonimo ed interessante album; ma questa non è la loro recensione, quindi che c***o stiamo dicendo? Poche parole, via con i fatti! Uscito il 17 novembre 2009, “Them Crooked Vultures” è il primo studio album dell’omonima band formata da illustri pezzi della scena rock mondiale: John Paul Jones (Led Zeppelin), Josh Homme (Queens Of The Stone Age) e Dave Grohl dei Foo Fighters. L’album inizia con “No One Loves Me & Neither Do I”, canzone piacevole che non fa gridare “al miracolo” ma nemmeno delude e apre le danze in modo decoroso. La qualità migliora notevolmente con i successivi passi di “Mind Eraser, No Chaser”, uno dei brani più ispirati dell’intero lavoro: i ritmi si fanno più rock e tutto il terzetto tira fuori le enormi potenzialità. Bellissimo l’uso del tapping all’interno della canzone che ricorda in qualche modo i passaggi di chitarra di Eddie Van Halen. Il primo singolo “New Fang” continua la linea presa dalla precedente canzone con un rock spumeggiante e ben fatto (a dispetto di “Dead End Friends”, traccia troppo piatta e scontata). La successiva “Elephants” è ben suonata (soprattutto all’inizio) e fa della melodia il suo punto di forza: scelta azzeccata. Ancora melodie e toni leggeri accompagnano “Scumbag Blues”: stavolta la scelta non è delle migliori e il brano ci è sembrato meno ispirato del solito. Ritmicità e noia si trovano in “Bandoliers”,“Reptileshe” e “Interlude With Ludes”, 3 brani che puntano sul lato emotivo fallendo clamorosamente così come “Warsaw Or the First Breath You Take After You Give Up”, altro incidente di percorso (se così lo vogliamo chiamare) della superband americana. “Caligulove” migliora un po’ l’andamento del disco introducendo dei bei passaggi di tastiera ma niente di più… Finale ancora monotono con “Gunman” e “Spinning In Daffodils” che ripropongono il noioso concettual musicale impartito all’album (salvo alcuni brani).

Commento: Debutto da dimenticare per i Them Crooked Vultures che deludono sfornando un album che di buono ha poco. La concorrenza a mio avviso è nettamente superiore (Chickenfoot, Kiss, Pearl Jeam per citare qualche nome) e propone un rock più incisivo e molto più bello. Ma questo è solo un mio modestissimo parere…
Voto: 6,5

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Commenti

  1. zerba

    Sebbene leggendo numerose recensioni (straniere e non)che danno voti come 8, 9… vado controcorrente perchè per me sto album non è un granchè. Commentate in molti

  2. lollerdo

    Solo in parte d’accordo, anche io mi aspettavo qualcosa di meglio visti i nomi dei componenti, ma su alcuni punti non mi trovo per niente daccordo, sopratutto nel finale dell’articolo, non ritenendo assolutamednte noioso il finale dell’album. Gunman non sarà un capolavoro ma si lascia ascoltare piuttosto bene, mentre Spinning in Daffodils, a mio modesto parere, è un gran bel pezzo, magari non di facilissimo ascolto, ma di sicuro è tutt’altro che nioso.
    In ogni caso, come dichiarato da Jhon Paul Jones, questo non è sicuramente un album da singoli, ma un disco da ascoltare per intero, e in questo sono d’accordo, rende molto di più ascoltato tutto d’un fiato.
    Chiudo dicendo che la vera forza di sti tre personaggi saranno i live, basta guardare i video del Reading Festival 2009 per rendersene conto.

  3. Malaria90

    A me è molto piaciuto, è molto sperimentale e conivolgente.
    Secondo me la recensione è veramente deludente.
    E’ logico che non sono i Led Zeppelin o i Foo Fighters o i Q.O.T.S.A.
    Anche loro devono avere una loro linea, sono riusciti nell’intento di cambiare anche un po’ il filo a quello che secondo me vi aspettavate tutti…. un hard rock vecchio già sentito.

    Ciao

  4. Paolo

    Per me invece questo è un ottimo album: suoni stupendi, belle idee.

    Il fatto di distinguere cosi’ nettamente le mani dei tre autori pur avendo una bella malgama rende i pezzi non monotoni ne’ le idee sembrano ripetitive di traccia in tracca. Un esempio e’ “Elephants” che inizia con un riff tipicamente alla John Paul Jones mentre per la strofa ci si ricorda di Josh Homme creando un bel compromesso con il cambio di ritmo o In Mind eraser no Chaser in cui i queen of the stone age e i Foofighters si dividono il vocale in parti uguali (unica nota positiva della canzone sfortunatamente).

    Il primo pezzo “No One Loves Me & Neither Do I” la cui la seconda parte può essere considerata un pezzo a se’, e’ molto di impatto. L’uso del basso (se si può chiamare tale) a sei corde con lo slide insieme alla batteria basta a creare un muro di suono compatto che in un ritmo cosi’ quadrato fa molta presa. La chitarra serve quindi solo di contorno ma aggiunge sicuramente quel tocco che rende il riff accattivante anche al secondo ascolto
    Il vocale infine, di timbro tipico alla Queen of the stone age, sdrammatizza e rende la canzone molto orecchiabile anche per i palati piu’ delicati.

    Mi trovo in disaccordo con chi dice che non è un album senza singoli perche’ per quanto mi rigurda le canzoni degne di nota emergono facilmente:
    No One loves me & neither do I e Gunman.

    Gli altri pezzi, seppur validi (chi più chi meno) vanno inseriti nel il resto dell’album e ascoltati nell’insieme. Nota d’onore secondo me a a “Elephants” e “Warsaw Or The First Breath You Take After You Give Up”

  5. BigME

    Sono in totale disaccordo con la recensione. Si tratta di un disaccordo metodologico proprio. Purtroppo infatti questa è troppo farcita di “personalismi” ed è di scarsa utilità a chi non abbia ancora ascoltato il disco o non possa godere di quel retroterra di esperienze musicali che è indispensabile per potersi godere questo disco. In questo trovo più recensione quella contenuta nel commento di Paolo qui sopra.
    Sarebbe il caso di alzare un po’ il livello delle recensioni, perché no, concedendosi qualche excursus nella critica compositiva perché, in definitiva, accostare questo lavoro agli ultimi Kiss e Pearl Jam, parlando di “concorrenza”, dimostra scarso interesse non solo per la qualità della musica espressa ma soprattutto per l’intelligenza di chi ascolta e di chi legge.

  6. zerba

    Ok Bigme, la prossima volta mi impegnerò di più nel farla. Le critiche le accetto volentieri perchè così so dove migliorare. Penso cmq che le altre recensioni da me fatte non siano sbagliate, se hai tempo leggile e commenta, ok? PER TUTTI: commentate le recensioni (se vanno bene o fanno schifo), è utile per chi recensisce

  7. BigME

    niente di personale zerba, ovviamente. Leggerò le altre tue recensioni e (almeno per i dischi che conosco) ti dirò che ne penso!

  8. TCV

    Non ci capisci un cazzo. Ma questo è solo il mio modestissimo parere.

    E’ un CD che ha tutto, incisività, stortaggine, jam sessions e psichedelia. Ha di tutto e di più…

  9. Andrew

    Con meno volgarità, esprimerei un commento vicino a quello di TCV.

    Questo è l’unica recensione che ho letto ovunque che esprima un parere del genere nei confronti di questo lavoro; almeno ci hai messo la sufficienza :-)

    Buono “l’abbozzo” di recensione di Paolo! Su questo album ce ne sarebbero montagne di cose da dire, siamo onesti!!! VA GUSTATO TUTTO DI FILA CAVOLI…

    DIMENTICAVO: questo è stato per dichiarazione dei tre musicisti un abbozzo, solo un inizio di collaborazione quasi casuale! E sono già al lavoro partendo da qui per un prossimo album, sul finire del 2010 dovrebbe uscire (fonti le interviste agli interessati).

    Premesso che da ragazzino adoravo i Foo Fighters e quel mattacchione di Dave Grohl, premesso che John Paul Jones ha fatto parte di un gruppo riconosciuto tra i “pilastri” della musica mondiale (anche se non li conosco molto i Led Zeppelin ahimè) ma soprattutto, premesso che ADORO da quando ho conosciuto i Kyuss e continuato ad adorare i QOTSA la versatilità di un Joshua Homme capace di fare DI TUTTO su mille versanti, concludo dicendo: NON VEDO L’ORA DELL’USCITA DEL SECONDO LAVORO E DI POTERLI SUPPORTARE DAL VIVO IN ITALIA!!!

  10. Brunoski

    Io invece al contrario degli ultimi commenti sono in totale accordo con zerba…non è che faccia tutte ste scintille sto album!!! sembra il risultato di lunghe jam sessions..spinte fino all’ultimo…dove hanno cercato di amalgamare le loro creatività musicali e di cavare il massimo da ogni pezzo…con risultati mediocri secondo me…per di più proprio per questa loro scelta alcuni brani sono troppo lunghi e ripetitivi…Josh si è imbastardito troppo con il suo robot rock…come nell’ultimo album dei Queens…ciò detto…questo lavoro contiene anche molto estro e genialità..con alcuni buoni pezzi riusciti…non sono ankio d’accordo con la bocciatura di spinning in daffodils che secondo me è uno dei brani migliori…nel complesso un 6,5 – 7 è azzeccatissimo secondo me…stiamo parlando poi di 3 mostri sacri del rock insieme….

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