Recensione: The King`s Band – Antichrist


I The King’s Band sono un gruppo assai particolare, forse proprio perché capitanati da un tizio particolare…
E non c’è quindi da stupirsi se è proprio il controverso Karlage King a dirigere tutta la baracca: lui scrive, compone e canta tutte le canzoni di questo “Antichrist”, EP autoprodotto dal sound prettamente hair/glam metal.
Sei canzoni dove la voglia di apparire supera quella di fare musica, lasciando così alla fine un lavoro abbastanza vuoto che non mi ha convinto appieno.
Ma arriviamo alla musica: “Radio Hell” apre le danze in ottima maniera dimostrandosi uno dei pezzi più riusciti e precede “Gypsy Night”, traccia che evidenzia già qualche segno di cedimento rispetto alla precedente.
Solo il ritornello azzeccato e la 6 corde di Matteo Pellegrino riescono a donarle qualche sprazzo di qualità, quest’ultima quasi totalmente abbandonata dalla successiva “Sex After Night”, troppo pomposa e Pellegrino dipendente.
Si prosegue con “Trip In The After Life”, interessante semi-ballad caratterizzata tanti cambiamenti di ritmo ben coesi tra loro: ci piace.
Il finale è dedicato al duo “You Are My Bitch”/“Death Or Glory”, pezzi dotati di una discreta sezione ritmica ma resi insufficienti da un ritornello irritante e dalle linee vocali troppo innaturali.
In conclusione che dire di questo “Antichrist”?
Che la sua anima sfacciata, provocatoria e piena di se non nasconde la realtà di una proposta musicale troppo finta e costruita per apparire: che sia forse questo il primo punto su cui lavorare?

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