Recensione: Stereoscrash Mode – Stereoscrash Mode


Immaginate un disco che fonda le sue radici nel rock, che osa con qualche sprazzo di elettronica e che è spudoratamente influenzato dalle sonorità cinematiche.
Pensate non possa esistere qualcosa di questo genere?
E invece ecco che dalla Puglia arriva “StereoScrash Mode”, prima fatica discografica dell’omonima band pugliese.
Forti del supporto di professionisti d’alto livello quali Enrico Cacace (autore e compositore di numerose colonne sonore per i film di Hollywood) e Brent Woods (chitarrista con alle spalle esperienze con Led Zeppelin, Kiss e Motley Crue) i Nostri hanno sfornato un disco dedito alla corrente da loro stessi definita cinematic rock.

Nelle sue otto tracce “StereoScrash Mode” riesce a farsi apprezzare per la proposta assai innovativa che presenta: l’esempio più lampante lo troviamo in “Cercare Più In La”, uno dei nostri pezzi preferiti che nella sua natura malinconica sa far breccia nell’ascoltatore, il tutto aiutato dalle orchestrazioni poste in sottofondo.
Rimanendo in tema di brani più ricercati è impossibile non citare “Alessia”, ennesima conferma che questi ragazzi sanno dare il loro meglio nei terreni ‘morbidi’ e infarciti delle solite orchestrazioni, senza inoltre tralasciare i perfetti passaggi del piano che qui hanno fatto la differenza.

Più pomposa è invece “Quella Che Ti Gira”, track iniziale sicuramente riuscita e che ci ha straniato con i suoi passi totalmente electro; se fino ad ora del rock non si è vista traccia ci pensano “Sogni Della Mia Vita”, “Adesso Ormai” (primo singolo estratto) e “Quello Che C’è” a farci rimangiare i nostri pensieri, grazie ai loro passi che ricordano il Liga dei bei tempi e che si fanno apprezzare soprattutto nei refrains: in particolare abbiamo apprezzato “Sogni Della Mia Vita”“Quello Che C’è”, quest’ultima la più rockeggiante del trio essendo – tra l’altro – ben assolata dalla chitarra di Marco Cotugno.
Finale d’album tutto dedicato a “Sono Nato in Italia”, una vera e propria critica messa in musica verso il sistema musicale nostrano (per la cronaca, ci è piaciuta).

Conclusioni:
gli StereoScrash superano la prova debutto con un lavoro che sa di nuovo e che trova i suoi punti di forza nei pezzi più cinematografici.
Il nostro consiglio è quello di continuare a lavorare su questi punti di forza con la stessa personalità, in futuro potremo vederne delle belle.

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