Recensione: Soul.Scream – Distanze


Quando si parla di Christian Rock nell’ambito della nostra beneamata musica c’è sempre una sorta di disagio, vuoi un po’ perché “fa strano” parlare di Dio nel contesto del Rock (sebbene molti artisti si siano già da tempo dichiarati credenti/praticanti), vuoi un po’ per le moderne e sempre più discutibili vicende in cui la Chiesa sta incappando.

In Italia il Rock Cristiano è un movimento in aumento: i pionieri del genere, ovvero Gen Rosso e Gen Verde, vedono oggi una nutrita compagnia di successo, ad esempio nei vicentini “The Sun” o all’ormai ex “Fratello Metallo” (indimenticabile la sua presenza al Gods of Metal del 2009).
A questi e molti altri si aggiungono i Soul.Scream, band natia di Pisa che lo scorso anno (2013) ha pubblicato il nuovo EP “Distanze”.

Fedeli all’Evangelicalismo questi 5 ragazzi vedono nella musica la via migliore per confessare il loro amore per Dio, per dimostrare cosa significhi essere suoi figli e conoscere la sua salvezza.
La proposta musicale, che fonda le sue radici nel rock, vede delle grosse influenze elettroniche e pop, le quali spaziano in tutti e tre i brani proposti.

Già dall’iniziale Title Track infatti viene confermato quanto detto fino ad ora: atmosfera in stile Temper Trap, basso in sottofondo e lyric ricercata ci accompagnano nell’inizio del racconto di Greta, una ragazza normale che a un certo punto della sua vita conosce Dio.
Tra gli slogan e le soubrette di “Circuiti” si prosegue l’ascolto imbattendosi nell’interessante duo Ciuffreda/Balata, rispettivamente voce femminile e maschile le quali, in simbiosi con la ricercata parte strumentale, hanno saputo dar vita ad un pezzo dall’alto contenuto riflessivo, che rispecchia appieno la società moderna e la sua continua ricerca di un attimo di effimera gioia.

Finale d’album tutto dedicato a “Infinito”, probabilmente la canzone più riuscita e che rispecchia appieno lo stile della band: la voglia di semplicità, di essere se stessi ma – soprattutto – liberi sa investire anche l’ascoltatore più freddo.
“Distanze” si rivela come un prodotto riuscito che è frutto di una gran cura nell’arrangiamento e nella composizione, senza dimenticare la componente testi davvero raffinata e che, in particolare, verrà apprezzata da chi ripone fede in Cristo.

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