Recensione: Sodom – Epitome Of Torture



Ben strutturato, equilibrato ed omogeneo.
“Epitome of Torture” è la naturale prosecuzione di un cammino in continua ascesa, una realizzazione senza infamia ma, tuttavia, senza troppa gloria si potrebbe dire, considerando il fatto che la parola ‘normalità’ nel vocabolario dei Sodom fa rima con ‘qualità’.
La copertina fotografa l’essenza dell’album in un ammasso di ferraglia, seghe rotanti, cannoni e patiboli che sovrastano un tappeto di costole e scheletri; il colore freddo del nome della band si mostra in pieno contrasto con i colori caldi del restante sipario.
Dieci tracce corpose si susseguono a ritmi forsennati, contraddistinte da una potente batteria che incastra magistralmente cassa e rullante, insieme ad ottavi battuti sul ride che rendono l’intero beat più compatto e dinamico: un vago ricordo degli Slayer.
L’intro della prima traccia, “My Final Bullet”, apre l’album con un suggestivo arpeggio in ‘clean’ il quale, insieme ad incastri di tom cassa e timpano, arriva a cozzare con un riff in pieno stile trash.
Il punto di forza dei Sodom, ribadito in questo “Epitome of Torture”, risiede proprio nella capacità di incastonare al meglio il tipico ‘fast-beat’, che contraddistingue il trash metal, nelle canzoni; la cosa più difficile infatti è riuscire a ripetersi nella tecnica e nella metrica, come il genere comanda, senza risultare faziosi alle orecchie dei fans: in questo i Sodom sono un esempio perfetto.
Nella prima parte di “S.O.D.O.M.”, seconda traccia, la voce richiama alla mente la sensazionale tecnica di Randy Blythe, specie quando ne vengono sovrapposte due, ma la sensazione dura solo una manciata di secondi.
Questa traccia si basa quasi ininterrottamente su un veloce e millimetrico tappeto di sedicesimi in doppiacassa: controllatevi se venite posseduti da un raptus di ‘air drumming’, potreste incorrere in casi di epilessia.
Il ritornello è un inno del trash metal, Tom scandisce la sigla con una cattiveria inaudita aggiungendo particolari non propriamente sobri ad essa: uno dei tanti motivi per cui si ascoltano con piacere questi tre grezzi tedesconi. “S.O.D.O.M., rising from the death!”
Il singolo “Epitome of Torture” presenta un groove coinvolgente nel ritornello, dimezzando il tempo per poi ripartire al massimo con una potente carica,

corde e pelli danno il meglio di loro.

L’eco che sfuma la voce del frontman e la sua tecnica rendono la traccia imponente.
Gli assoli dell’album, soprattutto in questa canzone, si incastrano con una sorprendente coordinazione armonica alle seconde chitarre: taniche di benzina sul fuoco!
Degne di nota sono anche le restanti tracce, soprattutto “Shoot Today – Kill Tomorrow” e “Into the Skies of War”: una mattonata in faccia.
L’album in sé non è un vero e proprio ‘concept’, per quanto riguarda le tematiche infatti il tutto si snoda attorno a testi isolati, ciò che riconduce di più ad un’omogeneità strutturale è l’atmosfera che i testi e le ritmiche evocano.
A dare il tocco finale all’album, come avviene nelle realizzazioni precedenti, è, se vogliamo, un lieve errore nella pronuncia di Tom.
Se si ascolta l’album più di una volta, infatti, è facile notare come la geometrica e fredda contaminazione tedesca trapeli nelle parole del testo, rendendo il tutto ancora più metalloso, cattivo e graffiante.
Il fatto di appartenere ad una corrente musicale navigata presuppone un’ottima capacità di adattamento, specie in periodi in cui il metal è soggetto a continue evoluzioni.
Si mantengono intatte, tuttavia, tradizioni solcate da anni di distorsioni e ‘triggherate’ epiche; per questo motivo molto si può prevedere se si ha una discreta esperienza nel campo, anche se l’album non lo si ha ancora ascoltato.
Tuttavia i Sodom possiedono l’innata capacità di aggiungere sempre particolari interessanti, senza stravolgere la filosofia del genere, rimanendo fedeli ad esso, assorbendolo e respirandolo per poi rielaborarlo in chiave assolutamente personale.
Per questo ed altri motivi sono stati, sono e rimarranno un faro del trash metal tedesco – veterani del trash metal worldwide.

ATA (Federico Musso) – blog: Rockracy – mail: rockracy@yahoo.com
http://rockracy.wordpress.com/

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