Recensione: Slayer – World Painted Blood


SLAYER11-300x2541Slayer, un nome che crea da una parte entusiasmo e dall’altra indifferenza. Dopo l’indimenticabile Reign In Blood che mai ci stuferemo di ricordare, numerosi album ci hanno provato nell’impresa di eguagliare (almeno) il capolavoro del 1986, senza però riuscirci. A riprovare in questo arduo compito ci pensa oggi  World Painted Blood, 11^ lavoro in studio che vanta ormai una line up riunita e solida. World Painted Blood (canzone) da inizio alle danze facendoci già capire lo stile scelto nella produzione del disco, ovvero atmosfere diaboliche supportate dai classici e forsennati ritmi spaccatimpani di chitarra e batteria. Il tutto viene impreziosito dalla voce di Tom Araya che si scatena in occasione del ritornello. Unit 713 segue l’ottima title track, travolgendoci nuovamente con riff e urla che ricordano i tempi d’oro. I ritmi non calano di certo e a suon di thrash accogliamo Snuff, 3^ brano che a livello testuale ha poco ma eccelle per la quantità di assoli proposti. Più lenta e ricercata invece Beuty Through Order, canzone che inizialmente parte tranquilla con una struttura ritmica interessante ed inevitabilmente finisce ai 100 Km/h. Hate Worldwide e Public Display Of Dismemberment continuano la politica intrapresa dall’intero lavoro per lasciare poi spazio alla più calma Human Strain, che spezza un po’ i ritmi trasmettendo una sorta di terrificante ansia. Le successive urla di Americon e Psychopathy Red adrenallizzano il tutto rendendo l’atmosfera realmente psicopatica (tema trattato proprio da quest’ultima canzone) e raccontando le gesta di un serial killer. Playing With Dolls è l’altra faccia degli Slayer, quella più “buona” e rattristata che nel contesto dell’album ci sta a pennello. La pesantezza generale di Not Of This God scrive The End al sanguinoso ritorno degli Slayer.

Commento: Gli Slayer sono tornati con un nuovo capitolo che convince ma non innova. E’ proprio questa la pecca del quartetto americano, il non sapere rinnovarsi. Attenzione però a non fraintendere, l’album è da tradizione qualitativamente ottimo ed non deluderà i fan accaniti.

Voto: 7,5

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