Recensione: Serj Tankian – Imperfect Harmonies


Dopo aver sbavato con l’arraggiamento orchestrale di “Elect The Dead Symphony” (vedi recensione) ecco che mi capita tra le mani il nuovo lavoro in studio di Serj Tankian.
“Imperfect Harmonies”, questo il titolo scelto: un disco propriamente non perfetto ma tutto da scoprire.
Per chi sperava in un stile SOAD e magari spera ancora in una reunion consigliamo di chiudere già questa recensione e rassegnarsi ad ascoltare (per l’ennesima volta) i capolavori passati perchè qui, di reunion, non se ne parla, anzi… con questo nuovo lavoro Serj si discosta totalmente dal metal per intrecciare classica, electro, fusion e jazz.
L’acid jazz di “Disowned Inc” apre le danze in modo deciso e si fa succedere da un terzetto sentimentale composto in ordine da “Borders Are”, “Deserving?” e “Beatus”: anche qui il metal non centra praticamente nulla ma di certo non si può dire di aver di fronte brutti pezzi.
“Reconstructive Demonstration” è uno dei miei brani preferiti assieme a “Gate 21″, altra perla già conosciuta in “Elect The Dead Sumphony”.
La ballad “Yes, Its Genocide” si fa apprezzare soprattutto per il profondo testo che ricorda il genocidio armeno precedendo “Peace Be Revengede”: pianoforte e  orchestra ancora protagonisti.
“Left of Center” è sicuramente la canzone che più ricorda i tempi targati System Of A Down, dimostrandosi molto riuscita e introducendo la finale “Wings of Summer”, dove gli assoli di tromba chiudono un degno lavoro.
Unica pecca? La techno europea di “Electron”.

Commento: la svolta definitiva di Serj Tankian è racchiusa tutta in questo nuovo album.  Volete i SOAD? Lasciate perdere allora… Vi piace la nuova linea intrapresa dal cantante armeno? Assolutamente da acquistare allora…

Voto: 7+

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