Recensione: Nevermore – The Obsidian Conspiracy


“Nevermore: la garanzia del metal”. Questo potrebbe essere un titolo da applicare ad un futuro articolo sulla band americana. Ebbene si, Loomis e co. ce l’hanno fatta di nuovo, ancora una volta hanno soddisfatto il sempre più esigente mondo del metal con un nuovo album riuscitissimo.
E dire che le cose non erano cominciate nel meglio dei modi, con quell’iniziale “The Termination Proclamation” che ci aveva fatto storcere il naso. Neanche il tempo di lamentarci un secondo di più ed ecco che l’eco Rise Rise Rise di Warrel Dane introduce “Your Poison Throne”: da qui in avanti sarà un susseguirsi di bella musica.
“Moonrise (Through Mirrors Of Death)” è semplicemente il miglior episodio del disco che si fa succedere da altri 2 ottimi pezzi ovvero “And The Maiden Spoke” e “Emptiness Unobstructed”: quest’ultimo brano introduce la seconda parte del disco dove prende maggiore spazio la melodia, senza però mai rinunciare alla qualità.
“The Blue Marble And The New Soul” è una vera e propria ballad malinconica che sfocia in un finale “redentivo” e “Without Morals” continua a deliziarci le orecchie con un ritornello ispirato.
Il variegato terzetto finale composto da “The Day You Built The Wall”, “She Comes In Colors” e “The Obsidian Conspiracy” presenta in ordine una semi-ballad, una ballad e un pezzo heavy che chiude come meglio non si può un grande album.

Commento: ennesima missione compiuta per i Nevermore che hanno saputo nuovamente creare un album dall’alto tasso qualitativo, acquisto obbligato per tutti i metallari.

Voto: 8

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