Recensione: Myranoir – Fabula Distante (EP)


Parola d’ordine: essere alternativi.
Sembra questo il motto di Myranoir, cantautrice autodidatta della provincia lombarda che torna sulle scene musicali con il nuovo EP “Fabula Distante”.
Dopo aver collezionato qualche piccolo successo quale il Premio Della Critica al Festival Dell’Alto Milanese e una semifinale all’Accademia Della Canzone Di San Remo è arrivato un periodo di pausa, ad oggi interrotto e che non sembra proprio aver scalfito la vena creativa dell’artista.
Lo stile ambiet /dark infatti sembra sposarsi a pennello con la voce magnetica della Nostra e il bisogno assoluto di scrivere testi che vengono dal profondo sanno impreziosire il tutto: sebbene ci troviamo di fronte ad un concettual musical altamente personale, oscuro e volutamente all’opposto del commerciale l’aria che si respira brano dopo brano riesce a catturare l’ascoltatore in questa dimensione.
Prendiamo ad esempio “Ti Guardo Tornare”, brano dai due volti malinconico/allegorico, oppure “Ely è Leggiera” e “Squilibri”, due tra i nostri pezzi preferiti che per certi versi strizzano l’occhio ai più moderni Depeche Mode.
Il tema principale dell’EP  è quello dell’interiorità e fragilità umana, e probabilmente non c’era modo migliore che scegliere un’atmosfera dark per mettere in musica il tutto.
Un disco modernissimo, forse addirittura troppo per i più, ma davvero innovativo e da considerare come un’evoluzione del genere stesso.
Obbligatorio un ascolto.

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