RECENSIONE: MY TIE IS EVIL – CAMOUFLAGE


UnknownFresco, dinamico, frizzante, modesto ma anche esuberante. È difficile descrivere “Camouflage” dei My Tie is Evil, risulta invece molto facile farsi coinvolgere dalla sua esplosività.

All’interno della tracklist troviamo svariate sfaccettature, dall’acerba adolescenzialità del punk all’esuberanza del metal, il tutto amalgamato in maniera sorprendentemente omogenea.
Se con “For you, sucker!” si è così ingenui da pensare di aver già inteso di che album si tratti, “Jump” induce alla riflessione con il primo accenno elettronico dell’album. Questo riverbero contaminerà molte altre tracce, tuttavia si tratta di un uso sapiente dei synth elettronici: con interventi modesti si concede ulteriore rilievo alla struttura delle canzoni, contribuendo a creare invece di separare e disperdere.
Altro aspetto da sottolineare è l’evidentemente accurata fase di writing: non vi sono tracce di riempimento, ogni canzone vibra in modo indipendente e trasmette, passo dopo passo, una sorprendente freschezza. L’equilibrio è alla base della tracklist, dall’intro fino alla conclusione, passando per la potenza di “Silence Will Fall” e la psichedelia di “Now That You’re Leaving”, il livello è significativamente alto.

Alle strofe punk rock i quattro rockettari incatenano riff e breakdown propri del metalcore, inserendo saltuari growl e rulli di doppiacassa che spettinano a dovere l’ascoltatore spiazzandolo.
Dopo aver ascoltato quattro tracce non si sa più cosa aspettarsi; l’ascolto diventa assuefacente.
La produzione è splendidamente curata, ogni suono è calibrato al millimetro. La batteria trasuda esperienza e potenza: dinamiche interessanti e incastri da capogiro. Chapeau.
Come tutte le belle esperienze, anche questo album ha una fine: la follia di Insomnia. Chiaro, potete sempre schiacciare il “RePlay” dello stereo.
Un disco a dir poco interessante, ricco di risvolti intriganti e sapienti: musicalmente acerbo, tecnicamente maturo.

La vittoria più grande di questo gruppo è che, per quanto ci si possa sbattere, sarà molto difficile rinchiuderne la creatività in una definizione.

Voto: 7/8

Federico Musso  –  atasonair@gmail.com

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