Recensione: Megadeth – Super Collider


A meno di due anni di distanza dall’obbligo contrattuale “TH1RT3EN” i Megadeth tornano nel 2013 con un nuovo album dall’intento di riacquistare quella fiducia dei fan che, sempre più inesorabilmente, si sta esaurendo.
Già lo stesso Mustaine aveva paragonato questo “Super Collider” come un degno erede dello storico “Killing Is My Business… And Business Is Good!”, il primissimo lavoro che per un thrasher è sicuramente un piccolo oggetto di culto.

L’iniziale “Kingmaker” infatti sembra percorrere la via giusta: sebbene il thrash metal sia un ricordo il pezzo si dimostra abbastanza aggressivo e, come avremo modo di sentire dopo, come il migliore dell’intero platter.
Già dalla successiva title track infatti le cose andranno di male in peggio, tanto da non far credere che stiamo parlando di Megadeth; scialba, banale e ultra commerciale questa traccia sembra uno scarto del “famoso” Risk che, come altro difetto, ha quello di precedere “Burn!”, altra canzonetta da radio dotata di un ritornello irritante.
Si prosegue con “Built For War” e “Off The Edge”, ennesimi passi falsi in grado di ignorare ancora il talento di Chris Broderick, quest’ultimo relegato a suonare dei riff insulsi e degli assoli ai limiti del ridicolo.

Nemmeno le collaborazioni con David Draiman dei Disturbed fanno gridare al miracolo le quali, sulle note di “Dance In The Rain” e “Forget to Remember”, si limitano a sporadici sprazzi di creatività (e a qualche guitar solo in più).
Un piccolo faro di luce lo si vede grazie al duo “Beginning Of Sorrow”/“The Blackest Crow”, ma è comunque poca roba: 4 minuti cupi e ombrosi ed un sound southern/country non si spiegano in un album dei Megadeth.
La fine è ormai vicina e ad accoglierci è “Don’t Turn Your Back…” ( brano heavy-thrash dotato di qualche buon solo ma anche di un ritornello pessimo), mentre a scrivere the end ci pensa la trascurabile cover “Cold Sweat”.

Conclusioni: che dire di questo “Super Collider”?
Un disco insufficiente sotto tutti i punti di vista che, dopo il flop “TH1RT3EN”, ci conferma un Dave Mustaine privo di idee.
Scordiamoci il thrash metal degli esordi così come l’ottimo lavoro fatto qualche anno con “Endgame”: i Megadeth sono diventati la brutta copia di una rockband da radio che il rock non lo sa fare.
Voto: 3


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