Recensione: Megadeth – Endgame


MegadethEndgame[1]Ennesimo capitolo della saga Megadeth. Dopo il buono “United Abominations”, Dave Mustaine ha deciso di fare sul serio sfornando un album potente e chitarristicamente eccellente (fatto dovuto anche all’introduzione di Chris Broderick alla 6 corde). Tutto questo può bastare? Scopritelo di seguito…

Copertina: le copertine dei Megadeth non sono mai state banali, e neppure quella di Endgame lo è. I numerosi uomini raffigurati ci lasciano con un bel interrogativo: cosa vuole farci capire Dave Mustaine?

1) Dialectic Chaos: ad aprire le danze ci pensa “Dialectic Chaos”, maestosa intro strumentale che evidenzia subito le eccellenti doti chitarristiche del duo Mustaine/Broderick. Potente sin dall’inizio e suonata con i “controcazzi”, questa intro esplosiva ci invoglia a proseguire l’ascolto dell’album.
Voto: 9

2) This Day We Fight: galvanizzati dall’ intro, ascoltiamo con piacere il 2^ brano. La qualità non cenna a diminuire e ogni membro della band si ritaglia un posto da protagonista. Dalla tenebrosa voce di Mustaine agli assoli di Broderick (sempre eccellenti), questo brano viene reso ancora più “cazzuto” dalla forsennata batteria che picchia e ripicchia senza mai stancarsi, con il basso che regge alla perfezione i ritmi imposti dalla canzone.
Voto: 8+

3) 44 minutes: bellissimo l’inizio in cui si sente una conversazione alla radio, il che rende tutto epico. Il resto poi è storia: Mustaine canta in modo cupo e oscuro, quasi dovesse trattenere la rabbia dentro e Chris Broderick assola il brano ogni volta che può. Inutile dire che 44 minutes è una delle canzoni di punta dell’album.
Voto: 8.5

4) 1,320: rombo di motori, si parte! Arrivati alla 4^ traccia assistiamo ad un’altra esplosione di riff e sinfonie devastanti. Le chitarre graffiano come una tigre e quel mostro di Chris Broderick sfoggia un assolo di oltre un minuto. Semplicemente splendido.
Voto: 8.5

5) Bite The Hand That Feeds: dopo 4 canzoni di grande caratura, l’album lentamente si involve. “Bite The Hand That Feeds” non è un brutto brano ma sicuramente meno ispirato dei precedenti. A renderlo comunque interessante ci pensano le 2 chitarre che suonano ottimamente.
Voto: 7.5

6) Bodies Left Behind: altra canzone poco ispirata. La ritmicità è la colonna portante dell’intero brano (salvo nella parte centrale) ed il ritornello non ci convince proprio. Ancora una volta ci pensa Chris Broderick a salvare il tutto con il suo virtuosismo chitarristico.
Voto: 7

7) Endgame: continuando l’ascolto, arriviamo finalmente ad ascoltare la title track. L’inizio promette davvero bene proponendo una sorta di dialogo che ci incuriosisce non poco. Peccato che il brano a poco a poco si spenga, candidandosi tra i peggiori del disco.
Voto: 6+

8 ) The Hardest Part Of Letting Go… Sealed With A Kiss: la lenta e atmosferica intro strumentale fa da ponte ad un pezzo che può assomigliare ad una ballad. Solo nella parte centrale le chitarre elettriche prendono vita per poi lasciare di nuovo spazio (nella parte finale) a ritmi più lenti e ricercati. Tirando le somme, un brano che si lascia tranquillamente ascoltare.
Voto: 7 +

9) Headcrusher: il primo singolo estratto è un vero e proprio proiettile. Tutto il quartetto viaggia a ritmi spediti proponendo riff e passaggi di batteria travolgenti. Mustaine poi ci mette del suo cantando divinamente ed il ritrovato Chris Broderick propone nuovamente assoli degni del suo nome. Una vera gioia per i fan del metal.
Voto: 8.5

10) How The Story Ends: assuefatti da Headcrusher, arriviamo al penultimo brano di Endgame. Tranquilli, i Megadeth ne hanno ancora ed infatti questa canzone ne è la prova immediata: il melodioso e malinconico ritornello si stampa nella nostra testa con Dave Mustaine che nel canto fa percepire una sorta di nervosismo, quasi cantasse svogliato. L’effetto è però fantastico e gli armoniosi passaggi di chitarra stuzzicano la nostra fantasia, in attesa del fenomenale assolo centrale
Voto: 8

11) The Right To Go Insane: ed eccoci arrivati all’ultima canzone dell’album. L’inizio non promette bene essendo più ritmico che mai ma i nostri animi si ravvivano in occasione del ritornello, molto ispirato e ben strutturato: voce calda e riff di chitarra azzeccati contribuiscono a migliorare il brano. L’assolo finale di oltre un minuto poi propone un bel guitar duel targato Mustaine/Broderick.
Voto: 7/8

Commento: i Megadeth sono tornati più in forma che mai, e questo non ci può far altro che sorridere. Anche se non si può paragonare nemmeno lontanamente ai primi lavori (ed in particolare a Rust In Peace), Endgame è sicuramente il miglior album da Countdown To Extinction, e ditemi se è poco…

Voto album: 7/8

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