Recensione: Jag Panzer – The Scourge Of The Light


Con molto scetticismo mi sono avvicinato a questo album e soprattutto a questa band che, alle mie orecchie, era sconosciuta.
La mistica copertina mi ha incuriosito ed ecco che così è partito l’ascolto di “The Scourge Of The Light”, il nuovissimo album dei Jag Panzer.
A mio avviso il quintetto americano ha sfornato un disco davvero bello che una volta finito invoglia nuovamente a premere il tasto play: riuscite ad immaginare un cd che si metabolizza bene e che regge agli ascolti?
L’inizio subito diretto di “Condemned To Fight” (ottimo brano) viene seguito dall’ampollosità di “The Setting Of The Sun” per sfociare successivamente negli intrecci vocali di “Bringing The End”.
“Calls To Arms” è il miglior episodio dell’intero lavoro dove il cantante Harry Conklin dimostra di essere in gran forma in una brano che precede i martellanti ritmi di “Cycles”.
Si continua e la qualità risponde ‘presente’ anche in “Overlord” e “Let It Out”: quest’ultima fa un tuffo negli anni 80 con il suo concettual musicale.
La particolarità di “Union” inizialmente mi aveva  irritato ma, col passare degli ascolti, ha fatto breccia nella mia testa dimostrandosi un brano azzeccatissimo.
La doppia faccia di “Burn” ci accompagna verso la fine del lavoro: inizialmente ingannato dall’intro di pianoforte le mie aspettative di trovarmi di fronte ad una ballad sono svanite a suon di assoli e urla.
Gli oltre 8 minuti di “The Book Of Kells” ci guidano a destinazione in modo eroico, forse la giusta conclusione della sfida che già dalla copertina la band ha voluto farci intraprendere.

Commento: con questo The Scourge Of The Light i Jag Panzer hanno sfornato un lavoro di qualità che farà la gioia di chi ama il metal classico.
Voto: 7/8 (dal sette all’otto).

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