Recensione: I Valium – Revolution


“Io mi ricordo quando avevo 15, volevo essere un musicista per s*****e…”
Ma non è come anni fa… esattamente non è come anni fa…
In un mondo odierno dove le ragazzine vendono il proprio corpo in rete per poi sbavare dietro ai vampiri di Twilight, quello che serve è proprio una “Rivoluzione”!
Questo è solo uno dei tanti concetti presenti nel nuovo album dei Valium, band proveniente da Salerno arrivata al secondo disco di inediti.
Un mix di sonorità garage rock, punk e melodie catchy si alternano in tutte le 12 canzoni, per un risultato finale assolutamente degno di nota.
La volontà anarchica e gogliardica di questi quattro ragazzacci non può passare inosservata: i testi raccontano il vero con assoluta immediatezza e tanta voglia di non prendersi sul serio, il reparto sonoro è sempre azzeccato e, spesso, rasenta i mitici anni 60′.
Non è un caso quindi che in “Giochi Perfetti” (uno dei nostri pezzi preferiti) e “Razor” il passato riemerga così prepotentemente, oppure che la malinconia di un presente apparentemente senza soluzioni riecheggi in “15 Anni”, “L’uomo che avvolge i Sogni” e “Cuore di Rubik” (altro bellissimo brano).
E se tutto ciò non vi bastasse ci pensa il punk “Io Sono un Punk” a dare un’altra sterzata al sound già vario di suo: se anche voi “Vivete Detestandovi” possiamo solo immaginare come queste canzoni possano suonare dal vivo…
“L’Equilibrista” prosegue l’ascolto con maestria e in “Tu fai i conti con il Diavolo” troviamo una lyrics che DEVE essere ascoltata, riascoltata e studiata: se solo non fosse per la successiva “Vietnam”… unica macchina nell’universo Valium.
Un’agenda fitta di impegni che ha sete di rivoluzione, un sud Italia prontissimo a supportare questo farmaco musicale: in attesa della futura consacrazione godiamoci questo splendido presente.

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