Recensione: Giacobs – Bastava Essere Felici


Dopo il gran successo di “La rivoluzione Della Domenica” torna sulle scene musicali Giacobs (alias Federico Giacobbe), cantautore trentenne di Genova che in questo 2014 ha pubblicato il nuovo album “Bastava Essere Felici”.
Dieci tracce per un totale di oltre 26 minuti di musica ci accompagnano nel mondo di Federico, dove a farla padrona è la chitarra acustica e la sua spiccata vena poetica.

“Bastava Essere Felici” può essere inizialmente visto come un disco malinconico: i testi, provocatori e rassegnati, si fondono alla perfezione con i melancolici arpeggi di chitarra, estraniando fin da subito l’ascoltatore in una dimensione molto particolare.
Ma non bisogna farsi ingannare dalle prime impressioni perché, dopo un accurato ascolto, si viene rapiti dalla musica di Federico.
Partiamo col parlare delle già citate lyrics, il vero e proprio punto di forza che diviene – in particolare – evidentissimo nella “Title track”, in “Macerie” e in “L’Uomo del Luogo Comune”.
Cosa mai sarà questa felicità? Sta forse nei soldi? O in un sorriso?
Di tanto in tanto non sentite il desiderio di cadere? Di essere meno mediocri?

E ora che abbiamo bisogno di uomini, non sarebbe il caso di lasciar perdere i luoghi comuni (se veste rosa è gay, i tatuaggi sono da carcerato, l’arabo farà sicuramente scoppiare la bomba…)?
C’è davvero tanta maturità e voglia di rimettersi in discussione in questi brani.
Prendetevi un momento per riflettere, staccate dal caos del mondo e lasciatevi trasportare dall’armonica di “L’ultima Volta che Vidi il Sud America”, oppure dalla ripetitiva ma azzeccata “Un Segreto”, senza tralasciare la dolcissima “E tu Dicevi… Che l’Amore…”, track conclusiva che disfa e ridisfa tutto quello che si è già sentito sull’amore.

Saggezza e arte, poesia messa in musica: Giacobs non delude e torna con un lavoro molto intimo, ricercato e dedicato prettamente al pubblico adulto.
Da ascoltare.

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