Recensione: Foo Fighters – Wasting Light


Son passati ben 4 anni da ‘Echoes, Silence, Patience & Grace’ ed ecco che mi trovo di fronte al nuovo album dei Foo Fighters, band che ormai è diventata una punta di diamante della scena rock mondiale.
Merito del fondatore Dave Grohl (indimenticato batterista dei Nirvana), merito di Nate Mendel (storico bassista del gruppo), merito del pazzo batterista Taylor Hawkins, del ritrovato Pat Smear e del longevo Chris Shiflett, cinque persone che hanno reso e stanno rendendo grande questo gruppo.
“Wasting Light” si presenta davanti ai miei occhi in modo diciamo ‘ininfluente': la copertina a sfondo nero che raffigura i volti della band sfuocati con eccentrici colori non mi ha entusiasmato più di tanto, ma bisogna ricordare di non giudicare il libro dalla copertina.
Ed ecco infatti che vengono subito scosso da “Bridge Burning”, uno dei pezzi più rock (e forse il migliore) del lotto che mi ha stupito alla grande per la sua potenza e capacità di coinvolgere.
Si prosegue con il primo singolo estratto che risponde al nome di “Rope”, ottimo brano in stile Foo Fighters che precede “Dear Rosemary”, terza canzone per numero ma sicuramente non per importanza, anzi…
La malinconia che racchiude va a braccetto con i riff azzeccatissimi, rendendo il tutto dannatamente bello.

 

“White Limo” rappresenta un’assoluta novità per il gruppo che mai si era spinto così tanto a ‘estremizzare’ il sound, con il risultato di un pezzo che farà la gioia di chi ama la musica hard (me compreso).
Chiusa la parentesi di White Limo si torna a suonare da Foo Fighters ed ecco che tocca ad “Arlandria” portare avanti l’ascolto: posso solo dirvi che questo è il mio brano preferito, con quel riff precedente al ritornello che si stampa in testa e non se ne va più!
Arrivati fin qui sembrava tutto troppo bello ed ecco che (purtroppo) incappo nel primo passo falso intitolato “These Days”: a differenza dell’efficace easy listening di “Back & Forth”“A Matter Of Time” in quei giorni non riesce a far colpo.
Si è ormai arrivati verso la fine ma c’è ancora spazio per della buona musica grazie a “Miss The Misery”“I Should Have Known”, due brani di notevole valore (soprattutto il secondo) che ‘rinnovano l’ambiente’ e precedono la conclusiva “Walk”.

Commento: Dave Grohl aveva assicurato che questo “Wasting Light” sarebbe stato il disco più heavy della carriera dei Foo Fighters e la promessa è stata mantenuta.
Il punto di forza di questa disco è inoltre il saper accontentare anche il fan meno rockettaro, proponendo sempre musica di grande qualità.
Ottimo lavoro Dave, ora ti aspettiamo al Rock In Idrho!
Voto: 8,5
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