Recensione: Finntroll – Nifelvind


Finntroll - Nifelvind 2Dopo il tanto discusso “Ur Jordes Djup” che richiamava temi quali sciamani e streghe, i Finntroll approdano nuovamente sul mercato mondiale con “Nifelvind”. Dal primo ascolto capiamo che la linea intrapresa da questo nuovo album si discosta dai lavori passati proponendo un concettual musicale tenebroso che limita molto il festoso humpaa/folk metal sentito in passato. Ecco dunque che l’intro “Blodmarsch” apre le danze e si fa succedere da un bel pezzo dark quale “Solsagan”: i bei riff di chitarra e la buia voce lo rendono il miglior episodio dell’intero lavoro. L’album prosegue avvolto dall’oscurità, con stacchi che riecheggiano il death ed il black, spaziando talvolta anche nello psichedelico. Ne sono d’esempio “Den Frusna Munnenche”, “Ett Norrskensdådha” e “I Trädens Sangreso”, tutti buoni brani che però non riescono ad incidere sul serio. Le successive ballad “Tiden Utan Tid” e “Galgasång” (altro brano di punta dell’album) smorzano i ritmi ed introducono la parte finale, anch’essa caratterizzata dalle tenebre. Gli espisodi più spinti quali “Under Bergets Rot” e “Mot Skuggornas Värld” si alternano a canzoni che riecheggiano l’humpaa metal come “Fornfamnad” fino ad arrivare a “Dråp”, brano di oltre 7 minuti che scrive la parola the end.

Commento: I Finntroll sono tornati con un lavoro più che sufficiente adatto ai fan della band. L’album è carino e propone uno stile nuovo incentrato molto sull’oscurità che manca degli espisodi festosi narranti i troll; forse è proprio per questo che Nifelvind potrebbe deludere. Ascoltare per credere…
Voto: 6,5