Recensione: Eluveitie – Everything Remains (As It Never Was)


Dopo aver solcato i sentieri acustici con “Evocation I: The Arcane Dominion” gli Eluveitie si davano già per spacciati, una band che non aveva più nulla da dire in quel ramo del metal che li aveva visti a tratti veri protagonisti. Mandato giù il boccone amaro delle critiche, gli svizzeri tornano sul mercato con “Everything Remains (As It Never Was)”, nuovo lavoro in studio che fa capire da subito la voglia di riconquistarsi lo scettro del folk. Gli episodi strumentali sono limitati a 3 perle del genere (“Setlon” su tutte) e lasciano numeroso spazio a quel growl incazzato che tanto ci mancava. “Thousandfold” (miglior brano dell’album) è un’ autentica gioia per le nostre orecchie, un misto di rabbia e potenza che ispira altri pezzi interessanti come “Nil”, “Kingdom Come Undome”, “Dominion” e la title track. La malinconia stile Eluveitie torna a farsi sentire in “Sempiternal Embers”, “The Essence Of Ashes” ed in “Quoth The Raven”, dove ascoltiamo stupefatti l’urlo diabolico lanciato dalla voce femminile. Nuove melodie prendono vita in “Lugdunon”, canzone lontana dal classicismo Eluvettiano ma che si fa notevolmente apprezzare introducendo inoltre un inedito assolo di chitarra.
Commento: Gli Eluveitie tornano alle origini e sfornano un album convincente che richiama anche alcune (bellissime) composizioni strumentali. Rabbia, energia, malinconia e passione: serve altro?
Voto: 7,5