Recensione: Dorothi Vulgar Questions – Against Myself


Dopo aver avuto il piacere di conoscere i simpatici Backstage Heroes continua il viaggio di Therockblog nella scena underground italiana che fa tappa oggi dai Dorothi Vulgar Questions.
Una band nata per caso nel lontano 2005 che ha avuto l’occasione di pubblicare 2 album, spinti da una voglia e una passione musicale che di questi tempi è difficile trovare anche nei più grandi gruppi internazionali.
Ma veniamo alla musica o, meglio, all’ultimo album “Against Myself”: 11 canzoni di alternative rock racchiuse in poco più di 47 minuti.
Si comincia con “Somewhere”, un onesto brano che fa la sua bella figura in fase di apertura e che si fa subito succedere da uno dei miei pezzi preferiti, ovvero “Everything Is Not Forever”: ritmi azzeccati e riff ispirati lo rendono uno dei migliori episodi dell’intero disco.
“Fight For Yourself” da subito si dimostra più cupa ed ha l’onore di precedere la tranquilla ma riuscitissima title track “Against Myself”.
“Twenty Years Ago” si fa apprezzare grazie all’azzeccata idea di inserire la doppia voce, che rende tutto in tema con il resto del cd, cosa che invece non riesce in “Winter Light”.
“Only One Will Survive” aumenta il ritmo dando vita un brano più spinto del solito, nell’attesa di ascoltare la successeiva “In Your Bedroom” che vede come punti di forza il ritornello e gli assoli di chitarra.
Piacevolmente ci si avvia verso la fine imbattendosi nel trio finale composto da “Stayng Alive”, “Keep Away From Me” e “A Snake On The Ground”, 3 brani sostanzialmente gradevoli che chiudono in bellezza le danze.

Commento: buona prova per i Dorothi Vulgar Questions che hanno saputo dar vita ad un valido disco di alternative rock, a testimoniare che non serve sempre pescare in terra straniera per ascoltare buona musica.
Voto: 6,5
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