Recensione: Destruction – Day Of Reckoning


Sarà che è il primo album dei Destruction che sento, sarà che non conosco bene la band, sarà… fatto sta che a me questo nuovo “Day Of Reckoning” non ha entusiasmato granchè.
Sarò chiaro fin da subito, il disco è una cannonata dall’inizio alla fine che dal vivo sarebbe in grado di far pogare perfino una nonnina, ma arrivare alla fine dell’ascolto mi è risultato spesso difficile.
Peccato perchè ci si trova di fronte a una produzione perfetta curata nei minimi dettagli, cosa che in alcune nuove uscite ha penalizzato il voto finale.
L’inizio è subito scoppiettante con “The Price” che fa già capire come sarà il sound, ovvero martellante e incessante.
Purtroppo già la successiva “Hate Is My Fuel” risulta addirittura irritante con quel ritornello isterico e, per grazie sua, si fa succedere dal miglior episodio dell’intero lavoro quale “Armageddonizer”.
Il resto?
Sempre sparato a mille ma che non coinvolge… anzi, a tratti sembra davvero troppo reciclato e le canzoni troppo simili tra loro.
La title track non raggiunge la sufficienza così come “Sheep of the Regime”, “Destroyer or Creator”, “Devil’s Advocate” e la ripetitiva “Misfit”.
A far migliorare un po’ la situazione ci pensano “Sorcerer of Black Magic” e “Church of Disgust”, ma è veramente poca cosa.

Commento: uscita infelice per i Destruction e per il thrash metal in generale che negli ultimi tempi ci ha regalato album davvero validi (un esempio? Kreator, Megadeth, Sodom, Exodus…).
Se avete una grande esigenza di ritmi folli, percussioni e assoli sparati a mille fate vostro questo cd, altrimenti guardatevi intorno che c’è di meglio.
Voto: 4,5

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