Recensione: Cream Pie – Unsigned 2.0 (EP)



Siamo nei mitici anni 80′, la scena glam impazza e gruppi del calibro di Guns N’Roses, Motley Crue e L.A. Guns dominano i palchi a suon di rock e vestiti sgargianti.
Ed è la città di Los Angeles il più grande punto di sfogo di questo movimento: la folle località californiana sembra infatti sposarsi alla perfezione con il motto sesso, droga e rock n’roll.
Ai giorni nostri questo mito è (quasi) del tutto scomparso ma c’è ancora chi ne vuole fare il proprio credo, come i nostrani Cream Pie!
Originari di Altamaura (Bari) questi 5 ragazzacci hanno di recente dato allo stampe il nuovo EP intitolato “Unsigned 2.0″, 7 tracce di un solido e pomposo Glam/Hair/Sleaze Rock.
L’energica “Tiger” apre le danze in modo perfetto: riff deciso, ritmi potenti e voce da 9 in pagella la rendono una delle migliori produzione dell’intero lotto.

Si prosegue con “See Ya Later” (nel quale i ritmi calano senza comunque intoccare la qualità) e con “The Devil Inside”, dove un buon lavoro di guitar solo non riesce a salvare l’unico passo falso incontrato, frutto di un ritornello sbagliato e di una voce portata troppo all’estremo.

Poco male comunque, visto che già dalla successive “Such A Psycho”/”No Love Remains” i nostri piazzano altri due pezzi riusciti.
Nella prima magnifica è l’alternanza dei ritmi, a tratti lenti e a tratti più spinti, così come è ottimo il lavoro delle due chitarre targate Nikki Dick/Phantom e l’epicità dell’ugola di Rachell O’Neill; la seconda invece è una vera e propria ballad che svela il lato più emotivo della band.
Di grande impatto è invece la successiva “Bad Habits”, dove il drumming di Brian Kent impreziosisce una mordente traccia in pieno stile Motley Crue e precede la conclusiva “Missin’ You”, bonus track che vede un inedito Nikki Dick alla voce.
“Unsigned 2.0″ si dimostra un EP promosso a pieni voti consigliatissimo non solo ai fedeli della scena hair, ma anche a chi (come me) amano il rock ed il metal in senso generale.

Tags: , ,

Adesso Commenta Tu!