RECENSIONE: CARCASS – SURGICAL STEEL


carcassSembra che il 2013 sia un’ottima annata per ritornare con un album sulle scene mondiali, specie se a farlo sono un pezzo di storia come i CARCASS.
Ladies and Gents, la band di Liverpool è ufficialmente tornata a macellare.
Calibrato ed esuberante, “Surgical Steel” è il machete arrugginito che sfoltisce le fila di scettici aprendosi la strada nell’angusto canale del Grindcore mondiale.
In questa fitta giungla la legge è una sola – veloce e cattivo. I Carcass non vengono meno a ciò, ricordando ai più che al momento della stesura dei comandamenti loro c’erano già.
L’esecuzione dell’album merita un approfondimento da parte dell’ascoltatore: i blastbeat assassini surriscaldano pericolosamente la pelle del rullante mentre le chitarre perforano i timpani dell’ascoltatore con la delicatezza di un linebaker ad una yard dall’endzone.
A sorprendere, ancora una volta, è la naturalezza con cui il gruppo riesce a sfumare beatdown e strofe di matrice ‘death‘ con ritmiche ed arpeggi che si annodano in un sodalizio prettamente melodico: un ossimoro musicale che odora di esperienza.
1985”, richiamo all’anno di nascita della band, è l’anticamera di un album interessante capace di sorprendere i più scettici riguardo l’inaspettata reunion. Intro melodico che stende un meritato tappeto rosso alla tracklist più becera del 2013. La crudeltà dei titoli ci scaraventa in mezzo ad una dura realtà, frutto delle angosce sociali tradotte in macabri versi.
Non mancano pezzi su cui aleggia il fantasma del pilota automatico come “Trasher’s Abattoir”, ciononostante si tratta di un lavoro coi fiocchi, specie se si pensa al modo in cui i coetanei di Steer passano ormai il loro tempo libero.
Le tracce “The Master Buthcer’s Apron” e “216 L Grade Surgical Steel” sono lo stendardo che si innalza da questa sanguinosa battaglia tra macabro e melodico, un connubio che i Carcass continuano ad alimentare con dignità – blastbeat, breakdown e stacchi melodici, riassunti senza troppi fronzoli, scardinano gli assetti della normalità realizzando combinazioni variegate e spiazzanti.
Saggio e d’impatto, sorprendente e raramente scontato.

Un gradito ritorno.
VOTO: 7.5
ATA

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