Recensione: Bon Jovi – The Circle


the circleCi sono gruppi che col passare degli anni si perdono tra fama, soldi e alcool. Ci sono gruppi che rimangono sempre sottovalutati e ci sono gruppi che non si stufano di scrivere bella musica. I Bon jovi sono uno di questi…
Uscito il 6 novembre 2009, “The Circle” si presenta come l’undicesimo studio album dei Bon Jovi. Il disco inizia con “We Weren’t Born to Follow” (primo singolo estratto), canzone che rispecchia lo stile della band proponendo un concettual musicale molto orecchiabile e di facile ascolto. L’assolo finale di Richie Sambora poi dona ulteriore qualità al brano. La successiva “When We Were Beutiful” fa della melodia la sua arma vincente donando un senso di pace molto piacevole. I ritmi si animano con “Work for the Working Man”, gran bel pezzo che vede il coro (“Work”) protagonista ed introduce il secondo singolo estratto, ovvero “Superman Tonight”, una ballad malinconica che si lascia ascoltare con piacere. I potenti riff di “Bullet” ci riportano ad assaporare il pezzo più rock (e forse anche uno dei migliori) dell’intero album: qui Sambora strimpella a dovere le sue 6 corde, specialmente in occasione degli assoli. Le seguenti “Thorn in My Side” e   “Live Before You Die” toccano al profondo del cuore, forse perchè proprio d’amore parlano, e alternano ritmi più veloci a suoni più lenti e ricercati. “Brokenpromiseland” è un brano completo, dove tutto il quintetto si ritaglia un considerevole spazio con una nota di merito alla tastiera che, in occasione del ritornello, trova un gran feeling con il basso. Ancora amore in “Love’s the Only Rule”, un’ altra canzone che si lascia ascoltare piacevolmente. “Fast Cars” è un altro episodio di valore dell’intero disco e precede “Happy Now”, la penultima ed allegra traccia. Finale d’album riservato alle dolci note di “Learn to Love”.

Commento: Che i Bon Jovi deludano è assai difficile, e questo “The Circle” ne è la conferma. Un disco per gli amanti del rock ed in  particolare di quello più soft, che fa della melodia l’arma vincente. Gli episodi “hard” sono limitati ma non per questo l’album è da buttare, anzi… casomai da acquistare.
Voto: 7,5

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