Recensione: Bluerose – Darkness and Light


Dopo l’ottimo esordio del 2011 arriva anche per i nostrani Bluerose la fatidica seconda prova in studio.
Come già anticipato qui sopra il debutto per il quartetto di Trieste è stato grandioso: se da un lato la poca esperienza poteva far storcere il naso dall’altro si notava una freschezza compositiva invidiabile, tanto che “Fallen From Heaven” è stato letteralmente osannato da tutto il web.

Ma ora è tempo di voltare pagina ed ecco che questo 2013 ci consegna l’attesissimo “Darkness and Light”, 8 pezzi hard rock che ci svelano una faccia dei Bluerose fino ad ora ignota.
Sin dall’iniziale title track infatti si intuisce come la band abbia voluto mostrare i muscoli: riff imponente, atmosfere oscure e sound ponderoso lasciano a bocca aperta, tanto da non credere che si stia ascoltando Riccardo Scaramelli e soci.
L’anima AOR del passato, quasi del tutto scomparsa, lascia spazio alle possenti soluzione chitarristiche di “Reloaded” (dove è Giuliano Soranno a ritagliarsi il ruolo di protagonista) e ai ritmi heavy di “Run”, dove addirittura si osa proponendo stacchi in pieno stile Iron Maiden (il tutto per dar vita al miglior brano del lotto).

“On My Way” è un altro pezzo di spumeggiante hard rock, spavaldo nell’accoppiata ritornello/chorus e bravo a precedere i terreni più ricercati del duo “I Know”/“Leaving You”, questi ultimi in grado di esaltare il lavoro di Scaramelli sia alla voce che alle tastiere.
Ci si avvia lentamente verso il finale e ad accoglierci è la selvaggia “Rock Your Soul”, semplicemente una canzone ROCK che ci offre il lato più istintivo e diretto della band, mentre a chiudere i conti una volta per tutte ci pensa “The Land of The Light”, oltre 5 minuti dove i Bluerose mostrano con grande maestria tutte le sfaccettature del loro sound.
Arrivati a questo punto potremmo citarvi anche i piccoli difetti di “Darkness and Light” (una produzione fin troppo moderna ad esempio) ma li si andrebbe solo sul parere personale: l’unica cosa da fare è alzarsi in piedi e applaudire i Bluerose per averci nuovamente insegnato che il rock non è morto.

Voto: 8,5

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