Recensione: Blind Guardian – At the Edge of Time


Dopo quattro lunghi anni di silenzio tornano finalmente sulla scena mondiale i Blind Guardian con un nuovo disco veramente da scoprire.
Ebbene si perchè “At the Edge of Time” non è semplicemente il nono cd di una band ormai non più giovane ma è un autentico inno alla vera musica.
L’iniziale “Sacred Worlds” la si può riassumere con un termine: sublime. Le stupende orchestrazioni si fondono alla perfezione con il resto del sound creando probabilmente il miglior episodio dell’intero lavoro.
La successiva “Tanelorn” aumenta il battito cardiaco alternando benissimo aggressività e melodia ad un ritornello davvero azzeccato.
Le dolci parti di piano aprono “Road of no Release”, un mix di sentimento e passione marchiati Blind Guardian.
Il quarto brano è l’isterico “Ride into Obsession”, dove le orchestrazioni vengono lasciate da parte per dare spazio alle protagoniste chitarra e batteria.
La ballata celtica “Curse my Name” colpisce dritto cuore così come “Valkyries”, che parte lenta per sfociare poi in una varietà compositiva ancora di altissimo livello.
“Control the Divine” è l’ennesima canzone riuscita che evidenzia la bravura di tutti i 6 elementi, proponendo meno orchestrazioni ma un concettual musicale ispirato.
“War of the Thrones” è da ascoltare con gli occhi chiusi perchè ha il potere di far sognare, forse la vera ballad che il disco necessitava.
A farci tornare con i piedi a terra ci pensa il primo singolo estratto, ovvero “A Voice in the Dark”: la potenza di questa brano non può che farci sorridere.
Finale tutto dedicato al secondo brano più lungo: con “Wheel of Time” tornano protagoniste le orchestrazioni in un’atmosfera epica che chiude un meraviglioso cd.

Commento: i Blind Guardian sono tornati con un lavoro strepitoso. Nessun brano è fuori posto, nessuna canzone annoia: in poche parole immensi.

Voto: 8/9 (dall’otto al nove)

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