Immaginate un gruppo che con la sua onniscenza denuda di autostima molti musicisti. Di chi stiamo parlando? Ma che domande, dei Dream Theater! Con il loro nuovo capitolo “Black Clouds & Silver Linings” hanno voluto davvero esagerare… In esclusiva su Therockblog.net, ecco la recensione.
Uscito il 19 giugno 2009 via Roadrunner Records, “Black Clouds & Silver Linings” si presenta come il 10^ studio album dei Dream Theater, arrivando a nemmeno 2 anni di distanza dal precedessore “Systematic Chaos” (2007). L’album parte subito a razzo con “A Nightmare To Remeber”, pezzo lontanamente ispirato ai Cradle Of Filth che attira non poco la nostra attenzione. Maestoso come non mai, questo brano evidenzia le enormi capacità tecniche della band proponendo un concettual-musicale dark, valore poi impartito all’intero lavoro. Ne da subito conferma la successiva “A Rite Of Passagge” che sin dalle prime battute utilizza un tenero growl, estraneando l’ascoltatore che di certo non si aspettava il quintetto americano così in grande spolvero.
Il ritornello poi si stampa nelle nostre teste proponendo una voce tornata limpida e sempre ben supportata dalle consuete progressioni strumentali. Si prosegue poi con “Wither”, classica ballad in stile Dream Theater che spezza un po’ il ritmo. Ma dopo soli 5 minuti tutto torna alla normalità con “The Shatteres Fortress”, ultimo capitolo della saga Suite dei 12 passi con la quale il batterista Mike Portnoy ha ripercorso i suoi problemi passati con l’alcool, citando opportunamente gli episodi precedenti.
Inoltre, l’alternanza tra il limpido ed il growl nella seconda metà del brano ci immerge ancora di più in questa triste atmosfera. I successivi passi di “The Best Of Times” colpiscono dritti al cuore essendo per l’appunto dedicati a Howard, il padre di Portnoy morto durante la stesura del disco. Il growl viene accantonato per lasciare spazio alla limpida voce di James LaBrie che, supportata dalla splendida chitarra “Petrucciana”, risuona in qualche modo come una luce di salvezza in grado di far superare anche questi brutti momenti.
Il gran finale poi non poteva essere migliore: grazie a “The Count Of Tuscany” possiamo scrivere the end. L’eccezzionale parte iniziale dimostra finalmente che i Dream Theater non sono solo tecnica ma anche emozione e sentimento incoronando “Black Clouds & Silver Linings” tra i migliori album metal del 2009.
01. A Nightmare to Remember
02. A Rite of Passage
03. Wither
04. The Shattered Fortress
05. The Best of Times
06. The Count of Tuscany
voto: 8
Commenti
ragazzi, questo album è un capolavoro
Bellissimo disco, ma leggo nella recensione: “[...]per lasciare spazio alla limpida voce di John Myung [...]” ?????
Gardhul, hai ragione, ho sbagliato. Ora ho corretto
L’album secondo me è davvero spettacolare, sia per i riff che per le armonie e tutto, specialmente The count of tuscany!
E comunque l’inizio di The best of times è molto, quasi troppo Rush! Avete notato??
Alo, “The Count Of Tuscany” è per me la più bella del cd. La parte iniziale è fenomenale, mamma mia… Tutto l’album è fantastico, tutte le canzoni sono composte veramente bene.
Cosa intendi per Rush? scusami ma non ho afferrato bene, sono impreparato in terminologia
Rush il gruppo prog rock degli anni 70 – 80! =)
Alo,
, sono troppo giovincello per conoscerli
Guarda che ho 18 anni! xD
Li ho conosciuti perchè una sera ero a un pub e c’era una coverband che li suonava e quindi me li sono procurati… comunque se ti piace il prg sentiti anche i genesis e i marillion e sentirai quanta ispirazione hanno dati ai DT!
Fammi sapere!! =P
gran Alo,
sono pure io 18enne
cmq ok dai, vedrò di sentirli anche se ho troppa musica nel pc
ma guardate qst’album nn è un granchè come gl’ultimi insomma non c’è più fantasia sono ripetitivi e senza passione.. pesanti tra l’altro… i veri album dei dream sono awake, A change of season, images and word, etc per finire con metropolis part 2 scenes form a memory per interderci dopo di che non mi son più piaciuti….
franz,
ascoltalo bene! Black Clouds… è un gran album, in più questo concettual dark è figo
Ragazzi intendiamoci… è uno dei peggiori album dei Dream, quasi ai livelli terra terra do Octavarium. Per non parlare che LaBrie non accenna minimamente ad alzare il tono della voce, neanche che non volesse disturbare i vicini di studio..(magari gli stone sour). Sono un loro fan, maquesto è un gran brutto album