Dragonforce – Ultra Beatdown


df-ultra_beatdown_front_50012Era il 3 giugno 2008, esce il nuovo album dei Dragonforce, band super rivelazione dello speed power metal.
Dopo il supersonico Inhuman Rampage, l’attesissimo Ultra Beatdown (quarto album degli inglesi) non delude le aspettative.
Ecco la Recensione:

1) Herous of our time

Forse per molti la canzone più bella del cd. Oltre ad essere stato il primo singolo estratto ha ricevuto anche una nomination per il Grammy Awards 2009, nella sezione best metal performance. Come in tutte le canzoni dei Dragonforce, le chitarre di Lee e Totman sono sovrane. L’unico neo della canzone è la monotona doppia cassa della batteria.

voto: 8.5

2) The fire still burns

“Voce sublime”… con questo aggettivo si può definire questo secondo brano, in cui Zp Theart spreme per bene le sue corde vocali. Chitarre molto più ritmiche rispetto alle abitudini dei Dragonforce. Batteria molto più varia, accompagnata da una tastiera e da un basso più che buoni.

voto: 6.5

3) Reasons to live

Canzone che potrebbe deludere un po’ visto che non rientra nella “norma Dragonforce”: chitarre, batteria, tastiera e basso molto ritmici. L’assolo è limitato per le capacità del duetto Lee/Totman, la voce non stupisce più di tanto tranne che su alcuni acuti.

voto: 6

4) Heartbreak armageddon

Bell’inizio di batteria accompagnato dalle chitarre che riprendono i loro ritmi abituali. Da non trascurare il basso e la tastiera che mantengono un ritmo perfetto. Interessante l’assolo centrale che, anche se lento, è molto orecchiabile.

voto: 7 +

5) The last journey home

Secondo singolo estratto. Bella collaborazione della chitarra di Totman e la tastiera di Pruzhanov nella parte iniziale. Sorprende, però, la scelta che ha visto questa canzone come secondo singolo visto che nell’album ci sono canzoni migliori. Non delude comunque l’assolo che rispetta abbastanza lo stile Dragonforce. 

voto: 6.5

6) A flame for freedom

La più lenta canzone dell’album, nella quale regna la tastiera. Le chitarre nelle loro poche apparizioni sono ritmiche più che mai. Voce da non trascurare ma che non entusiasma come in altre occasioni.

voto: 5.5

7) Inside the winter storm

Inizio poco entusiasmante che si rianima dopo pochi minuti con gli acuti di Zp Theart. Assolo comunque interessante: Herman Lee si diverte con la levetta “wow” e Pruzhanov collabora allungando piacevolmente le note. Buona batteria come sottofondo che anima la canzone apparentemente lenta.

voto: 6.5

8 ) The warrior inside

Ottima tastiera sin dall’inizio, buona ritmica delle chitarre con la batteria e il basso un po’ monotoni. Bella la voce nel ritornello che entusiasma al canto. Assolo iniziato dalla tastiera (veramente sublime), propone un duo di chitarre che viaggia a livelli ottimali. Parte finale “strappalacrime” con ottima scala alla pianola.

voto: 7.5

Bonus track

9) Stike of the ninja

Canzone che si discosta un po’ dal genere degli inglesi: assolo limitato che comunque viene eseguito in ottimo modo.

voto: 6.5

10) Scars of yesterday

In Ultra Beatdown abbiamo trovato la canzone simbolo di Herman Lee! In questo brano, il Pac-man ripetuto allo sfinimento, viene suonato fin dalle prime battute, accelerato a tal punto da sembrare un unico suono. Da non trascurare comunque la tastiera che esegue un ottima performance. Assolo veramente folle di Totman, che si spinge oltre il suo record di note, con Herman Lee che esegui tutti i suoni immaginabili dei videogame. Parte finale dedicata ancora al cinese, che si sbizzarisce a più non posso con i suoi suoni preferiti.

voto: 6.5

Critica: lascia a desiderare la copertina che raffigura una donna robot in stile futuristico dotata di “un non so che” di meccanico.

Voto album: 7

Consigli a tutti gli appassionati del power metal (e non solo) di ascoltare questo album che, sebbene abbia ricevuto numerose critiche, risulta ben strutturato.

Ciao.

Zerba / Deon

 

 

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