Live Report: Ozzy Osbourne + Labyrinth a Piazzola Sul Brenta


Dal nostro inviato Michael Deon.

Sono passati 363 giorni dal colossale Legend Of Chaos (vedi report) e mi ritrovo ancora qui a Piazzola Sul Brenta, stavolta per vedere una leggenda del metal che di nome fa Ozzy Osbourne.
Apertura dei cancelli alle 19:15, birra di rito e via di corsa a prendermi il posto più vicino al palco: molte le voci della folla che spaziano in tantissimi argomenti, tra cui i pronostici della special guest (tutti volevano Zakk Wylde) e il dubbio se sia effettivamente questa l’ultima tournè italiana del re delle tenebre.

Ad un tratto cala nel palco una bandierone con lo stemma del gruppo spalla: sono i nostrani Labyritnh! Personalmente non li avevo mai sentiti ma, dopo la stellare esibizione proposta, mi hanno invogliato ad acquistare il loro nuovo album. Neanche tempo di pensarlo che la band lancia sulla folla 2 copie dell’ultima fatica in studio, che per poco non acchiappo…

Purtroppo dopo poche canzoni i nostri coetani lasciano il palco tra gli applausi del pubblico, rendendo l’attesa ancora più trepidante.

Dopo appena 15 minuti sale sul palco l’idolo dei presenti, Ozzy Osbourne! La frase di presentazione è ancora un mistero (non ci ho capito nulla) ma poco importa, perchè parte subito la musica e il concerto prende vita: tra i primi brani ho subito riconosciuto il nuovo singoloLet Me Hear Your Scream” che ha un bel tiro anche in sede live, sicuramente aiutato dalla presenza scenica che lo stesso Ozzy fornisce armandosi di mitra e cospargendo tutti di schiuma.
Il concerto continua con vecchie glorie del calibro di “Mr. Crowley” e “Road To Nowhere”, che facilmente fanno arrivare lo show alla metà: qui Ozzy sparisce e lascia spazio al resto della band. Motivo? Dar vita ad un’impressionante sessione strumentale composta dal trio chitarra-batteria-basso, in grado da far impallidire anche i migliori musicisti in campo metal.

Ozzy torna sul palco ed il vero concerto torna a prendere vita con altri pezzi storici come “Iron Man” eI Don’t Want To Change The World”: il pubblico sempre in delirio accompagna la manifestazione verso le fasi conclusive, dove con gioia viene proposta l’attesissima “Crazy Train”. Non contenti noi della folla chiediamo un’ultima canzone e veniamo accontentati come meglio non si potrebbe: Ozzy torna in scena con una maglia battente la bandiera italiana e inizia il tripudio finale che vede protagonista “Paranoid”.

Il concerto finisce e, dopo aver fatto tappa al chiosco per un’altra birra, torno a casa davvero soddisfatto, con il pensiero già ad Udine per gli Iron Maiden…


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