Live Report: Korpiklaani + Metsatoll al New Age di Roncade (Treviso, 19/02/2013)


Vodka, you’re feeling stronger
Vodka, no more feeling bad
Vodka, your eyes are shining
Vodka, you are the real MAN
Vodka, wipes away your tears
Vodka, removes your fears
Vodka, everyone is gorgeous
Vodka, yeah vodka

Martedì 19 febbraio 2013, i Korpiklaani suonano (relativamente) vicino a casa mia: che faccio non vado?
E così grazie al disponibilissimo staff del New Age di Roncade, in particolare il mitico Luca Bogoni, ricevo l’accredito per assistere all’evento assieme al mio storico compagno di concerti.
Arrivo al locale giusto in tempo per assistere all’esibizione dei Metsatoll, il vero motivo che mi ha spinto fin qui; adoro questa band che con i due ultimi album (“Aio” e “Ulg”, ndr) ha attirato alla grande la mia attenzione.
E dal vivo come sono?
A mio avviso promossi a pieni voti!
In poco più di 30 minuti il quartetto estone ha fornito una prestazione convincente sotto tutti i punti di vista, che vede come punti di forza il carisma ed il contatto con il pubblico (senza tralasciare la buona riuscita dei pezzi).
Molti i brani estratti dall’ultima fatica in studio quali “Kuu”, la bellissima “Kivine maa” e “Muhu oud” (tanto per citarne qualcuno), contornati da tanto altro ottimo folk/pagan che si identifica sulle le note di “Aio”“Kahjakaldad” e la conclusiva “Minu Kodu”.
Il duo Markus Rabapagan Teeäär e Lauri Varulven Õunapuu si è dimostrato un piccolo animale da palcoscenico, bravo a tenere in piedi uno show che ha visto il polistrumentalista Lauri ritagliarsi un ruolo da protagonista, il tutto aiutato anche dalla sua calda voce che si addice ad un narratore fantasy.
E così, dopo una decina di brani, i Metsatoll lasciano il palco sotto gli applausi e le urla entusiaste dei fan: il lupo di Tallin ha graffiato alla grande!


Neanche il tempo di prendere una boccata d’aria che le luci si oscurano per l’entrata in scena degli headliner della serata, i finlandesi 
Korpiklaani.

Già qualche anno fa ho avuto il piacere di vederli al Fosch Fest e dire che mi sono divertito è poco…
Si parte subito con il piede sull’acceleratore con la tripletta 
Tuonelan tuvilla”“Tuoppi Oltta” e “Ruumiinmultaa” che fa scatenare i numerosi presenti a suon di salti e poghi d’altri tempi.
Il clima festoso continua con “Juodaan Viina” per poi sfociare in terreni ‘più ricercati’ (passatemi il termine anche se stiamo parlando di Korpiklaani) nei passi di “Metsamies”“Midsummer Night” e la dolce “Metsalle”, quest’ultima suonata particolarmente bene dal violinista Tuomas Rounakari.
Il tempo per le emozioni è finito ed a ricordarcelo sono le cannonate di “Kunnia”, la cover dei Motorhead “Iron First” e naturalmente “Vodka”, invocata dal pubblico sin dall’inizio del concerto; sebbene non stiamo parlando di un capolavoro quest’ultimo pezzo dal vivo si dimostra sicuramente il più riuscito e in grado di garantire oltre 3 minuti di pogo continuo!
La particolare passione per l’alcool della band la si ritrova anche nella battute conclusive dove “Beer Beer” e “Tequila” mantengono viva l’atmosfera gogliardica, caratteristica che da sempre è sinonimo del sestetto finlandese.
Tutti i membri nel complesso si sono dimostrati all’altezza delle aspettative: il cantante Jonne Järvelä è il solito coglionazzo così come Tounakari, partito inizialmente con un animo scazzato che si è invece rivelato l’opposto!
Promossi a pieni voti anche il chitarrista Kalle “Cane” Savijärvi, il ‘saggio’ Jarkko Aaltonen e il batterista Matti “Matson” Johansson, anche loro inseriti ottimamente nel contesto della band a differenza di Juho Kauppinen, bravo con la sua fisarmonica ma incredibilmente freddo e distaccato (a fine concerto ha addirittura abbandonato immediatamente il  palco…).

In conclusione posso dire di aver trascorso una bella serata di musica in compagnia di due gruppi che consiglio assolutamente di vedere, in particolare i Metsatoll che meriterebbero più attenzione di quella che ricevono.

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