Q-YES: Liberi di suonare, liberi di esprimersi


Q-YesIn un’epoca musicale dove quel che più conta è vendere c’è ancora qualcuno che si permette il “lusso” di fregarsene ed esprimersi senza filtri.
Dopo aver recensito “Generazione Y” abbiamo raggiunto i Q-YES per un’intervista, ecco com’è andata la nostra chiacchierata:
Parliamo subito del vostro EP “Generazione Y”, che abbiamo da poco recensito e trovato interessante.
In particolare ci è piaciuto il senso di menefreghismo e spavalderia che trasmette.
Sembra quasi che un giorno vi siate trovati e abbiate detto “ok ragazzi, cominciamo a suonare…”.
Ci abbiamo visto giusto? Come sono andate realmente le cose?
Si, ci avete visto giusto.
Il progetto Q-YES era qualcosa di nuovo per tutti noi.
Così nel Settembre del 2014 abbiamo deciso di metterci alla prova e vedere che cosa sarebbe successo suonando insieme.
Dopo pochi mesi è nato “Generazione Y”, che ha appunto immortalato quello che eravamo in quel periodo con un rapido scatto.
Alla fine comunque questo disco ci è servito anche per approfondire e maturare il nostro sound.
Siamo già proiettati, anima e testa, verso il prossimo disco.

Q-YESCome molti altri addetti ai lavori anche noi consideriamo il vostro modo di fare musica distantissimo da quello che realmente il mercato vuole.
In radio ci vai se fai la hit estiva, se porti i capelli rasati ai lati e se ti fai i risvoltini ai pantaloni, mentre voi suonate e cantate senza tanti filtri.
Ve ne fregate abbastanza di quello che la gente può pensare.
Secondo voi questo è un aspetto che tenevate venisse riconosciuto nella vostra musica? Vi siete
posti degli obiettivi prima di comporre “Generazione Y”?
Ci fa sicuramente piacere che sia risultato così spontaneo.
Le radio oggi risultano un po’ ripetitive nella scelta dei brani da trasmettere e forse dovrebbe dare più spazio alla musica italiana e meno a quella internazionale…
Un po’ come sta facendo la Francia da qualche anno con i suoi artisti.
Per quanto riguarda il mercato di oggi, sono tante le cose discutibili… noi in realtà pensiamo che la cosa più importante sia essere soddisfatti di quello che facciamo, il resto lo lasciamo fare a voi… per quanto riguarda gli obiettivi beh, l’obiettivo di “Generazione Y” era quello di far sapere al mondo intero che questo progetto esiste!

Parlando un po’ dei brani abbiamo adorato “Rivoluzionari da Bar” e “L’Unica Chance”: quali sono per voi i pezzi più riusciti?
Sai, per noi è più difficile giudicare i brani, alla fine è un po’ come dover scegliere quale tra i tuoi figli preferisci!
Ma sicuramente “L’unica Chance” e “Rivoluzionari da Bar” sono i pezzi più divertenti da suonare dal vivo.

Cambiamo discorso e parliamo dei vostri show dal vivo.
A giugno è partito il vostro tour che vi porterà in giro per la Toscana.
Come vi siete preparati per questa serie di concerti?
Infine vorremmo anche sapere in modo dettagliato quali città toccherete.
Si, i primi di giugno è partito il nostro “Y Tour” che ci porterà un po’ in giro per la Toscana, da Viareggio a Siena, da Castiglione della Pescaia, fino al Marea Festival a Fucecchio che attendiamo con ansia.
La preparazione si è svolta fianco a fianco con il nostro produttore artistico Nicola Baronti della Phonarchia Dischi, presso lo studio di registrazione “La Tana Del Bianconiglio”, dove abbiamo registrato il nostro disco d’esordio e dove stiamo già portando avanti i lavori per il secondo album.

Il nostro tempo purtroppo è finito ma, prima di chiudere, vogliamo lasciarvi con una
domanda personale: pensate di poter essere un punto di riferimento per il movimento
underground e per la musica libera?
Come altre band lo sono state per noi, saremmo felici di poterlo essere per qualcun altro,
la musica è contaminazione.

Grazie per l’intervista e in bocca al lupo per il futuro.
Grazie a voi per l’intervista! e crepi il lupaccio!

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