Interviste: Corey Taylor, quando il metal non è solo growl e corna al cielo


Online su Therockblog l’intervista fatta da Kerrang! Radio al frontman degli Slipknot Corey Taylor:

Kerrang! Radio: Quali sono le persone che più ti hanno influenzato nella tua vita?

Corey Taylor: Sinceramente sono un mix di amici e familiari. Di questi ultimi però escludo mio padre, perchè io sono cresciuto senza un papà. In sostanza ho preso da mia madre. Credo comunque che l’influenza più forte viene da mia nonna Thelma, l’etica del lavoro che conservo oggi la devo a lei. Per me è stata come una roccia, una casa sicura in cui trovare conforto: mi ha aiutato molto a crescere. Per quanto riguarda gli amici da citare sicuramente  Danny e Jeff, due persone a cui ho aperto la mia mente ed il mio cuore. Eravamo poi tutti e tre affascinati dalla stessa musica, insieme ci siamo divertiti come pazzi.
Kerrang! Radio: Tua madre ha allevato te e tua sorella da sola e quando eri giovane vi siete spostati molto. Tutto questo spostarsi ha influito sulla tua infanzia? Riuscivi lo stesso a stringere amicizie?

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Corey Taylor: Continuare a farsi nuove amicizie è stato in un certo senso “terribile”, troppi viaggi e spostamenti da ragazzino pesano molto, per fortuna sono un tipo estroverso, anche se questo non sempre funziona con tutti. Ricordo  che un anno ci siamo trasferiti 4 volte ed ho cambiato ben tre scuole medie: in una ero un idolo, in un’altra un comune ragazzo simpatico e nell’altro quasi invisibile. La difficile adolescenza mi ha portato poi alla droga, l’unica cosa costante che avevo. Un bel giorno mi sono chiesto “Questa che vita è? Ma è davvero quello che voglio?” Per fortuna ho capito che non lo è ed sono quindi sono riuscito ad superare anche questo brutto momento. Ma in fondo tutte questi avvenimenti, tristi o felici, mi hanno fatto diventare quello che sono oggi, senza di essi sarei sicuramente diverso. Anche se è stato duro, ora il passato non vorrei cambiarlo.

Kerrang! Radio: Tuo padre ti ha lasciato prima che tu nascessi. Grazie ad un investigatore privato sei riuscito finalmente a conoscerlo, com’è stato incontrarlo?

Corey Taylor: Dovere incontrare mio padre è stato davvero pesante. Ricordo che stavo viaggiando in aereo per San Diego con la mia ex moglie, ed ero molto nervoso. Continuavo a ripetere: “Cosa gli dico?”, “Come mi presento?”… Ma una volta che l’ho incontrato ho capito che mio padre e sua moglie  Anna sono due delle persone più belle del pianeta. Incontrare mio padre mi ha fatto scoprire di essere una persona diversa oltre che crescere spiritualmente. Grazie a questo incontro ho tirati fuori il mio vero potenziale.
Kerrang! Radio: Puoi  raccontarci della prima volta che ti sei esibito durante una festa a casa di tuo cugino, a soli 9 anni?

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Corey Taylor: Si, ricordo che eravamo alla festa di compleanno di mio cugino. Eravamo nella sua stanza ad ascoltare della musica ed ad un certo momento tutta la famiglia si raccoglie nel salotto ed assiste alla nostra esibizione. Da li sono riuscito a rompere la paura del pubblico. 

Kerrang! Radio: Sei poi andato a vivere da tua nonna che ti ha spinto al canto e trasmesso l’amore per Elvis Presley. Tutto questo ti ha aiutato?

Corey Taylor: Mia nonna ha contribuito molto a plasmare i miei gusti musicali. Aveva centinaia brani di Elvis, pure tracce rare che pochi hanno. Ricordo pure il mio primo impianto stereo con il quale ho ascoltato e riascoltat il re Elvis. Mia mamma invece aveva gusti musicali diversi, amava la disco music. Quindi a metà degli anni ’80 ho avuto molti vinili di musica da discoteca. I miei amici mi chiedevano: “Perché hai il vinile dei Village People?” ed io: “Non lo so, è di mia mamma!” Le cose cambiarono quando ho iniziato a cercare la musica per conto mio, scoprendo quindi i miei gusti. I primi album che ho ricevuto in regalo sono stati “Somewhere in Time” degli Iron Maiden “Girls, Girls, Girls” dei Motley Crue. Quelle sono state lei mie prime 2 cassette, mi sono imparato a memoria sia le note di copertina che le canzoni. A quel tempo poi MTV  trasmetteva la musica che mi piaceva: SLAYER, METALLICA, ANTHRAX, MEGADETH e TESTAMENT

Kerrang! Radio: con gli STONE SOUR sono arrivati i primi successi, quali sono i tuoi ricordi migliori?

Corey Taylor: I migliori anni con gli STONE SOUR sono stati i primi due. Era tutta un’avventura, tutto era nuovo. E’ stata la prima band con cui mi sono esibito dal vivo, la prima band con cui ho fatto un tour, la prima band con cui ho scritto canzoni. Ero giovane, avevo i capelli lunghi biondi e ricordo pure di aver detto “vado a vivere con i soldi guadagnati con gli STONE SOUR”. Infine, con quei soldi ci ho comprato le sigarette e l’alcool!

Kerrang! Radio: Dopo gli STONE SOUR, sono arrivati gli SLIPKNOT ed il conseguente strepitoso successo. Considerazioni?

Corey Taylor: Beh, di aderire al progetto SLIPKNOT mi è stato chiesto alle quattro del mattino presso il negozio porno. Sono entrati nel negozio, ma avevano paura di parlare con me. Camminavano intorno al negozio, mi hanno in qualche modo impaurito e più volte mi son chiesto tra me e me: “Cosa sta succedendo qui? Prima di tutto, perché sono qui? Non ho mai visto questi ragazzi insieme”. Poi arrivano da me e mi dicono: “Ragazzo, sei dentro”. Capii subito quello che intendevano, dentro di me ero strafelice e volevo urlare. Passare agli SLIPKNOT era un bel salto di qualità: con gli STONE SOUR facevamo hard rock per quel tempo, ed era tutto melodico. Potevo dunque entrare in un gruppo metal e gridare in faccia alle persone, senza limiti. La notte seguente ho afferrato il mio migliore amico Danny e gli ho detto: “Dude, mi hai dato tu questo!” E lui: “Tutto questo tu l’hai ottenuto!” E il resto è storia, davvero.

Kerrang! Radio: Siete stati a bere molto durante il periodo SLIPKNOT, da mezzogiorno a sera, tanto che hai tentato il suicidio. Ci puoi spiegare i dettagli?

Corey Taylor: In quel periodo ho toccato il fondo. Dopo il successo iniziale degli SLIPKNOT, nel 2003 c’è stato un punto basso della nostra carriera. Non do la colpa a nessuno, ma mi sono lasciato andare ed ho avuto un serio problema con l’alccol. Però l’alcool non era l’unico problema, è stato un susseguirsi di episodi. Su tutti, l’incidente presso l’Hyatt sul Sunset, che ricordo vividamente. Giusto prima di svenire, mi ricordo che ero in piedi sul balcone, pronto a cadere nel vuoto e Dio benedica il mio amico Thom Hazaert.  Se non ci fosse stato, non ci sarebbe questa conversazione oggi. Ti lasci andare ed arrivi ad un punto dove sembra che niente cambia. Ma superati questi problemi ti rendi conto che puoi cambiare tutto quello che ti succede. Ho dovuto poi superare la sbornia e successivamente mi son concentrato su me stesso ed ora eccomi qui, speriamo per il meglio. E ‘una bella sensazione sapere di essere in controllo del proprio destino.

Kerrang! Radio: Hai avuto il tuo primo figlio nel 1992 e il secondo nel 2002 . Come è la vita lontano dalla band?
Corey Taylor: I miei figli li amo e cerco di rendere magici i momenti che passo con loro. Essere padre è una cosa grandiosa ed ancora più grandioso è il fatto che non ho avuto un modello di padre, per me è tutto nuovo e non ho paura di prendere consigli da altre persone quando si tratta dei miei figli. Siamo appena stati Disneyland circa una settimana fa ed è stato grandioso, ci siamo divertiti da matti. La giornata è stata talmente intensa che appena arrivati a casa sono crollati sul letto. Sono davvero felice della mia situazione attuale.

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