Intervista: SteroScrash Mode, quando il Rock diviene Cinematografico


Gli StereoScrash Mode hanno una storia abbastanza comune: nati come cover band (per la cronaca, di Ligabue) nel corso degli anni hanno pian piano sperimentato fino a trovare un loro personalissimo stile.
E secondo voi quale sarà?
Il Cinematic Rock!
In occasione dell’uscita del loro debutto li abbiamo raggiunti per un’intervista, ecco cosa ne è venuto fuori:
– Benvenuti su Therockblog cari StereoScrash Mode, innanzitutto diteci due parole di voi.
Come è nata la band?
Ciao e grazie dell’attenzione concessaci.
Gli Stereoscrash nascono nel 2007.
È in quell’ anno che entriamo per la prima volta in studio di registrazione per lavorare ad un progetto comune.
In realtà suonavamo gia insieme da qualche anno appunto come hai detto in un tributo a Ligabue.
In passato avevamo fatto anche altro, del rock vario.
Io, Francesco e Chicco avevamo scritto delle canzoni e non vedevamo l’ora di inciderle.
Cosi nel 2008 venne alla luce il primo singolo ‘Nessuno parli per noi’.ù

– Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando eravate una cover band di Ligabue e infatti ora la vostra proposta musicale è totalmente cambiata.
Voi stessi vi definite appartenenti al “cinematic rock”: potete parlarci un po’ più in dettaglio di questo genere?
Siamo fieri di aver svoltato completamente parlando di genere.
Il percorso è stato lungo, ma alla fine possiamo dire che siamo soddisfatti del risultato.
Cinematic rock perché il mix che abbiamo creato è stato quello di un classic rock americano con l’aggiunta di musiche ed atmosfere tipiche del cinema statunitense.
Il merito va anche al nostro produttore Enrico Cacace, che crea colonne sonore per Hollywood.

– Da poco è uscito il vostro omonimo debutto, che abbiamo recensito e trovato interessante.
Quello che più ci ha colpito è proprio la parte cinematografica che presenta.
Quali erano i vostri obiettivi prima di scrivere l’album?
Come ti dicevo prima io, Francesco e Chicco abbiamo scritto davvero tante canzoni in questi anni.
Abbiamo sperimentato, alcuni li suonavamo durante i concerti da coverband, poi li abbiamo anche incisi ma senza un piano davvero strategico come potesse essere quello di fare un album.
La verità e che cercavamo il giusto vestito da dare ai nostri brani.
Fino a quando l’anno scorso abbiamo iniziato la preproduzione dell’album, credevamo di avere le idee chiare su tutto.
Fino al momento in cui è avvenuto l’incontro col produttore, Cacace.
Un colpo di fortuna.
Lui ha creduto nelle nostre canzoni ed ha iniziato a lavorarci con le sue idee.
Alla fine siamo rimasti entusiasti dei nuovi innesti ‘cinematici’ ed abbiamo capito che era la strada giusta da seguire.

– Degli 8 brani proposti abbiamo adorato “Alessia”.
Qui la lyric, le atmosfere e i passi di piano hanno dato vita ad una bellissima canzone.
Si tratta per caso di una dedica a una persona per voi speciale?
Alessia è una canzone scritta da Chicco, l’altro chitarrista della band.
Gli chiesi tempo fa se l’avesse scritta per qualche donna o ragazza in particolare ma mi rispose che l’aveva scritta sulla base di una persona non reale e di una storia che aveva immaginato.
È una canzone tra le più coinvolgenti, siamo anche molto soddisfatti del suo arrangiamento.

– Come detto in precedenza siete stati per molti anni una cover band di Ligabue e anche in “StereoScrash Mode” le influenze del rocker di Correggio si sentono, soprattutto nei pezzi quali “Sogni Della Mia Vita”, “Adesso Ormai” e “Quello Che C’è”.
A livello musicale quant’è importante per voi questo tipo di influenza?
Le influenze con Ligabue si sentono, semplicemente perché lo ‘sentiamo’ davvero presente nel nostro background musicale.
Ma nella stessa misura in cui sono presenti i Colplay, i Green Day, i Maroon five etc… ascoltiamo davvero tanta musica e la vera ricchezza nel trovare spunti creativi sta proprio nella varianza degli ascolti. 

– Cambiamo discorso e parliamo dei vostri show dal vivo, che sappiamo essere molto seguiti.
Come vi preparate prima di uno show?
Avete qualche rito o gesto scaramantico?
E quali sono i vostri futuri impegni in fase live?
Be prima di uno show non può mancare ‘l’urlo’ di gruppo, rigorosamente improvvisato a turno da uno di noi.
Ora ci stiamo preparando per lo ‘stereoscrach’ tour che ci vedrà impegnati in estate in tutta Italia.

– Il nostro tempo purtroppo è finito.
Prima di chiudere vogliamo lasciarvi uno spazio libero per una dedica, un pensiero o un saluto particolare.
Per concludere voglio salutare i fan che ci seguono da ieri o da anni.
Abbiamo bisogno delle loro opinioni.
Vogliamo proseguire su questa strada ed incidere altri album.
Vi aspettiamo in tour!

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