Intervista: Soundrise, “More, i Need More!”



Ai microfoni di Therockblog.net oggi abbiamo Dario Calandra dei Soundrise, band triestina che da poco ha rilasciato il suo debutto discografico intitolato “Timelapse”.
Buona lettura.

- Benvenuti su Therockblog Soundrise, innanzitutto diteci due parole di voi?
Come è nata la band?
Ciao, è veramente un piacere essere vostri ospiti.
I Soundrise hanno una storia piuttosto lunga, basti pensare che la nostra prima apparizione ufficiale dal vivo è datata giugno 2003.
Sono nati un po’ per gioco nel 2002 da un’idea mia e di un paio d’amici che ora han preso strade differenti.
Abbiamo iniziato facendo solo cover hard rock (Queen, Deep Purple, Aerosmith e via discorrendo) e dei componenti attuali eravamo presenti soltanto Walter (voce) ed io (chitarra). Col passare degli anni ci siamo evoluti, sia tecnicamente che stilisticamente, abbiamo iniziato a comporre brani nostri e ci siamo gradualmente spostati dall’hard rock al prog, soprattutto grazie alla spinta creativa di Walter.
Poi, ad inizio 2008, ci siamo decisi ad abbandonare definitivamente le cover per dedicarci esclusivamente alla nostra musica.
Possiamo quindi affermare che, in un certo senso, i Soundrise “odierni” sono nati circa 5 anni fa.
Oggi i Soundrise sono Walter Bosello (voce), Dario Calandra (chitarra), Massimo Malabotta (batteria), Stefano Alessandrini (tastiera), Giorgio Pierobon (basso).

- Parliamo subito di “Timelapse”, che abbiamo da poco recensito e che a parer nostro è un album riuscito molto bene.

Per voi rappresenta il debutto discografico, potete raccontarci un po’ come è stato incidere un disco?
E’ stato un viaggio interessante, stimolate, istruttivo ed aggiungerei anche piuttosto lungo.
Il tutto è iniziato a fine 2010, quando abbiamo deciso di creare un full length di qualità accettabile da distribuire ad amici e parenti e da inviare alle varie etichette nella speranza di trovarne qualcuna disposta a produrci.
Poi, in fase di registrazione, ci siamo fatti prendere la mano e, un pezzo per volta, abbiamo innalzato la qualità delle varie riprese.
Abbiamo quindi deciso di far curare il mix ad un esperto fonico della nostra zona ed infine abbiamo optato per l’affidare il mastering ad uno studio professionale di Lodi.
Il tutto fino a giungere al risultato finale, del quale siamo sicuramente soddisfatti.
L’artwork l’abbiamo fatto tutto in casa: Walter di professione fa il grafico ed ha curato il lavoro dalla fase di ideazione fino alla realizzazione finale.
Solo per gli scatti fotografici ci siamo appoggiati ad un gruppo di fotografi triestini.
Seppure in certi momenti sembrasse non avere fine, è stato un percorso davvero divertente ed esaltante che ha pagato moltissimo a livello di soddisfazioni.
Certo, con l’esperienza che abbiamo accumulato oggi gestiremmo il lavoro in maniera differente ma va tutto a vantaggio del nostro prossimo album.

- Tra i migliori pezzi sicuramente troviamo “Time to make” e “We Shall Break Our Cage”: quali sono per voi le canzoni meglio riuscite?

E da quali band famose traete le maggiori influenze?
E’ veramente difficile scegliere, alla fine son tutte figlie nostre.
Gli 11 brani contenuti nell’album sono già il frutto di una dura selezione tra le 20 e più canzoni che nel 2010 componevano il nostro repertorio.
Potrei dirti che “The Great Divide Between Us” è la canzone che spesso indichiamo come più rappresentativa, quindi forse anche una tra le più riuscite, ma non mi sento di elevarla sopra le altre.
Ogni singolo brano dell’album rappresenta un pezzo della nostra storia ed una sfaccettatura del nostro genere musicale, che spazia dal prog all’hard rock, passando per il metal, il funky ed il pop, quindi è difficile, per noi, definire una classifica.

Meglio lasciare al pubblico questo compito.

Riguardo alle influenze, sono molteplici e variopinte: si va dai Queen agli Yes, dai Faith No More ai Dream Theater, passando per Jamiroquai, Deep Purple, Toto e tantissimi altri.
Veniamo tutti quanti da “scuole” differenti e credo che questa caratteristica traspiri dai nostri brani.
Per quanto riguarda la fase compositiva: un’unica persona si occupa di tutto (testi, arrangiamenti…) o ognuno fa la sua parte?
Sicuramente il cuore compositivo della band è Walter: è lui che crea la maggior parte dei brani, spesso proponendoli già completi e strutturati.
Poi, una volta deciso se il pezzo è adatto al gruppo, ogni componente rielabora, sviluppa e riarrangia la propria parte e capita non di rado che si intervenga anche sulla struttura.
Si tratta quindi un processo di arricchimento in cui ognuno di noi porta il suo contributo.
Succede comunque anche che si componga tutti assieme in sala prove partendo da una jam session o da qualche bozza d’idea come potrebbero essere un riff o una linea melodica.
Per quel che riguarda i testi, è nuovamente Walter ad occuparsene, tranne rare eccezioni. In ogni caso, è lui a sistemarne la parte linguistica, avendo una padronanza totale dell’inglese in virtù del fatto d’esser vissuto per alcuni anni a Boston.

- Cambiamo un attimo discorso e focalizziamo l’attenzione sugli show dal vivo: innanzitutto, come vi preparate prima di andare in scena?

Avete qualche rito o gesto scaramantico?
E quali sono i vostri futuri programmi in fase live?
In realtà non abbiamo riti o gesti scaramantici, anche volendo non ne avremmo il tempo.
Dato che facciamo largo utilizzo di tecnologia, la preparazione pre-show prevede un metodico check di tutta la strumentazione affinchè ogni cosa sia perfettamente funzionante, ogni pezzo perfettamente collegato.
I nostri futuri programmi live prevedono la ricerca di date in giro per l’Italia, in Slovenia e in Austria al fine di presentare e divulgare quanto più possibile il nostro album.
Contestualmente, stiamo preparando uno spettacolo acustico da portare anche nei locali più piccoli.

- Siamo in fase di chiusura, volete lanciare qualche appello o fare qualche saluto in particolare?

Sicuramente vogliamo invitare tutti coloro che sono incuriositi dalla nostra musica a visitare il nostro sito, www.soundrise.net, dal quale è possibile raggiungere anche il nostro profilo Facebook e il nostro canale YouTube.
Poi vogliamo ricordare che siamo ancora senza un’etichetta, pertanto se qualche addetto ai lavori dovesse passare per di qui… noi siamo disponibili!
Infine il classico saluto a tutti quelli che da sempre ci sostengono e supportano ed un particolare ringraziamento al nostro fonico live Carol Chermaz, a Francesco Bardaro del TruckTerminal Studio, ai nostri fotografi Elena Venier ed il gruppo F.A.A. e, come ultimi ma non per importanza, a Christian Zacchigna e Gianni Visentin, rispettivamente bassista e tastierista che hanno partecipato alla registrazione dell’album.
Ovviamente un gran saluto a voi, grazie!

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