Intervista: Opera IX, un branco di lupi nel sacro bosco della vita


Attivi da oltre vent’anni gli Opera IX rappresentano una delle migliori realtà nel panorama del metal italiano.
Passione, grinta e forza di volontà hanno portato la band a comporre ben sei album in studio e tenere moltissimi live in giro per l’Italia: su tutti spicca la partecipazione al Rock Hard Festival del prossimo 15 settembre.
Ai microfoni di Therockblog abbiamo oggi Ossian, fondatore e chitarrista della band:

– Benvenuto su Therockblog Ossian, innanzitutto dicci 2 parole degli Opera IX.
Come è nata l’idea di formare una band?
Nel 1988 avevo molta voglia di esprimere artisticamente le emozioni e le senzazioni che mi stava dando la mia ricerca nel mondo dell’occulto, della stregoneria e della mitologia.
Al tempo avevo avuto degli imput dai classici del hard rock e dell’heavy metal…quindi decisi che costruire una metal band era il modo più esaustivo per manifestare quel tipo di esigenza artistica.
Parliamo subito del vostro ultimo lavoro intitolato “Strix Maledictae in Aeternum”, un album che ha riscontrato parecchio successo ma che ha anche diviso critica e fan.
Come lo avete vissuto e cosa lo differenzia dai precedenti lavori?
E come mai arriva dopo ben 8 anni dal precedente “Anphisbena”?
Fondamentalmente quest’ultimo lavoro è stato vissuto molto bene dalla band, era quello che volevamo e sinceramente preferiamo suonare quello che piace a noi e non quello che si aspetta la critica secondo le mode d’annata.
Le critiche sono state abbastanza positive, alcune esageratamente eccelse e altre esageratamente negative ma aggiungo che siamo rimasti abbastanza basiti da alcune di quest’ultime, in quanto sembravano redatte da giornalisti che non avevano la minima idea di chi fossero gli Opera IX, insomma dopo oltre 25 anni di esistenza ci sia spetta almeno che chi recensisce ti conosca e non scriva come se l’album fosse il prodotto di una new band e soprattutto ti paragoni con sufficenza a band che sono nate un decennio dopo Opera IX…… ma forse è pretendere troppo dalla scena metal di questi anni…
Il nuovo album arriva dopo otto anni perchè nel 2004 dopo l’uscita di “Anphisbena” siamo entrati gradualmente in uno stallo in quanto Avantgarde music, a distanza di qualche mese ci venne comunicato il termine del contratto e tra il dire ed il fare rimanemmo senza un adeguato supporto promozionale.
Nel 2006 Lunaris, nostro storico tastierista, lasciò la band per ritirarsi a vita privata: non nascondo che questa situazione minò abbastanza la situazione all’interno di tutta la band, in quanto dovemmo iniziare la ricerca di un degno sostituto optando alla fine per un session in quanto dopo averne introdotti un paio in formazione alla fine non riuscivano a soddisfarci appieno.
Nel frattempo abbiamo curato l’uscita di un paio di lavori in occasione dei venti anni di esistenza della band, pubblicando prima una ristampa dei primi demos in un cd dal titolo 90:92:93 The Early Chapters”, poi un DVD antologico dal titolo “Mythology XX Years of Witchcraft” e un triplo DVD che sublima tutta la nostra storia dal 1988 sino al 2008.
Infine molto tempo è stato speso per sistemare la nostra situazione contrattuale nei riguardi di una etichetta discografica che potesse valutare al 100% una band come gli Opera IX, non solo nel territorio italiano ma soprattutto all’estero dove riceviamo maggiori consensi ed echi di interesse.
Siamo entrati nel mio studio per iniziare a registrare alcuni brani ad uso promozionale ed anche in quel frangente abbiamo speso un paio di mesi, tra sperimentazioni e prove, e poi abbiamo iniziato la fatidica ricerca dell’etichetta discografica.
Nel giro di un paio di mesi abbiamo trovato l’olandese Displeased che si è dimostrata subito entusiasta e pronta alla produzione/pubblicazione, ma mentre stavamo ultimando alcune sessioni di registrazioni finali, ci ha notificato in maniera poco professionale che non avrebbe stampato più l’album e che avrebbe rescisso il contratto in quanto stava subendo un cambio di ragione sociale, questo naturalmente ci ha fatto perdere ben un anno in quanto abbiamo dovuto ricominciare da zero la nostra ricerca per la label.

– Siete da tempo una solida realtà nel panorama italiano del symphonic black ed i vostri 6 album in studio lo testimoniano.

Qual’è la vostra ricetta?
E cosa consiglieresti ad una giovane band agli inizi?

Credere fermamente in quello che si fa ed adottare la musica anche come stile di vita e non solo come maschera teatrale, insomma siamo dei non professionisti che si comportano da professionisti, questo è quello che consiglierei a tutte le band oltre ad essere autocritici ed originali.

– Avete ideologie personali?
Personalmente mi interesso molto di paganesimo nuovo ed antico ed insieme alla stregoneria sono le mie muse ispiratrici da sempre, sia per la musica che per la vita.

– Il 15 settembre suonerete al Rock Hard Festival, un evento importante che presenta un bill da far leccare i baffi a molti metallari.
Cosa vi aspettate da questa giornata?
Ci aspettiamo un grande festival anche perchè in quell’occasione gireremo un live ufficiale per un prossimo DVD e non possiamo permetterci che il festival sia sottotono, ma tutto dipende dai fans e dai promoters.

– Lo scorso 22 luglio siete stati headliner del festival Rock in Somma, quanto cambia la preparazione per uno show di punta da uno di “routine”?
Non intendo solo sull’esecuzione di una scaletta più lunga ma, ad esempio, c’è un’organizzazione differente?
Magari più curata?
Si assolutamente l’organizzazione deve essere più curata e tutto è direttamente proporzionale con i tempi di esibizione e soprattutto con le aspettative dei fans, ma personalmente mi sento di sottolinerare che l’impegno della band deve essere comunque costante sia che sia un grande festival sia che sia un live di routine.
Detto ciò è logico che ad un grande show possiamo permetterci di utilizzare maggiori dettagli per poter esprimerci al 100%, non solo musicalmente ma aggiungendo anche più teatralità all’esibizione.
Naturalmente tutto questo consta di un maggiore impiego di forze e tecnici.

– Una domanda per te Ossian, sei il fondatore e chitarrista della band.
Com’è avvenuta la tua formazione?
Sei un autodidatta o hai avuto un maestro?
Ho studiato teoria musicale e composizione con un maestro per diversi anni, poi come chitarrista sono completamente autodidatta.

– Siamo in fase di chiusura, ma prima un ultima cosa: quali sono i programmi futuri degli Opera IX?
Vi vedremo ancora sul palco quest’inverno?
Stiamo programmando alcune date sia in Italia che all’estero ma per ora nulla di confermato, lavoreremo in autunno ad un nuovo clip ed ad alcuni video live, tra cui quello del Rock Hard festival, comunque tutti gli aggiornamenti saranno pubblicati sui nostri canali www.operaix.it e www.facebook.com/officialoperaix.

– Grazie mille Ossian per il tuo tempo e un grosso in bocca per lo show al Rock Hard Festival
Grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso…..noi siamo lupi nel sacro bosco della vita!!!

 

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