Intervista: Nadiè, la Cara Rivoluzione avviene nella Praga tinta di Viola


Ai microfoni di Therockblog abbiamo oggi un ospite di eccezione, ovvero Giovanni Scuderi dei Nadiè.
La band di Catania, dopo averci proposto l’ascolto del loro album “Questo Giorno Il Prossimo Anno”, ha voluto spendere due parole con noi:

Benvenuti su Therockblog cari Nadiè, innanzitutto diteci 2 parole di voi.
Come è nata la band?
Il progetto nasce nel 2000 da un’idea di Giovanni, cantante e autore della band, nel lontano 2000. Negli anni i Nadiè hanno diviso il palco con artisti riconosciuti a livello nazionale come Max Gazzè, Tre allegri ragazzi morti, Giorgio Canali, Verdena, Interno 17 e molti altri..Incidono un singolo, Glicine, nel 2005 per la Lancelot Records di Torino e nel 2009 danno alle stampe il loro primo album autoprodotto, Questo giorno il prossimo anno, che vede la preziosa produzione artistica di Massimo Roccaforte, chitarrista storico di Carmen Consoli, già con Max Gazzè e Mario Venuti.

 

Parliamo subito del vostro album “Questo Giorno Il Prossimo Anno”, che ho avuto il piacere di recensire e che ho trovato ottimo.
E’ anche il vostro primo vero disco, come lo avete vissuto e da chi provengono le maggiori influenze?

Questo giorno il prossimo anno” è un vero e proprio meltin pot musicale, un miscuglio di stili e generi, di stati d’animo che si intrecciamo come un vortice di emozioni. É un disco vissuto, che rasenta sacrifici, soprattutto economici, visto che oggi pochi credono ancora nelle realtà indipendenti e non investono..in una parola, autoproduzione. Per quanto riguarda le influenze, quelle sono molteplici.. non ci piace l’idea di apparire appiattiti nei suoni e tanto meno nella produzione globale, bensì abbiamo voluto offrire un ventaglio di soluzioni sugli arrangimenti e sulla nomenclautura dei testi.

 

In “Questo Giorno Il Prossimo Anno” i testi non sono sicuramente lasciati al caso, anzi: essi riflettono stati d’animo e storie vissute dai membri della band.
L’esempio più lampante lo si trova in “Franti”, dove si narra di un bambino che dimostra il suo malessere nella scuola e che lancia messaggio di aiuto all’amico (“Franti”).
Ho interpretato bene il significato?
Questa esperienza  è stata vissuta da qualcuno di voi?

Il significato di “Franti” è molto più complicato di quanto si pensi.. Franti è il bambino cattivello del libro “cuore” di E. De amicis, a cui io sono legato particolarmente. In questo brano si racconta il male puro, quello che cova in un bambino, l’altra faccia della medaglia. Forse il brano più scuro dell’intero album dove si parla principalmente di suicidio e di rimpianti. Tra le frasi del testo si ritrova “la corda per appendermi” o “la corsa di un grilletto di pistola”. Sembrera strano ma anche i bambini hanno pensieri di questo tipo, proprio perchè puri, proprio perchè paradossalemente così vicini alla vita.

 

In “Roman Polański ” si capisce già dal titolo che il brano in questione prende spunto dall’omonimo regista: come mai la scelta di questa figura in una canzone?

Roman Polaski è sicuramente tra i miei registi preferiti.. premesso questo, il brano non è una dedica al regista polacco, seppur vi rientra trasversalmente, direi più è una preghiera impietosa di un eroe decadente dei giorni nostri, che sperpera la propria vita – “il tuo tempo è stato un spreco di vita” – tra i miraggi della materialità e dei finti applausi privi di memoria storica.

 

 

Cambiamo un po’ discorso, come operate in fase compositiva?
Un’unica persona si occupa di tutto (testi, arrangiamenti…) o ognuno fa la sua parte?

La fase compositiva è affidata a me, Giovanni, curando alle origini i testi e le musiche di base. Successivamente tutto si evolve in sala prove, negli arrangiamenti, dove ognuno di noi, con la propria esperienza, riesce a donare quel tocco personale che poi si trasforma nel suono tipico dei Nadiè. A ciò si associa una pre-produzione, curata insieme al produttore artistico Massimo Roccaforte che centellina ogni passo su ogni brano. L’unione dei due fattori ha prodotto il disco che hai recensito.

 

 

Per quanto riguarda il titolo dell’album, cosa ci potete dire?

 

Il titolo dell’album è ripreso da un brano dei Karate, una delle band indipendenti più importanti della scena slowcore americana.. Ricordo ad un loro concerto che il brano in questione mi colpì molto a tal punto da candidarlo come possibile papabile. Oggi è realtà.

Questo giorno il prossimo anno è un titolo che dà un’idea temporale, un continuo movimento come la nostra esistenza sempre soggetta a cambiamenti e mutevoli emozioni.

 

Tornando a parlare dei testi non ho apprezzato i passi finali di “Praga”, dove si sente chiaramente un’offesa contro Dio.
Premettendo che potrei aver frainteso il significato, cosa potete dire a riguardo?

 

Praga è un brano cattivo, al vetriolo direi, un testo memorabile e teso.

Non amo generalmente parlare dei testi che scrivo, altresì direi che il titano di Praga non ha paura del Dio che giudica, un Dio che lo ha voluto come io lo descrivo, secondo i suoi “schemi” e la “regia credente”. Un titano coerente con se stesso fino alla fine, “io sono morto e non ho paura”.

Sono felice che non ti piaccia, chiaramente ho raggiunto il mio scopo.

 

Avete all’attivo diversi show dal vivo e, alcuni dei quali, vi hanno visto su palchi importanti a fianco di artisti del calibro di Max Gazzè, Tre Allegri Ragazzi Morti e Linea 77.

Come vi preparate prima prima di andare in scena?
Avete qualche rito, qualche gesto scaramantico?
Ma soprattutto, cosa provate quando suonate davanti ai vostri fan?

 

Beh, direi che dietro le quinte, siamo un po’ scalmanati, sempre…in continuo movimento.. tra strumenti da preparare e da accordare. In realtà, non esiste un vero e proprio gesto scaramantico, cerchiamo di improvvisare sul momento. I nostri fan sono sempre molto calorosi e attenti a ciò che suoniamo e che dico al microfono all’interno dei miei testi. Credo che in questo ci possiamo ritenere molto fortunati.

 

Quanto conta per voi essere amici all’interno della band?

L’amicizia è un valore che poniamo sopra ogni cosa.. Prima di essere musicisti siamo amici, i quali condividono una scelta di vita e un’opportunità. Questo è uno dei punti di forza dei Nadiè.

 

Siamo in fase di chiusura, volete dirci un po’ i vostri imminenti programmi?
Ho letto di un tour e di un nuovo album nel 2012.

 

Gli impegni sono molteplici. Te li elenco:

Finalisti Premio Poggio Bustone (premio Lucio Battisti)

Finalisti al concorso “Il rock è tratto”

Finalisti a Rumore Pop Contest

Finalisti a Sotterranea 2011 (premio creatività) e altri ancora in fase di svolgimento..

Per quanto riguarda il disco, c’è la volontà di firmare un nuovo capitolo della discografia dei Nadiè, nel 2012..non prima però di aver realizzato un videoclip promozionale. Questo giorno il prossimo anno, probabilmente saremo già in studio.

 

 

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