Intervista: Giacobs, un po’ cantautore, un po’ poeta


Si sa, i cantautori sono una categoria di artisti unica.
Spesso li definiamo strani per la loro visione del mondo, per le idee troppo al di fuori del quotidiano ma, alla fine, sono sempre in grado di farci sognare e regalare emozioni uniche.
In occasione dell’uscita del nuovo album “Bastava Essere Felici” abbiamo raggiunto Federico Giacobbe (in arte Giacobs) per un’intervista, ecco cosa ne è venuto fuori:
– Benvenuto su Therockblog caro Federico, innanzitutto dicci due parole su di te.
Quando è iniziata la tua passione per la musica?
E da cosa deriva il tuo alias?
Ti ringrazio molto per me è un piacere ed un onore.
La mia passione per la musica nasce in piena adolescenza quando si girava con le prime compagnie e si seguivano dei modelli nel vestirsi nel parlare, negli atteggiamenti e nei gusti, è li che ho iniziato a capire che forse esisteva qualcosa di più, l’unicità dell’individuo e che valeva la pena fermarsi e ricercarla a costo di navigare controcorrente.
Così scopro la forza della musica e di autori come Fabrizio De Andrè le cui parole avevano lo stesso impatto di un azione violenta fatta da uno di noi bulletti ribelli da strada che in fondo cercavamo solo un modo forte di comunicare.

– Parliamo subito del tuo nuovo album “Bastava Essere Felici”, che abbiamo da poco recensito.
Si tratta di un disco cantautoriale distante da quello che si sente quotidianamente, interamente suonato con chitarra acustica e dotato di una maturità assai rara di questi tempi.
Non nascondiamo che ci è voluto un lungo ascolto per coglierne il suo intero valore.
Sei soddisfatto del tuo lavoro?
Da dove nasce l’idea di usare un solo strumento?
E qual’è il tuo scopo nella musica?
Soddisfatto è una parola grossa, non lo sono mai del tutto, sicuramente lo sono per la coerenza che ho avuto con me stesso nel portare avanti un progetto senza pensare ai risultati commerciali.
La scelta di “spogliarsi” completamente da tutto e usare solo la chitarra acustica è arrivata abbastanza naturalmente dopo aver immaginato tante volte i pezzi arrangiati in qualunque maniera guadagnare probabilmente in bellezza tecnica ma perdere la loro reale essenza, così ho deciso di assecondare quest’ultima scoprendo di trovarmi molto a mio agio, del resto se la devo mettere sul messaggio che arriva violento e gridato ho perso in partenza poiché non è il mio territorio.

– Il tuo punto di forza sono sicuramente i testi e la visione personale che imprimi in essi.
A testimoniare tutto ciò sono stati, a nostro avviso, tre brani in particolare: la “Title track”, in “Macerie” e in “L’Uomo del Luogo Comune”.
Puoi parlarci un po’ di come sono stati concepiti?
Si sicuramente sono i testi e questo deriva proprio dalla “folgorazione” iniziale per la musica che come ti ho raccontato all’inizio è avvenuta sopratutto per la potenza delle parole, il resto viene da se sono dei vestiti che si scelgono da soli.
Effettivamente nei tre brani che hai sottolineato ci sono un po’ tutti i miei ingredienti, l’ironia pungente in “Bastava essere felici”, la necessità di fermarsi e capire in “Macerie” e la voglia di non arrendersi e cambiare le cose in “L’uomo del luogo comune”.

– Sei cantautore e, per certi versi, anche poeta: dove trovano fondamento le tue influenze musicali?
Hai qualche artista di riferimento?
Si che poi le due figure non sono a mio modo di vedere troppo distanti, spesso molti si vergognano nel dire di aver scritto delle poesie ma troppo pochi non si vergognano nel dire di aver scritto delle canzoni….comunque provengo sicuramente dalla scuola dei grandi autori Italiani come il già citato De Andrè, Rino Gaetano, Battiato, De Gregori ma adoro anche Nick Drake, Beck, i Radiohead, la musica classica e la musica etnica.

– Cambiamo discorso e focalizziamo l’attenzione sugli show dal vivo.
Come ti prepari prima di andare in scena? Hai qualche rito o gesto scaramantico?
E quali sono i tuoi programmi futuri in fase live ?
In realtà non sono ciò che si può definire un “animale da palcoscenico”… sono molto timido e mi imbarazza sempre stare su di un palco forse anche perché credo molto nella responsabilità della musica e mi chiedo sempre se sono degno di poter stare davanti ad un pubblico a raccontargli ciò che penso.
Le prossime date saranno il 30 marzo al “Lab” di Torino ospite di “Mao” al “Salotto live”, il 26 aprile a Milano al “Circolo Metissage”, il 26 maggio a Genova al Palasport per il “F.i.m”, il 29 maggio ad Imperia all’ “Arci Camalli”.
Per rimanere aggiornati invito comunque a visionare il mio sito www.giacobs.it.
approfitto anche per ricordare che l’album è disponibile nei migliori digital store quindi i vari Itunes, Amazon, Google Play, Deezer, Spotify… a soli 5 euro.

– Il nostro tempo purtroppo è finito.
Prima di chiudere vogliamo lasciarti uno spazio libero per una dedica, un pensiero o un saluto particolare.
Dedico lo spazio che mi date alle persone coerenti e a chi crede che una cosa bella meriti di diventare famosa e non che una cosa famosa meriti di essere considerata bella.
Grazie un abbraccio e un caro saluto.

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