Intervista: Fire & Ice, quando la voglia di suonare è più importante di tutto


I Fire&Ice sono una band hardcore americana affermatasi negli ultimi anni nella scena punk statunitense.
Il loro ultimo lavoro “Not of This Earth” ha riscosso un successo invidiabile tanto da portarli a suonare nell’appuntamento più importante del denso e prestigioso calendario hardcore americano: il Black N’ Blue Bowl a New York.
Dal nostro inviato ATA ecco quanto è scaturito:
ATA:
Bene ragazzi, eccoci finalmente.
Vorrei iniziare quest’intervista chiedendovi qualcosa riguardo il gruppo in generale.
Come è iniziata questa storia?
Inoltre, chi sono i membri dei “Fire & Ice”?
Parlatemi un po’ di voi

F&I:
Il progetto “Fire & Ice” nasce dalle ceneri del mio precedente gruppo, gli “Iron Boots”, fra i cui componenti c’era anche Dave.
Sentivamo di aver ancora molta strada davanti a noi, altri pezzi da scrivere: non poteva semplicemente finire qui, capisci?
Personalmente avevo intenzione di provare qualcosa di nuovo quindi ho contattato il mio amico Groater, all’epoca membro dei Down To Nothing, e abbiamo iniziato a tirare giù quello che ci passava per la testa.
L’impegno con i Down To Nothing, però, pesava molto sulle nostre prove; essendo anche lui compositore risultava molto difficile concentrare le attenzioni sui nostri pezzi, specie nei periodi in cui era in tour.
Ad un certo punto la svolta.
Groater, durante un tour mondiale dei DTN, decide di rompere con i ragazzi a causa dei suoi vizi (alcol e “fumo”) che rovinavano le performance live della band.
Non so dirti se sia stato positivo o negativo, fatto stà che da lì a poco abbiamo iniziato a provare in maniera continuativa, partorendo anche qualche riff interessante, la sua attenzione era ormai nostra.
Presto avevamo già il necessario per registrare un LP.
Abbiamo registrato tutto ciò che poteva avere una parvenza di ‘traccia’.
Poco dopo però, sempre per problemi di side projects, abbiamo dovuto cambiare bassista. Siamo riusciti a reclutare Mark dei “Junk Yard Dogs”, un basso che calzava alle perfezione nel nostro sound.
Mark è stata una bella sorpresa, ha portato energie fresche e un bel po’ di idee interessanti nel gruppo.
Non abbiamo iniziato con nessun tipo di obiettivi, volevamo semplicemente scrivere del buon hardcore, spaccare tutto ai concerti, visitare posti nuovi e stringere amicizie con altri hardcore fans come noi.
Direi che, per ora, lo stiamo facendo alla grande.

ATA:
Negli ultimi anni avete trovato un sound potente e dinamico, sound di cui necessita una hardcore band che ha intenzione fare strada.
Sulla vostra pagina facebook avete riempito lo spazio riguardante le band a cui vi ispirate: credete che il sound di queste band abbia contribuire a formare il vostro?
Inoltre vorrei che deste qualche consiglio ai nostri lettori musicisti per aiutarli ad addentrarsi coscientemente in questa jungla musicale.
La maggior parte delle volte la gente è convinta che tirare su una band hardcore significhi semplicemente urlare, suonare power chords senza una briciola di passione, condendo il tutto con testi senza il minimo senso: spiegategli che non è così!

F&I:
Assolutamente Ata, NON E’ COSI!
Sicuramente l’influenza di queste band ha un notevole peso nel nostro background musicale, penso che sia giusto essere influenzati, tuttavia, da un ampio ventaglio di stili.
Piuttosto che concentrarsi troppo sulle dinamiche del sound, trovo che sia importante avere le idee chiare sul motivo che sta spingendo la band a comporre quella determinata canzone: ogni membro deve essere sulla stessa lunghezza d’onda, solo così si crea qualcosa di sensato e compatto.
Sono convinto che sia più importante seguire un sentimento più che la smania di trovare il proprio sound a tutti i costi.
Cerco sempre di concentrarmi su questo mentre compongo – se la motivazione è reale il sound verrà di conseguenza.
Un po’ come se fosse la tua stessa creazione a doverti ispirare, capisci?

ATA:
Ora ho una domanda per Dave: quali sono le motivazioni che ti spingono a scrivere i testi?
Cosa ti ispira quando sei davanti ad un foglio?
Inoltre, qual è il significato del titolo dell’ultimo album “I’m not of this earth”?

F&I:
Beh, diciamo che i testi sono la normale prosecuzione di tutto ciò che mi passa per la testa.
Qualsiasi evento nella vita, positivo o negativo che sia, lascia un segno.
Ma non vorrei essere troppo scontato perciò mi fermo qua.
“I’m not of this earth” può assorbire qualunque significato tu gli voglia dare.
Se pensi che si tratti di alieni, beh, puoi anche leggerla in questa chiave.
Se invece pensi che significhi non sentirsi parte di questo grande palcoscenico all’interno del quale ci troviamo, forse hai trovato la risposta adatta.

ATA:
Negli ultimi due anni avete registrato ben due abum: “Collections” e “Not of This Earth”.
E’ semplicemente impressionante in quanto un album, solitamente, necessita di qualche anno per essere concepito, provato e registrato a dovere: potete spiegarci cosa può cambiare in una band in un periodo così breve?

F&I:
Non vorrei far crollare queste certezze Ata, ma non è andata proprio così.
“Collections” è il nostro primo 7”, nel quale riassumiamo i lavori di “Gods & Devils” e “Grim”, con l’aggiunta di un pezzo tratto da “Americas Hardcore Compilation”.
Tutto è iniziato cazzeggiando, volevamo scrivere un po’ di pezzi per un nuovo LP appena finiti i nostri 7”.
Alcuni pezzi di “Not of This Earth” sono stati scritti finite le registrazioni dei due 7”.
Perciò non si tratta affatto di un “album del giorno dopo”.
Penso che l’impegno che abbiamo messo in “Not of This Earth” sia sensibile ai più.
La produzione dell’album è toccata ad AJ Novello, noi non saremmo mai riusciti a fare un lavoro del genere da soli.
Credo che se Novello abbia visto qualcosa in noi, abbastanza da spingerlo a mettere il suo nome in calce al lavoro, significhi davvero tanto e ne siamo infinitamente orgogliosi.

ATA:
Ritorniamo al vostro stile: ascoltando tracce del tipo “Breath” o “Vices” si potrebbe dire che gruppi come i Madball siano il vostro pane quotidiano, ma che allo stesso tempo il vostro cantato provenga da una realtò più recente, una new school di cui fanno parte gruppi come Champion, Have Heart ecc. Diciamo quindi che il vostro stile è piuttosto interessante, non è facile trovare passato e presente in un solo mix.
Sbaglio se dico questo?

F&I:
Beh, ovviamente ci ispiriamo anche a band della scorsa generazione ma restiamo pur sempre una band degli anni duemila.
Credo che ad ogni modo sia doveroso rispettare chi ti ha preceduto, qualsiasi sentiero tu stia percorrendo.
Quelle band, senza dubbio, sono state le prime a scolpire la mia sconfinata passione per l’hardcore punk e per la musica in generale.
Adoro mischiare stili diversi per creare roba nuova.
Adoro anche tutto ciò che ha un groove prepotente ma che mantenga il tono aggressivo di un 4/4 tirato per bene.
L’aspetto positivo è che stiamo diventando davvero ciò che volevamo e sentirci definire dai fan “unici” ci riempie di orgoglio.

ATA:
Bene, ora parliamo un po’ dell’esperienza al BLACK N’ BLUE BOWL.
Questo palco è sicuramente un’enorme opportunità per ragazzi giovani come voi: cosa significa vedere il Black n’ Blue dalla parte dello stage?
Parlatemi di questa esperienza, citando magari qualcosa che vi è rimasta impresso.

F&I:
Il Black n’ Blue è stata senza dubbio un’esperienza sensazionale.
E’, come dici tu, un’ottima piattaforma di lancio per band poco conosciute come noi.
Personalmente suonare agli eventi non mi rende nervoso, riesco sempre a dominare l’ansia: il BnB da questo punto di vista mi ha sovrastato, rendendomi decisamente agitato nel backstage.
A suggestionare ulteriormente è il valore storico che conserva questo palco, si tratta infatti di un concerto con alle spalle una lunga storia, in una location importantissima: il Ritz.
Sono cresciuto guardando i video girati in quel posto, suonare lì è stato davvero incredibile.
Abbiamo assistito al soundcheck dei Judge nei giorni precedenti, un momento che difficilmente dimenticherò.
Se ti giravi intorno non trovavi nessuno che non pensasse la stessa cosa: “Che c**zo di figata…”

ATA:
Mi riallaccio ai Judge per la prossima domanda.
Loro, i Madball e i Kill Your Idols erano già band affermate quando avete iniziato a suonare, sono sicuro che, come si intuisce dalle tue parole, li ammirate come dei maestri da cui trarre ispirazione, tuttavia vorrei chiedervi: aver raggiunto un livello così alto in tempi brevi non vi spinge a mirare al sorpasso?
Tutto ciò crea una sorta di competizione secondo voi?

F&I:
Uhhh, è difficile rispondere. Madball e Judge hanno spianato la strada a molte band, soprattutto i primi.
E’ davvero difficile raggiungere certi livelli di notorietà, soprattutto è difficile per noi fare in modo che ciò avvenga: non siamo nella situazione di poterci permettere estenuanti tour mondiali e mancare per così tanto tempo da casa.
Magari può essere un’ambizione futura, ovviamente lo sarà, ma sicuramente non è una strada da intraprendere al momento.

ATA:
Concludo chiedendovi quali sono gli obiettivi che intendete finalizzare in un futuro prossimo.
Inoltre, siete soddisfatti della situazione attuale o credete che ci sia ancora spazio per dei miglioramenti?

F&I:
Abbiamo già ripreso a scrivere nuove tracce, Groater è ritornato da poco nella band in seguito ad un breve stop ma abbiamo già tirato fuori qualcosa di interessante.
Ultimamente siamo in contatto con i “The Beautiful Ones” per registrare uno split con loro: verrà fuori una bomba te l’assicuro!
Parallelamente stiamo lavorando anche ad un nuovo LP.
Sono sicuro che molto altro debba essere migliorato, siamo in continua ricerca di qualcosa di realmente nuovo.
Credo che la nota positiva finora sia l’aver materializzato una solida base, musicale e d’immagine, su cui creare un progetto sensato e longevo.

ATA:
Direi che abbiamo terminato.
Che dire, spero un giorno di vedervi insieme ai Madball a Torino o magari a Milano, chi lo sa.
Grazie per la disponibilità ragazzi!
Best

F&I:
Oh sarebbe grandioso suonare per il pubblico italiano, adoriamo il vostro paese!
Poi con i Madball sarebbe davvero pazzesco.
A presto Italia!
ATA intervista i “FIRE & ICE”.
Federico Musso – @ATAvox – atasonair@gmail.com

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