Intervista: Davide Tosello, un Cantautore dalla vena rock


In occasione dell’uscita dell’EP “Silenziosamente” abbiamo raggiunto Davide Tosello per un’intervista.
Di seguito potete vedere com’è andata:
– Benvenuto su Therockblog caro Davide, innanzitutto dicci due parole su di te.
Quando è iniziata la tua passione per la musica?
Ciao Stefano, la mia passione per la musica è iniziata fin da bambino.
Mia mamma faceva sempre suonare in casa dischi dei Beatles, De André e Battisti.
Oltre alla curiosità ne restavo rapito e cercavo continuamente di imitarli.
Quindi organizzavo sempre dei “mini” concertini in casa per la famiglia, che terminavano con grandi applausi.

– Parliamo subito del tuo EP “Silenziosamente”, che abbiamo da poco recensito.
Come sei arrivato alle 9 tracce registrate?
E quant’è durata la sua stesura?
“Silenziosamente” nasce da un’idea, un progetto intrapreso inizialmente otto anni fa ma poi stoppato per varie ragioni.
Dopo anni di diverse esperienze da cantante di band locali, ho deciso di riprendere in mano la situazione e di uscire con un lavoro da solista che potesse in qualche maniera tirare fuori quella che è la mia vera essenza.
Nelle tracce del disco ho cercato di unire semplicità, immediatezza ed evocazione cercando un mio stile ed una mia dimensione.
La maggior parte delle tracce del EP sono state composte nell’arco di questi ultimi 2 anni tranne la “title track” che fu composta appunto
otto anni fa.

– Tra i migliori pezzi sicuramente troviamo la title track e “Non Avere più Tempo”; in particolare ci è piaciuto il duetto con Giada Cognein: cosa avete provato  mentre registravate il brano?
“Non avere più tempo” è forse il brano più impegnato e complesso del disco.
Quando l’ho composto ho subito immaginato una voce femminile che potesse in qualche maniera sottolineare la dolcezza e l’intensità delle parole. Collaborare con Giada è stata un’esperienza meravigliosa, durante la registrazione si è subito creata la giusta alchimia che ci ha permesso di impreziosire la canzone.

– Una menzione speciale però va fatta per “Un Concetto Perfetto”, brano che noi di Therockblog abbiamo ascoltato all’infinito.
Ha un significato particolare per te?
E quali sono per te i prezzi più riusciti?
“Un Concetto Perfetto” è una canzone di grande significato ed è stata scritta insieme al chitarrista Luca Consonni.
Inizialmente il senso del brano doveva essere un altro.
Infatti scrissi un testo molto simile che trattava il tema dell’Alzheimer.
Poi, insieme a Luca, fu rivisto e modificato in parte per prendere un’altra “strada”.
Il nuovo testo quindi fu scritto per un amico del chitarrista, scomparso qualche anno fa.
Tra i brani più riusciti aggiungo anche “L’ultimo bacio dell’alba” , che parla dell’attentato dell’11 settembre visto dagli occhi di una giovane
ragazza… sono molto legato a questa canzone sia per la musica che per il testo.

– La tua musica spazia dal folk al rock ed i testi, totalmente autoprodotti, sono probabilmente la parte più importante.
Vuoi parlarci un po’ di come lavori sulle tue lyrics e da quali artisti ti senti influenzato?
Sono una persona che osserva e si guarda molto intorno.
Studio le persone, i comportamenti, i modi di fare e mi piace metterlo in musica.
A volte le canzoni nascono da una parola, da un accordo oppure da un’immagine e i testi scorrono e mi portano ad avere un’idea di una musica.
Ritengo che non ci sia una regola precisa per la stesura di un brano e credo fortemente nella musicalità delle parole che non deve per forza costituire una rima forzata o un’assonanza.
Più che di influenze artistiche preferisco parlare di passioni.
Sono cresciuto nel periodo musicale anni ’90, che ha visto dare alla luce movimenti importanti.
Adoro moltissimo J. Buckley, per la sua voce e capacità compositiva e sono un amante di Patti Smith, dei Radiohead e dei R.E.M.
Per quanto concerne la scena rock italiana, ascolto molto gli Afterhours, Cristina Donà e Carmen Consoli.

– Ti sei servito dei Kedivé per gli arrangiamenti: puoi spiegarci meglio di che genere di collaborazione si tratta?
I Kedivè sono stati fondamentali per gli arrangiamenti delle canzoni.
Quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, avevo già le idee chiare e loro sono riusciti a rispettare al meglio le mie esigenze.
Si tratta di una grandissima collaborazione in quanto oltre ad essere bravissimi musicisti, sono anche degli amici molto speciali.

– Cambiamo discorso e focalizziamo l’attenzione sugli show dal vivo.
Come ti prepari prima di andare in scena? Hai qualche rito o gesto scaramantico?
E quali sono i tuoi programmi futuri in fase live ?
Ahhh prima di andare in scena, generalmente, sono molto agitato.
Durante il giorno cerco di “coccolarmi” e di passare le ore prima del concerto in pieno relax. Prima del live poi mi piace stare una mezz’ora da solo, per sgomberare la testa dai troppi pensieri.
Non sono una persona che ama fare troppi programmi, cerco di vivere questo momento in piena armonia senza pensare troppo al futuro.
Certamente ho intenzione di suonare il più possibile soprattutto fuori dalla mia regione e di far ascoltare la mia musica ad un pubblico sempre più differente.
Mi piacerebbe tantissimo partecipare ad eventi e a festival indipendenti importanti e magari poter suonare al fianco di grandi artisti.

– Siamo in fase di chiusura ma, prima di chiudere, vorremo lasciarti un breve spazio per una dedica o un saluto particolare.
Ringrazio veramente tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita del mio EP.
Il disco però lo voglio dedicare in particolare a mia figlia Elisa, che mi ha dato le giuste vibrazioni per realizzare al meglio questo progetto.
grazie.

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