Intervista: Bluerose, anche gli angeli cadono sulla terra


I Bluerose, band italiano dedita ad un hard rock di stampo melodica, ce l’ha fatta: con il debutoo “Fallen From Heaven” la band triestina ha saputo ritagliarsi i giusti meriti dalla critica che non ha esitato a definirli la rivelazione dell’anno.
Abbiamo dunque colto l’occasione per scambiare quattro chiacchere con il cantante Riccardo Scaramelli:
– Benvenuto su Therockblog Riccardo, innanzitutto dicci 2 parole dei Bluerose.
Come è nata l’idea di formare una rockband?
I Bluerose nascono nel 2006 come principalmente gruppo cover con pochi brani inediti, per poi trasformarsi nel corso del tempo in varie formazioni dalla più classica: voce, chitarra, tastiere, basso e batteria fino ad avere anche due chitarristi/cantanti, per poi arrivare ad oggi con me (voce), G.Sorano (Chitarra), S.Canalaz (chitarra), G.Lucchese (basso) e C.Primosi (Batteria), gruppo con il quale attualmente stiamo portando avanti il progetto Live e Studio.
Per quanto riguarda l’idea, in realtà parlando personalmente avrei dovuto fare il cestista, ma la fortuna ha voluto che per due anni di seguito rimasi infortunato, periodo nel quale ripresi le lezioni di pianoforte e ricominciai a suonare, l’intenzione poi di formare un gruppo incominciò poco dopo, partendo dai primi tentativi ai tempi della scuola fino all’ iniziativa di creare una propria realtà musicale; dando inizio così alla nostra avventura e alla ricerca degli elementi per formare la band. Ho iniziato facendo il tastierista per vari gruppi pop e disco, per poi nel tempo diventare chitarrista e cantante; tutte queste esperienze mi hanno dato la possibilità di conoscere svariati musicisti e diversi generi musicali, dai quali ho acquisito la vena rock che ancora oggi scorre nel sangue delle canzoni ‘Bluerose’, devo sicuramente ringraziare anche la mia prima fidanzata appassionata di musica rock che per la prima volta mi fece ascoltare un assolo di chitarra elettrica, strumento che all’epoca ignoravo totalmente, che invece poi si è rivelato una vera e propria passione. La sorte ha voluto anche che a casa nostra ci fosse una bella e mitica cantina, la quale ha avuto innumerevoli variazioni di forme, per diventare ad oggi il nostro studio principale. Quindi probabilmente il tutto non è partito da un’idea, ma forse sono stati gli eventi che mi hanno aiutato a creare e volere una rock-band.
– Parliamo subito del vostro nuovo lavoro intitolato “Fallen From Heaven”, un album che ho apprezzato tantissimo e che presenta un hard rock melodico di notevole qualità.
Per i Bluerose rappresenta il debutto discografico, puoi raccontarci un po’ com’è stato incidere un disco?
E com’è nata l’idea di un concept sulla storia dell’angelo bluerose?
Per noi incidere e scrivere un album è il massimo dei divertimenti, poi ci sono stati ovviamente intoppi e diversi problemi nelle parti più tecniche dell’audio in generale, ma tutto è stato una grande esperienza da ogni punto di vista, un’avventura che ci ha fatto crescere molto, e soprattutto un lavoro che ha unito un gruppo di persone a mio avviso favoloso, con le quali speriamo di portare a termine molti altri progetti ancora.
Il concept nasce proprio dal nome del gruppo ‘Bluerose’, nome di un angelo cacciato dal Paradiso accusato di diffondere la musica rock, da questo nasce tutta la storia dell’angelo caduto, e tutti i percorsi dei sentimenti che i brani dell’album raccontano musicalmente e testualmente.
Per noi creare un’album significa molto più che scrivere semplici canzoni e sceglierne la giusta sequenza, un’album deve essere letto come un vero e proprio libro, dove il lettore può immergersi e immedesimarsi nella propria storia attraverso i vari capitoli, quindi la volontà di creare un concepì nasce da questo nostro modo di vedere e concepire la musica.
– Tra i migliori brani si posso sicuramente citare la title track, “Wasted”, “Rock On” e la mia preferita “Power”.
Quali sono i pezzi che più ti piacciono?
Sinceramente non ho preferenze tra i brani ma parlando dal punto di vista della personalità, mi ritrovo molto come dici tu in: ‘Wasted’, ‘Rock on’ e ‘Power’ triade di canzoni che porta un grosso e anche unico significato: mai mollare le aspettative e cercare di raggiungere sempre i propri obbiettivi rimanendo consapevoli che nel bene o nel male tutti hanno forza per potercela fare. Dal vivo sicuramente sento molto la stessa ‘rock on’, ‘Born to be in love’ e una versione che facciamo in acustico di ‘No  more lies’.
–  Come operate in fase compositiva?
Un’unica persona si occupa di tutto (testi, arrangiamenti…) o ognuno fa la sua parte?
C’è un leader?
La parte compositiva di ‘Fallen from Heaven’ è stata scritta completamente da me con l’aiuto di  C.Primosi per quanto riguarda le parti ritmiche, in generale comunque ognuno ha messo del suo in tutto il lavoro senza troppi limiti, ultimamente con l’entrata di S.Canalaz abbiamo cominciato una vera e propria collaborazione tra stesura dei brani e composizione, poi per quanto riguarda arricchimenti e arrangiamenti tutti portano diversi consigli e soluzioni per poter ottenere risultati migliori, devo dire che al momento abbiamo trovato un’ottima formula con la quale riusciamo a tirar fuori il meglio da ogni elemento della band,  con la velocità di G.Soranno e le idee di G.Lucchese, le frasi di S.Canalaz  la sonorità dei brani acquisisce ancora una certa originalità.
Il frontman della situazione sarei io ma il vero leader del gruppo è l’insieme che ci amalgama,  cerchiamo sempre di prendere decisioni comuni senza che nessuno le imponga sugli altri, una specie di ‘tavola rotonda’.

 

 

 

– Navigando sul vostro sito internet ho notato che sei l’unico componente non nato in Italia.
La tua formazione rock è iniziata a Maracay in Venezuela?
Purtroppo sono arrivato in Italia quando avevo solo tre anni, ma magari scorreva già qualcosa nelle vene, e come dicevo prima devo sicuramente ringraziare la mia prima fidanzata e tutte le persone che nel percorso musicale mi hanno portato a suonare un genere che apprezzerò per il resto della vita, regalandomi una passione immensa: la musica.
– Cambiamo un po’ discorso e parliamo dei vostri show dal vivo: innanzitutto come vi preparate prima di andare in scena?
Avete qualche rito, qualche gesto scaramantico?
E quali sono i vostri programmi in fase live ?
Per i nostri show dal vivo stiamo ancora investendo per riuscire a creare diverse atmosfere con soliti effetti luce fumo ecc, speriamo con il tempo di creare anche qualche scenografia sul tema, di solito la prima fase prima di salire sul palco è la preparazione c’è chi suona chi si porta la fidanzata, chi medita, poi ovviamente come ogni band abbiamo i nostri gesti scaramantici qualcuno indossa qualche cimelio della sala o li scambiamo. Nel programma Live la band propone al momento diverse situazioni derivanti dal luogo e l’occasione dell’avvenimento, facciamo molti riarrangiamenti dei nostri brani, proponiamo anche nuovi brani e qualche cover quando l’ambiente lo richiede sempre in stile rock ‘Bluerose’, non mancano anche pezzi acustici o di atmosfera.
– Siamo in fase di chiusura, vuoi fare qualche dedica?
Grazie dell’intervista e grazie a tutti i nostri amici che ci aiutano e sostengono il progetto in particolare al nostro fotografo S.Pregarc (al quale magari faccio un’po di pubblicita http://www.photographarte.com/), ricordo anche a tutti che la band è in fase di lavoro per il secondo album in uscita nel 2012; ‘Dearkness & light’ il titolo progetto, che sicuramente non deluderà i fans del primo lavoro e si promette di essere ancora più elaborato e ricco di musica heavy-rock. Ciao a tutti e ancora grazie.

 

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