Intervista ai Dream Theater: Tutti i Retroscena su Mike Portnoy


Come ormai ben sappiamo i Dream Theater hanno annunciato Mike Mangini come nuovo batterista, il quale prende il posto dello storico Mike Portnoy.
Therockblog ha di seguito tradotto per voi l’intervista fatta da Musicradar.com alla band, riguardo tutti i retroscena della dipartita di Portnoy:

MusicRadar.com: tutti avete dei progetti esterni ai Dream Theater, ma cos’avete pensato quando Mike ha cominciato ad avere rapporti con gli Avenged Sevenfold?
Avete pensato che potesse stare lontano per troppo tempo?

Rudess: c’erano un sacco di sentimenti diversi dentro alla band riguardo i piani di Mike.
Le discussioni infatti non sono mancate ma il mio pensiero iniziale fu ‘Wow, è una grande opportunità quella di suonare con i Sevenfold: quando tornerà nei Theater sarà seguito da molti nuovi fan’.

MusicRadar.com: John, tu invece hai avuti più problemi a riguardo…

Petrucci: si, non lo posso negare.
Subito quando mi annunciò di andare a suonare con i Sevenfold pensai che fosse una cosa positiva per Mike, ma poi lui ha detto di voler andare in tour con loro.
Io gli ho detto: ‘Mike, non è una buona idea partire per un tour…’ e da qui son cominciate delle conversazioni intense.
Come ben sai, non posso controllare quello che fanno gli altri e la decisione di andare in tour con i Sevenfold è stata sua.
Tutti abbiamo dei progetti esterni, ma suonare con un’altra band per aggregarsi successivamente al tour è un altro discorso, ho pensato che si stesse infognando in acque pericolose.

MusicRadar.com: partì dunque con i Sevenfold ma a dicembre, quando ormai era chiaro come non si trovasse in quella band, è tornato chiedendo di poter riprendere con voi.

Rudess: è stato un periodo duro, per farti capire ricordo che quando ho ricevuto la sua telefonata ho capito che lo stavamo perdendo e mi son seduto sui gradini del mio studio per piangere.
Si tratta di un mio amico che amo e ammiro, come potevo rimanere impassibile?
Purtroppo fa parte del gioco, il business è spietato e abbiamo cominciato a valutare la possibilità del nuovo batterista.
Ma all’inizio è stato molto difficile prendere questa decisione: come fai a portare dentro alla band un ragazzo nuovo che sostituisca un membro storico che da sempre ha suonato qui?

Petrucci: anche se eravamo tutti scossi e in uno stato di confusione, sapevamo di dover andare avanti.
E’ stato come in un funerale, dopo la morte ed i pianti cominci subito con l’organizzare il funerale.

MusicRadar.com: ma Mike ancora ha chiesto di poter tornare…

Rudess: si, ma ormai avevamo preso una strada: eravamo convinti di andare avanti con un nuovo batterista.
Non potevamo più tornare indietro, abbiamo cominciato a contattare i batteristi e fissare i provini, i quali hanno dato vita al documentario “The Spirit Carries On”: per fortuna abbiamo trovato un ragazzo eccezionale come Mike Mangini.
Ricordo che dopo il suo provino tutti noi abbiamo detto ‘Oh mio Dio, questo ragazzo è eccezionale. Come faranno gli altri a tenergli testa?’

Petrucci: vero, ha chiesto di tornare ma… [scuote la testa]
Eravamo già intenzionati a cambiare batterista e, a provini finiti, avevamo fatto la nostra scelta e poi Mangini per lavorare con noi ha dovuto lasciare il suo posto di professore al Berklee, una moglie e due figli.
Non potevamo avere ripensamenti, abbiamo scelto una strada e su quella siamo andati avanti.

MusicRadar: era troppo tardi…

Rudess: si, eravamo convinti della nostra scelta e non potevamo lasciare a piedi Mangini.
E’ stata dura ma non penso sia corretto tornare dicendo ‘Hey ragazzi, ho sbagliato: amici come prima’.
Abbiamo vissuto un dramma ma ora inizia una nuova era per noi.

 

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